Le Unioni montane senza il sostegno della Lega

 
 
I Comuni interamente o parzialmente montani del Friuli -Venezia Giulia, limitatamente alle province di Udine e Pordenone, saranno aggregati in otto Unioni montane, ognuna delle quali corrisponde ad un ambito associativo omogeneo secondo criteri di unità territoriale, economica e sociale. La Giunta regionale, infatti, ha approvato il 4 febbraio lo schema di disegno di legge presentato dall'assessore alle Autonomie locali, Andrea Garlatti, e denominato «Razionalizzazione e semplificazione dell'ordinamento locale in territorio montano. Istituzione delle Unioni dei Comuni montani».
Il disegno di legge non ha avuto, però, il voto favorevole dei due assessori leghisti, Claudio Violino e Federica Seganti, il che evidenzia le forti perplessità del Carroccio. La riforma, dunque, non avrà un percorso facile in Consiglio regionale, considerato anche il giudizio negativo dell’opposizione.
I nuovi enti comunali, secondo il disegno di legge, ripropongono le dimensioni delle vecchie comunità montane abolite nel 2002. Il territorio abitato da sloveni in provincia di Udine sarà compreso nelle unioni delle Valli del Natisone, delle Valli del Torre e della Valcananale.
Secondo l'assessore Garlatti, l’Unione montana sarà basata sul modello consolidato delle unioni di comuni, con alcune peculiarità quali la costituzione e l'esercizio obbligatorio delle funzioni già svolte dalle Comunità montane, l'esercizio di funzioni sovracomunali e la costituzione di due organi di governo principali (presidente ed assemblea).
Il funzionamento delle Unioni sarà caratterizzato dal trasferimento del personale delle Comunità montane e dei comuni in capo al nuovo ente in relazione alle funzioni delegate.
Semplificazione anche dal versante finanziario grazie all'attribuzione diretta dei trasferimenti ordinari alle Unioni con relativo snellimento delle pratiche contabili.
Se il testo approvato dalla Giunta supererà l’esame del Consiglio regionale, ai quattro commissari delle Comunità montane spetterà il compito di precostituire, sia pure in forma provvisoria, l'organizzazione delle nuove Unioni in modo da consentirne l'immediata funzionalità e ridurre le lacune determinabili in fase transitoria. A questo proposito, il Piano di organizzazione e gestione dei servizi conterrà l'intero disegno del nuovo apparato amministrativo che, per le Comunità montane Torre-Natisone-Collio, Gemonese-Val Canale-Canal del Ferro e Friuli occidentale, sarà integrato da un progetto di scissione che individua i beni da attribuire e il personale da trasferire alle nuove Unioni montane.

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