L’art. 21 è la nostra zona franca_Člen 21 je zelo pomemben

TorrentiwebUna zona franca è un territorio che gode di alcuni benefici speciali volti allo sviluppo sociale ed economico. In provincia di Udine non ce n’è, però per i 18 comuni in cui vige la legge di tutela della minoranza linguistica slovena, esistono le opportunità offerte dall’articolo 21 della legge 38/2001 «per consentire l’attuazione di interventi volti allo sviluppo». Nell’ambito del ciclo di incontri «Naša prihodnost v naših rokah. Ideje, instrumenti in dobre prakse za skladen razvoj teritorija» («Il nostro futuro nelle nostre mani. Idee, strumenti e buone prassi per uno sviluppo armonico del territorio»), al terzo appuntamento organizzato il 26 aprile nello Slovenski kulturni dom di San Pietro al Natisone/Špietar dall’Unione culturale economica slovena-Skgz, è emerso che nell’arco dei prossimi tre anni saranno distribuiti circa 1,5 milioni di euro. L’incontro, inoltre, ha offerto l’occasione per fare il punto sulle attività realizzate coi fondi stanziati in base all’articolo negli anni passati. Il loro impiego è stato a volte controverso, ma non sono mancate le buone prassi. A parlarne col moderatore Livio Semolič, segretario regionale della Skgz, sono stati Michele Coren, funzionario della Comunità montana Torre, Natisone, Collio, e Gianni Torrenti, assessore regionale alla Cultura. Coren ha presentato l’esempio positivo del bando che la locale Comunità montana ha ideato in sinergia con l’associazione di agricoltori Kmečka zveza. Tramite il bando, che ha funzionato con modulistica in formato bilingue, sono stati finanziati investimenti per le imprese agricole operanti sul territorio. In Valcanale e Val Resia, invece, con riferimento ai bandi per le piccole e medie imprese, si rileva come gli interventi finiscano col restare troppo parcellizzati. Questo è, almeno, il giudizio di Alessandro Oman, funzionario Comunità montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale, che, impossibilitato a intervenire, ha comunque fatto pervenire un proprio contributo scritto. L’idea della conseguente necessità di fare sistema è stata ripresa dall’assessore Torrenti, che ha evidenziato il bisogno di concentrarsi non sul mantenimento dell’esistente, ma su nuove progettualità che generino maggiori ricadute sul piano economico. Incalzato da Semolič, Torrenti ha spiegato come, nell’ambito della riforma delle autonomie locali, nelle singole Uti coi fondi verranno effettuati investimenti che riguarderanno i soli comuni della minoranza slovena. A livello generale non va dimenticato, comunque, che il problema del mantenere la gente in montagna è comune a tutta la montagna. Torrenti ha avuto modo di pronunciarsi anche in merito alle teorie linguistiche di moda negli ultimi anni in provincia di Udine (soprattutto a Resia e a Pulfero, ndr.), commentando in sintesi che ogni scienza ha il suo esperto. Rispetto alla lingua, quindi, sono i linguisti a decidere se si parlino varianti di una lingua e non le momentanee maggioranze comunali. Al fine di generare buone ricadute socio-economiche tramite l’utilizzo dei fondi erogati in base all’articolo 21, molta importanza è rivestita dal grado di coesione della comunità – e su questo punto si sono trovati d’accordo molti degli ospiti, anche importanti, presenti tra il pubblico. Un buon punto di partenza in questo senso, anche se ci si augura di non dover sempre mettere mano a fondi che sarebbero destinati allo sviluppo socio-economico per fini che non lo sono direttamente, è il documento firmato dai sindaci della Slavia per destinare parte dei fondi provenienti dall’articolo 21 al rifacimento della scuola bilingue di San Pietro. All’incontro erano presenti, tra gli altri, anche la parlamentare Tamara Blažina, il sindaco di San Pietro al Natisone, Mariano Zufferli, il consigliere provinciale Fabrizio Dorbolò, la console slovena a Trieste Eliška Kersnič Žmavc, Rudi Pavšič e Luigia Negro, presidenti regionale e provinciale della Skgz, Walter Bandelj e Riccardo Ruttar, presidenti regionale e provinciale della Sso. (Luciano Lister)

V sklopu srečanj SKGZ na temo “Naša prihodnost v naših rokah” je v Slovenskem kulturnem domu v Špietru 26. aprila potekalo srečanje o razvojnih možnosti, ki jih omogoča 21. člen zakona št. 38/2001. Govorili so deželni odbornik za kulturo, šport in solidarnost Gianni Torrenti, in funkcionar na Gorski skupnosti Ter, Nadiža, Brda Michele Coren. Alessandro Oman, ki bi moral zastopati Gorsko skupnost za Guminsko, Železno dolino in Kanalsko dolino, je poslal pisni referat. Povezoval je deželni tajnik SKGZ Livio Semolič. Na dan je prišla zahteva, naj se čimboljše izkorišča člen 21 iz zaščitnega zakona, ki določa finančno pomoč območju videnske pokrajine, na katerem je priznana slovenska manjšina

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