Na Park ob Nediži bo treba še čakati_Parco del Natisone, la strada è lunga

Quale fosse l’idea originaria lo dice chiaramente il nome del sodalizio da cui è partito tutto: Associazione Parco del Natisone. Ecco perché il Contratto di fiume siglato solennemente a Manzano lunedì, 11 settembre, da 13 sindaci rivieraschi del Natisone e dei suoi affluenti, più che un punto di arrivo è l’avvio di un cammino che sarà ancora lungo. E per nulla scontato. Ne fanno parte tutti i comuni delle Valli del Natisone. A San Pietro al Natisone, Pulfero e Taipana (già inseriti in partenza e oggetto dello studio dello Iuav, la facoltà di architettura di Venezia, che ha costituito la road map per la firma del contratto) si sono aggiunti anche gli enti locali nel cui territorio scorrono gli affluenti del Natisone (Drenchia, Grimacco, San Leonardo, Savogna e Stregna).

Nel contratto di fiume (il secondo firmato in Regione dopo quello del Roiello) c’è sì l’auspicio della costituzione di un Parco intercomunale transfrontaliero che vada dalla confluenza del Natisone col Torre, in comune di Trivignano Udinese, fino a Kobarid, ma per ora l’accento cade su un elenco di opere per 38 milioni di investimenti spalmati sui prossimi tre anni.

Il cuore dei sindaci, si sa, palpita molto per le opere pubbliche, un po’ meno di entusiasmo c’è invece per discorsi di più ampio raggio che puntano molto ai cambiamenti culturali nel campo dell’ambiente. Per l’associazione promotrice, invece, prima che l’elenco delle opere viene la tutela e il miglioramento ambientale del fiume, visti come premessa per una sua valorizzazione turistica. «Il primo obiettivo deve essere il miglioramento della qualità delle acque, della manutenzione degli alvei e della sicurezza idraulica – spiega Claudia Chiabai, presidente dell’associazione Parco del Natisone –. Per questo, nella cinquantina di progetti inseriti nell’atto di impegno firmato l’11 settembre, un ruolo importante ce l’hanno il Cafc e l’acquedotto Poiana, che dovranno controllare i depuratori e gli sversamenti nel fiume». Attualmente la qualità delle acque è ottima dalle sorgenti fino a Stupizza, ma poi peggiora andando verso valle. Ancora peggiore la situazione degli affluenti, per i quali risulta negativa sul Cosizza da Liessa in giù. E, vista l’assenza di insediamenti industriali, il problema risiede tutto nei depuratori carenti.

«Dalla qualità delle acque e dal rispetto del flusso minimo vitale dipende una più ampia fruizione del fiume – spiega Chiabai –. Almeno il 40% dei progetti riguarda questi aspetti, incluso il rafforzamento degli argini in alcuni punti critici. Tra questi il più importante, e anche il meno costoso, è l’istituzione del Parco intercomunale, premessa per una gestione del fiume corretta dal punto di vista ambientale. Per questo auspichiamo che venga finanziato con la massima celerità dalla Regione».

Il condizionale è d’obbligo, perché in realtà la Regione, sotto la giunta Serracchiani, aveva già finanziato l’istituzione del Parco con 180 mila euro per realizzare perimetrazione, business plan e regolamento. Ma ciò non è mai avvenuto. «Ricevuto il finanziamento – spiega Chiabai –, il Comune di Manzano lo ha impiegato per incaricare lo Iuav (la Facoltà di Architettura dell’Università di Venezia) di fare uno studio molto più incentrato sulla mentalità dei sindaci: costruire».

L’associazione promotrice ha invece in mente come priorità l’istituzione del Parco, che «diventerebbe subito un marchio turistico di attrazione anche per le eccellenze agroalimentari del territorio e l’artigianato artistico – spiega Chiabai – che si potrebbe realizzare in tempi brevi, insieme all’individuazione di aree di fruizione del fiume, innanzitutto per la balneazione. Il Natisone, attualmente, non è balneabile, «ma di fatto molta gente d’estate va a fare il bagno in aree tradizionalmente vocate. Ma va aumentata la qualità delle acque, vanno perimetrate chiaramente le zone sicure e anche create aree di parcheggio che attualmente viene fatto in modo selvaggio danneggiando anche gli agricoltori dei terreni vicini».

La speranza è che, tra Pnrr, fondi europei per l’ambiente e la coesione e fondi regionali tutto il programma venga realizzato. Di questo aspetto possono interessarsi solo i comuni. Quelli del Manzanese hanno già costituito un ufficio apposito per andare a cercarli. L’auspicio è che le Valli del Natisone seguano l’esempio e non rimangano a guardare.

Chiabai, infine, auspica che la costituzione del parco sia un progetto partecipativo. «Va coinvolta più gente possibile e soprattutto i portatori di interesse. L’accordo prevede l’istituzione di tavoli tematici e auspichiamo venga attuata al più presto». Tra le cose da fare c’è anche il coinvolgimento del comune di Kobarid, per recuperare la dimensione transfrontaliera del Parco. Contattato ai primi passi dell’iniziativa, il rapporto si è sfilacciato col passare del tempo. (Roberto Pensa)

K Paktu za Nedižo, ki so ga sklenile dežela Furlanija-Julijska krajina in druge ustanove, so pristopile vse občine Nediških dolin. Med predvidenimi pobudami je tudi ustanovitev naravnega parka ob reki, ki bo pa moral različne vrste zavarovanja porečja uskladiti z uporabo reke v športne, rekreacijske in turistične namene. Univerza v Benetkah je pripravila zanimiv načrt.

Od kakovosti vode in spoštovanja ekološko sprejemljivega pretoka reke je odvisna uporaba reke Nediža v širšem smislu, opozarja predsednica društva Park Nediža, Claudia Chiabai. Društvo Park Nediža je svojčas bil glavni pobudnik v okviru postopka, ki je privedel do podpisa Pogodbe o reki Nediža.

Pismo o namerah, ki so ga podpisali 11. septembra, našteva več kot 50 projektov. Razni se osredotočajo predvsem na izboljšanje kakovosti vode in naravovarstvene slike. Osrednjo vlogo igrata konzorcij za vodovod osrednje Furlanijie Cafc in vodovod Poiana, ki bosta morala paziti na čistilne naprave in preprečiti onesnaževanje. Ključnega pomena naj bi bil projekt ustanovitve čezmejnega Parka Nediže, ki bi  tudi vključil Kobarid.

Načrtovanju ustanovitve Parka je že deželna vlada Debore Serracchiani namenjala 180.000 evrov. Z vsoto naj bi prav naročili študij o njegovi ustanovitvi. Občina Manzano, ki je sredstva prejela, je to nalogo zaupala Fakulteti za arhitekturo Univerze v Benetkah. V okviru raziskave je pa ta upoštevala predvsem mnenja županov, je prepričana predsednica Chiabai.

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