
Il sogno dei cicloturisti, che già amano la Slavia Friulana, e degli imprenditori del turismo e della ristorazione, che vedono in questo segmento di mercato una grande opportunità economica, sarebbe quello di vedere al più presto realizzata una rete di percorsi ciclabili completa e collegata con le grandi direttrici come la pista ciclabile Alpe Adria. Ma a che punto siamo? Ne parliamo con sindaco di San Pietro al Natisone, Mariano Zufferli, che all’interno del consiglio della Comunità di montagna Torre- Natisone è delegato proprio per la realizzazione delle piste ciclabili.
Il disegno complessivo c’è, per unire la Slavia da un lato a Kobarid, verso Nord, dall’altro Cividale e Udine verso Sud e alla pista ciclabile Alpe Adria verso Nord-Ovest. Ma per vedere aprire i cantieri ci vorrà pazienza e vedremo le piste ciclabili crescere a mo’ di spezzatino, con la necessità di utilizzare per parecchi anni le strade normali per unire i diversi tratti fino al compimento del progetto completo.
«Fu un merito della vecchia Uti del Natisone e del Torre il varo di un progetto organico per lo sviluppo delle piste ciclabili nella Slavia Friulana e anche l’ottenimento dei primi finanziamenti», spiega Zufferli, che evidenzia l’impegno dell’attuale direttivo della Comunità di montagna, presieduto da Antonio Comungnaro, verso il clcloturismo e il turismo slow, individuato come uno degli assi portanti per lo sviluppo economico. Da allora tutte le amministrazioni si sono impegnate nella ricerca di finanziamenti per realizzare questo disegno complessivo. Alcuni tratti sono finanziati e in avanzato tratto di progettazione, altri invece sono ancora fermi al palo. Una difficoltà aggiuntiva è stata una modifica legislativa di un paio di anni fa che ha introdotto una competenza dell’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali nell’iter di approvazione delle piste ciclabili.
Confine di Stato-Loch: dopo lo stop l’ipotesi di procedere in due step
Il tratto che va dal valico confinario di Stupizza a Loch, in comune di Pulfero, con l’attraversamento della stretta gola del Natisone, costituirà certamente uno dei biglietti da visita più attrattivi per i cicloturisti ed inoltre uno di quelli giunti ad un punto più avanzato (ci sono i finanziamenti ed è in corso la progettazione). Proprio per questo ha destato sconcerto la bocciatura del progetto da parte dell’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali perché un tratto della ciclabile si troverebbe in area esondabile. «Con i tecnici stiamo lavorando per superare l’impasse – spiega Zufferli –. In particolare ragioniamo di partire al più presto con il tratto confine di Stato-Stupizza,
per il quale non ci sono problematiche perché scorre più in alto rispetto al fiume, e in seguito il restante tratto da Stupizza a Loch che dovrà essere rivisto ed elevato rispetto al fiume». Ovviamente per un certo periodo i cicloturisti dovranno usare un tratto di strada statale da Stupizza a Loch, che comunque risulta meno tortuoso e pericoloso di quello a monte.
Da Loch a Vernasso: iter ancora da definire

Dalla frazione pulferese di Loch la pista ciclabile FVG3 dovrebbe procedere verso San Pietro snodandosi lungo il corso del Natisone. Alcuni punti fermi già ci sono, ma mancano completamente i finanziamenti e si parla di diversi milioni di euro. «La pista ciclabile scorrerà lungo la sponda destra del Natisone – spiega Zufferli –. L’intendimento è quello di non procedere a stretto contatto col fiume per non tagliare fuori i centri abitati come Cicigolis, Tarcetta, Biacis, Spagnut, Oculis. Riteniamo che solo passando per i centri abitati la pista ciclabile possa dare un positivo contributo alla crescita economica delle nostre comunità. L’itinerario comunque è ancora da definire, considerando anche le pendenze, l’altimetria e i vincoli».
Da Tiglio ad Azzida: il progetto corre più veloce
In quel tratto del Natisone, però, dovrebbe correre più veloce il progetto di piste ciclabili “Biciplan” ideato dal comune di San Pietro al Natisone. «Attorno all’asse principale della FVG3, abbiamo pensato di sviluppare degli anelli che servano sia alla popolazione locale che per invitare i turisti a visitare i nostri borghi – spiega Zufferli –. Abbiamo già i finanziamenti per la pista ciclabile che dal capoluogo arriverà fino a Tiglio. La pista attraverserà poi San Pietro per via Musoni fino all’intersezione con viale Azzida. Per questo tratto stiamo elaborando un progetto di fattibilità. Poi da viale Azzida si procederà fino alla zona industriale. Par questo tratto abbiamo già i finanziamenti e fatta la variante urbanistica ».
Da Vernasso a Cividale: ci sono i soldi, parte la progettazione
Grazie al Contratto di fiume del Natisone, finanziato per la prima volta nel 2023 dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, San Pietro al Natisone (presentando un progetto per un importo di 8 milioni insieme a Cividale, Premariacco e Manzano) ha ottenuto i fondi necessari per la pista ciclabile da Vernasso verso Cividale. «L’orientamento è di far correre il percorso nettamente separato dalla statale, fino ad arrivare a Borgo Brossana – spiega Zufferli –. È già finanziato anche il successivo tratto della ciclabile che da Cividale porterà a Udine».
Verso Tarcento e la Alpe Adria: pronti 13 milioni, ma c’è un buco tra Attimis e Nimis
Molto forte l’impegno della Comunità di montagna anche per la direttrice verso Nord Ovest che, costeggiando tutta la pedemontana toccherà Faedis, Attimis, Nimis, Tarcento fino a connettersi con la Ciclovia Alpe Adria in comune di Magnano in Riviera.
«Sono già stanziati 16 milioni – spiega Zufferli – in particolare per il tratto Attimis-Faedis (5 milioni) e per il tratto da Pradandons (Nimis) a Molinis (Tarcento) e poi fino alla connessione con l’Alpe Adria». In tutto 8 milioni.
La volontà della Comunità di montagna sarebbe quella di realizzare tutte le piste ciclabili con fondo bitumato, che offrono maggiore durabilità e confort a chi le percorre. «Anche per questo tipo di scelte, però, dovremo verificare se ci saranno delle prescrizioni dal punto di vista paesaggistico da parte della Regione», chiosa Zufferli.









