Lusevera vuole la scuola bilingue ma non insieme a Taipana

 
 
Istituire una scuola bilingue per salvare i due plessi scolastici di Taipana e di Vedronza dal Piano provinciale di dimensionamento scolastico, la cui attuazione è prevista per l'anno scolastico 2012-13. È quanto intendono fare le due amministrazioni comunali per sfuggire all'attuazione del piano, che prevede la soppressione delle scuole che non raggiungono un tetto di almeno 20 bambini nelle materne e di 30 nelle elementari, con una possibile riduzione del 15% per le scuole di montagna. Attualmente le scuole di Taipana (con 13 bambini alle materne e 22 alle elementari) e di Vedronza (con 14 bambini alle materne e 26 alle elementari) non rientrano nei parametri dettati dalla Regione e sono a rischio di chiusura alla stregua di altre realtà scolastiche della Slavia friulana, come Savogna e Resia.
Sull'istituzione di una scuola bilingue unica sono però divergenti le posizioni dei due comuni. Al parere favorevole di Taipana fa, infatti, da contraltare il «no» secco espresso dal primo cittadino di Lusevera, Guido Marchiol. Peccato, perché in questo modo ci si lascia sfuggire un'occasione unica, che, forte di un corposo numero di alunni (allo stato attuale 27 bambini alle materne e 38 alle elementari), darebbe vita ad una realtà scolastica dinamica e competitiva, rendendo più coeso il territorio dei due comuni, che sono soggetti all'applicazione della legge di tutela della minoranza slovena.
Ma vediamo quali sono stati gli ultimi sviluppi nei due comuni della Slavia.
Il modello e l'offerta formativa della scuola bilingue di San Pietro al Natisone, che rappresenta l'unico esempio in Regione, sono stati illustrati dall'insegnante Miriam Simiz nel corso di un recente incontro pubblico, che ha avuto luogo a Taipana e al quale hanno preso parte gli insegnanti, i genitori degli alunni, che frequentano la scuola locale, il sindaco Elio Berra ed una nutrita rappresentanza dell'amministrazione comunale.
Federico Pastore, insegnante nella scuola elementare di Taipana e rappresentante del distretto scolastico di Tarcento, ha evidenziato il consenso unanime raccolto dal modello bilingue, considerato un arricchimento. Ora la parola passa, dunque, alle istituzioni. In primo luogo al consiglio comunale, che approfondirà la questione nel corso della sua prossima seduta.
Interpellato sulla questione, il sindaco di Lusevera, Guido Marchiol, ha detto che nei prossimi giorni invierà ai genitori degli alunni, che frequentano la locale scuola materna ed elementare, un questionario attraverso il quale sondare la loro disponibilità, o meno, all'istituzione di una scuola bilingue. La risposta dovrebbe essere positiva, considerate le posizioni emerse nell'incontro del 21 marzo tra l'amministrazione comunale e i genitori.
Il primo cittadino, però, fin d'ora esclude l'istituzione di un plesso bilingue unico per Vedronza e Taipana, magari nella località di Monteaperta, come era stato ventilato una quindicina di anni fa. Marchiol sostiene che i genitori degli alunni non approverebbero questa proposta per le difficoltà di spostamento che comporterebbe e, di conseguenza, opterebbero per la scuola di Tarcento. «Al contrario una scuola bilingue a Vedronza, grazie alla validità della sua offerta formativa, potrebbe convincere qualche genitore di Tarcento a iscrivere suo figlio qui», conclude Marchiol.
Resta forte il rischio, però, che questa posizione precluda la scuola bilingue sia nel comune di Lusevera che in quello di Taipana. Coi i bambini costretti ad andare a Tarcento o Nimis.

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