La scuola media di Resia avviata alla chiusura

 
 
Nell'ultimo consiglio comunale di Resia, venerdì 29 novembre, il sindaco Sergio Chinese, su richiesta del capogruppo di minoranza, Nevio Madotto, ha confermato le voci, in merito alla chiusura della scuola media già con il prossimo anno scolastico. Il primo cittadino ha riferito che tale problematica è prioritaria nell'agenda di lavoro dell'amministrazione, ma qualsiasi soluzione, ha proseguito Chinese, potrà essere solo temporanea perché la scuola media entro qualche anno è destinata a chiudere i battenti ed i ragazzi di Resia dovranno frequentare le lezioni recandosi a Moggio Udinese o a Venzone.
Quello che sorprende in questa situazione è il fatto che la maggioranza consigliare si sia limitata a rispondere all'interrogazione del Madotto senza portare la grave problematica alla discussione del consiglio comunale.
La chiusura della scuola media di Resia causerà diversi problemi per la comunità resiana come: il futuro lavorativo dei dipendenti comunali che oggi operano presso la struttura scolastica, il disagio per alcuni bambini che vivono nelle frazioni resiane più lontane dalle nuove sedi scolastiche e soprattutto la perdita della peculiarità culturale resiana.
Il problema della chiusura delle scuole, per il comune di Resia, non è una novità. Le normative statali in materia penalizzano le scuole con un numero non sufficiente di iscrizioni e a Resia si è sempre ovviato alla chiusura con le deroghe che le stesse normative prevedono e soprattotto appellandosi alla presenza della minoranza linguistica slovena.
Già durante lo scorso mese di agosto il Circolo culturale «Rozajanski dum» e l'associazione culturale «Museo della gente della Val Resia» si erano interessate al delicato argomento allestendo una mostra con tema «La scuola e gli scolari in Val Resia» con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica su questo importante argomento che riguarda il futuro della comunità che vive ai piedi del Canin.
Durante l'apertura della rassegna espositiva, alla quale purtroppo non ha partecipato nessun componente dell'amministrazione comunale, le associazioni avevano affrontato il problema proponendo anche delle soluzioni come, ad esempio, una nuova qualificazione della scuola, che potrebbe attrarre anche i ragazzi dai comuni limitrofi come succede già per la scuola bilingue di San Pietro al Natisone.
Le ricerche preparatorie alla mostra, effettuate nell'archivio del Comune di Resia, ci hanno svelato che già alla fine del XVIII secolo in Val Resia esisteva un'istituzione educativa interamente affidata alla Chiesa, ma solo durante il periodo francese l'istruzione venne concepita come pubblica, obbligatoria e gratuita. In realtà una vera scuola pubblica fu garantita, anche in Val Resia solo dopo l' annessione all'Italia.
All'epoca la scuola del nuovo stato in formazione aveva l'obiettivo principale di garantire a tutti i cittadini un'istruzione di base anche nei centri periferici.
Oggi contrariamente a quello spirito che contraddistinse lo stato italiano post-unitario, molte comunità minori come la Val Resia, si trovano nella situazione di non avere più garantito quell'insegnamento di base che ha permesso l'alfabetizzazione a tutti i cittadini italiani qualsiasi fosse la loro nazionalità.

Deli članek / Condividi l’articolo

Facebook
WhatsApp