30 Novembre 2010 / 30. november 2010

Lussari, niente pista da sci sul Sentiero del pellegrino

 
 
Salvo il Sentiero del pellegrino sul Monte Lussari. Il neopresidente della Promotour, Stefano Mazzolini, ha detto che sarà accantonato il progetto di una pista da sci lungo lo storico percorso che porta al Satuario mariano. A Camporosso e in tutta la Val Canale hanno tirato un sospiro di sollievo.
«Siamo felici che il nostro lavoro e le nostre convinzioni siano stati riconosciuti dopo anni di dura battaglia — commenta Gabriele Moschitz, referente del Comitato per la difesa del Sentiero del pellegrino — e questo è solo l'inizio di un percorso che ha ben più ampi risvolti e del quale vogliamo diventare a tutti gli effetti protagonisti».
Una battaglia, quella del Comitato, iniziata sette anni fa con una massiccia raccolta di firme (circa 6000) in risposta al discusso progetto della Promotour, per la cui realizzazione si sarebbe dovuto espropriare la comunità di 73.000 metri quadri di terreno e che avrebbe comportato la devastazione del Sentiero del pellegrino e della malga del Lussari.
L'azione del Comitato è stata ispirata dal valore affettivo, storico e religioso del Sentiero del pellegrino e motivata dalla ferma volontà di offrire «ai nostri figli — sottolinea Moschitz — l'opportunità di vivere pienamente il nostro territorio, troppo spesso considerato, da chi amministra, bene da sfruttare».
«Siamo stati accusati di operare contro il turismo — denuncia Moschitz — ma è vero l'esatto contrario Si sono esposte persone che hanno investito, che si impegnano quotidianamente per difendere e valorizzare il ricco bagaglio di tradizioni e cultura della valle, che emerge in vari settori, musicale, corale, storico, imprenditoriale e agricolo. Sappiamo quello che vogliamo e siamo qui per costruire non per distruggere, soprattutto per diventare protagonisti della nostra valle, cosa che non ci è consentita, perché tutte le dinamiche che si muovono a livello politico sono paradossalmente contro noi residenti, che viviamo il territorio e ne conosciamo la storia».
«La questione del Sentiero del pellegrino è solo un esempio emblematico di come vengono portate avanti le politiche sul nostro territorio — continua Moschitz —. Troppo spesso assistiamo ad azioni, imposte dall'alto, di svendita del territorio e delle sue risorse. Si ignorano volutamente le concrete necessità delle persone che ci vivono, ma che non si vuole fare diventare protagonisti. Spesso, come nel caso della pista da sci, la comunità non viene informata e viene messa di fronte al fatto compiuto».
Interpellato sull'attività futura del Comitato, Moschitz risponde: «Opereremo affinché il Sentiero del pellegrino diventi un valore aggiunto di promozione e di valorizzazione del nostro territorio, che porta anche un beneficio economico. Oltre ad essere percorso ogni anno da migliaia di pellegrini, soprattutto d'inverno il Sentiero ha un suo riscontro economico. Per esempio in una domenica ho contato 350 sci-alpinisti che salivano lungo il sentiero alla volta del monte Lussari».
Moschitz conclude auspicando «che questo primo segnale importante di riconoscimento ottenuto dal Comitato da parte di un'istituzione sia l'inizio di un percorso molto più ampio e complesso verso la valorizzazione della realtà in cui viviamo, nella sua pluralità».