Julius Kugy modello di alpinista e di cittadino mitteleuropeo

 
 
Nell'ambito dell'edizione 2011 della rassegna cinematografica delle Alpi Giulie «Festivalbruna», che ruota intorno ai temi di «montagna» e di «confine», è stata presentata per la prima volta al pubblico la versione sottotitolata in italiano della coproduzione austro-slovena (Tv Slovenija-Orf Wien) «Kugy», del 1984, per la regia di Marjan Ciglič. La miniserie, originariamente pensata in tre diverse puntate, ma riproposta in versione unica da 210' per la serata del 7 agosto, riprende diversi momenti e aspetti della vita dell'alpinista Julius Kugy (1858-1944): dalla ricerca della Scabiosa Trenta (pianta poi rivelatasi non esistente) al Kugy più cittadino-commerciante a Trieste, per arrivare all'incredulità dell'alpinista davanti agli estremismi ed alle esasperazioni perpetrati dal regime fascista e dagli occupatori tedeschi.
Da un punto di vista personale, Kugy incarnava bene l'essenza dell'Austria asburgica multietnica. Di origine slovene (madre triestina, padre carinziano), aveva ricevuto un'educazione tedesca, culminata con la lauera in giurisprudenza a Vienna nel 1882. Ma avendo vissuto sia a Gorizia che a Trieste parlava italiano ed era sicuramente venuto a contatto anche con il friulano.
Oltre alla scrittura, alla musica ed alla botanica, fin da giovane Julius si appassionò alla montagna, specie per i frequenti soggiorni nel villaggio natale del padre (Lind/Lipa vicino a Arnoldstein/Podklošter). Sebbene abbia esplorato buona parte delle Alpi, concentrò tutta la propria carriera alpinistica alla scalata delle cime delle Alpi Giulie, verso le quali aprì oltre 50 nuove vie, insieme a guide provenienti dalle zone di cui scalava le montagne. Tra di esse ricordiamo Andrej e Jože Komac (della Val Trenta), Osvaldo Pesamosca (della Val Raccolana) e Anton Oitzinger (proveniente da Valbruna).
Oltre che per le sue ascese più celebri (Jof di Montasio, Škrlatica) e per il proprio approccio non esattamente agonistico alle scalate, Kugy ha lasciato un buon ricordo di sé sia in ambito austriaco, sia sloveno che italiano per il recupero dei toponimi tradizionali e per la propria distanza dai nazionalismi più esasperati sfociati poi nei conflitti mondiali.
Sebbene durante la Prima guerra mondiale si fosse arruolato volontario nell'esercito austro-ungarico, rimase sostanzialmente un pacifista.
La proiezione del film si è svolta nell'ambito del «Kugy's Day», giornata di Festivalbruna dedicata alla figura di Kugy, alla quale ha presenziato anche la pronipote Ursula Pitzer.

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