Mancanza di sensibilità e responsabilità istituzionale

 
 
ULa sistemazione della scuola bilingue per il prossimo anno e della sua definitiva collocazione nell’ambito delle strutture scolastiche di San Pietro al Natisone rimangono ancora in alto mare a pochi giorni dalla fine delle lezioni e sono diventate oggetto di assurde e per certi versi inquietanti prese di posizione da parte di alcuni sindaci delle Valli del Natisone imbeccati da esponenti dello stantio nazionalismo locale. D’altra parte rimane la ferma posizione dei genitori dei 221 alunni, che frequentano la scuola bilingue, decisi ad arrivare ad una soluzione dignitosa che non penalizzi il percorso formativo e didattico dei loro figli.
Della posizione e delle aspettative dei genitori si è fatto carico l’Istituto per l’istruzione slovena – Zavod za slovensko izobraževanje, che nella recente assemblea e nella prima riunione del nuovo direttivo (presidente è stato eletto il prof. Igor Tull) ha preso in esame la situazione venutasi a creare dopo lo sgombero dell’edificio di viale Azzida e le prospettive che si prospettano sia per la provvisoria che per la definitiva sistemazione dell’Istituto comprensivo statale bilingue. Ma ha soprattutto stigmatizzato la lettera dei sindaci di San Pietro al Natisone, Savogna, San Leonardo, Drenchia e Stregna al ministro Frattini
In un comunicato l’Istituto esprime gratitudine ai genitori «che hanno offerto la loro collaborazione ed hanno proposto soluzioni razionali e accettabili dal punto di vista didattico, economico ed organizzativo sia per questo momento di emergenza che per il futuro dell’Istituto comprensivo bilingue. In questa fase di emergenza i genitori, in sintonia con la direzione e il personale della scuola, hanno posto come pregiudiziale il mantenimento della scuola a San Pietro al Natisone e per quanto possibile unita, pena un marcato disagio in primo luogo degli alunni. Per una soluzione stabile essi prevedevano la ristrutturazione della Casa dello studente, attualmente sottoutilizzata, che avrebbe potuto essere portata a termine senza eccessivo dispendio di risorse finanziarie e in tempi ragionevolmente brevi.
Le loro proposte, che sono state illustrate all’amministrazione comunale, provinciale, regionale e al prefetto di Udine, sono cadute nel vuoto mentre stanno avanzando soluzioni che, per la fase di emergenza, non rispondono né a criteri di economia né alle esigenze didattiche ed organizzative dell’Istituto comprensivo bilingue. Gli alunni, secondo le ultime notizie, potrebbero essere dislocati in tre centri distanti diversi chilometri l’uno dall’altro: scuola materna a San Pietro al Natisone, elementare a Savogna e media a Pulfero. Si tratta di scelte che penalizzano fortemente gli alunni, le loro famiglie e il personale della scuola.
C’è la fondata sensazione — si legge nel comunicato dell’Istituto per l’istruzione slovena — che sia proprio questa la finalità di quanti operano queste scelte e che trova ampia conferma nella lettera dei cinque sindaci delle Valli del Natisone al ministro degli Esteri, Franco Frattini. Da quanto è apparso sulla stampa, (Messaggero Veneto del 23 maggio scorso) i sindaci di San Pietro al Natisone, San Leonardo, Stregna, Drenchia e Savogna, hanno fatto proprio un documento nel quale l’esponente di un partito stigmatizza “lo straordinario interessamento del mondo politico e istituzionale regionale, nazionale e internazionale al problema della bilingue”, che viene accusata di “concorrenza sleale nei confronti di quelle italiane”.
Riguardo al metodo di intervento dei sindaci va sottolineata la mancanza di sensibilità e responsabilità istituzionale per le quali il sindaco rimane al di sopra delle parti ed opera per il bene di tutti i cittadini. In questo caso i cittadini sono i genitori che per i loro figli hanno scelto in tutta libertà l’insegnamento bilingue in un Istituto comprensivo che rientra a tutti gli effetti nel sistema scolastico statale e per il quale devono provvedere le istituzioni pubbliche.
Riguardo ai contenuti dell’intervento dei sindaci è da rilevare la loro malafede nell’accostare le organizzazioni culturali, che operano autonomamente per la promozione della cultura slovena del territorio, con l’Istituto comprensivo statale bilingue, il quale a sua volta svolge la propria attività perseguendo le finalità stabilite dalle norme e dalle leggi italiane. Come dimostrano assoluta malafede quando accusano l’Istituto bilingue di “concorrenza sleale” ben sapendo che i finanziamenti statali alle scuole sono contemplati da precisi parametri stabiliti dal Ministero per l’Istruzione e da altri enti pubblici.
Riguardo allo “straordinario interessamento” di cui è stata fatta oggetto la scuola bilingue è da ricordare che di recente lo stesso presidente del Friuli – Venezia Giulia, Renzo Tondo, ha definito la scuola bilingue “un fiore all’occhiello della regione”.
È evidente che i sindaci non si sono mai preoccupati di conoscere le finalità, i metodi e i risultati dell’insegnamento della scuola bilingue che i genitori, loro cittadini, hanno scelto per i propri figli. Se l’avessero fatto, avrebbero capito i motivi del successo della scuola: i 5 bambini, che contava nel 1984, oggi sono diventati 221; e avrebbero capito perché essa viene presa a modello a livello nazionale ed internazionale per le minoranze linguistiche».
Intanto 13 associazioni delle Valli del Natisone e di Cividale sono scese in campo a sostegno all’azione dei genitori degli alunni della scuola bilingue in una fase molto delicata della storia di un’istituzione scolastica attiva da oltre venti anni sul territorio, e che ha visto — grazie all’innovativa formula didattica legata all’insegnamento parallelo della lingua italiana e di quella slovena — crescere in maniera esponenziale il numero degli iscritti, in contrasto con il calo demografico vissuto dal territorio e con il calo di iscrizioni registrato in altri plessi scolastici.
Le associazioni, come i genitori ed il corpo docente ed amministrativo dell’Istituto scolastico ritengono fondamentale che le classi della scuola per l’infanzia, primaria e media (220 alunni) rimangano anche in via provvisoria unite e localizzate sul territorio di S. Pietro al Natisone.
Le associazioni firmatarie sono le seguenti: Circolo culturale Ivan Trinko, Cooperativa Novi Matajur, Cooperativa Most, Istituto per la cultura slovena, Circolo culturale Rečan, Planinska družina Benečije, Associazione degli artisti della Benecia, Pro loco Nediške doline, Skgz e Sso della provincia di Udine, Società operaia di mutuo soccorso, Circolo Navel, Associazione don Eugenio Blanchini.

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