Jesenski okusi kažejo pot naprej_I sapori dell’autunno indicano la via

Sabato, 25 settembre, al rifugio «Pelizzo» a Laze, sul Matajur, l’associazione «Invito» ha festeggiato il venticinquesimo compleanno delle sua istituzione, arrivato grazie al successo dell’iniziativa «Invito a pranzo», partita nell’autunno del 1993 con dieci locali su iniziativa dell’Unione regionale economica slovena-Sdgz in collaborazione con la Comunità montana «Valli del Natisone», la Camera di commercio di Udine e l’Unione esercenti.

Sul Matajur è stata presentata l’edizione autunnale 2021 – da alcuni anni c’è anche l’edizione primaverile – dell’appuntamento enogastronomico che si terrà da venerdì, 8 ottobre, a mercoledì, 8 dicembre. A collaborare all’importante tappa di un quarto di secolo dell’associazione sono stati l’agriturismo «Pestrofa» con il saluto di benvenuto a base di tortino di zucca e trota, l’agriturismo «Monte del Re» con l’antipasto di muset in crosta di pane, il rifugio «Pelizzo» con la briza, la trattoria «da Na.Ti.» con un primo di pasticcio di funghi, la trattoria «da Walter» con un secondo di močilo con salsiccia in abbinamento alla polenta del «Molino Cudicio», cotta direttamente sul posto da Enrico, la trattoria «Vartacia» con il frico di zucca accompagnato dal cavolo stufato e, infine, l’agriturismo «la Casa delle rondini» con una torta di ricotta e strucchi lessi come dolci.

Del passato, del presente e delle prospettive per il futuro di questa iniziativa abbiamo parlato con la presidente dell’associazione «Invito», Tiziana Strazzolini.

«Non sono molti anni, sei o sette, che sono entrata a far parte dell’associazione – esordisce –, prima è stato fatto un grande lavoro sia da parte dei ristoratori sia di chi ha creduto nell’associazione. Si è trattato di un punto di partenza molto importante anche perché nelle Valli non siamo molto abituati a collaborare. In questo caso, invece, siamo riusciti a creare una bella rete, una bella collaborazione tra tanti ristoratori che, soprattutto all’inizio, dando vita all’associazione, si sono impegnati molto, si sono riuniti più volte, hanno cercato di lavorare tutti assieme, uscendo anche dalle Valli per far conoscere la ristorazione locale».

Tiziana Strazzolini

L’associazione è nata per promuovere sì la gastronomia e i piatti tipici delle valli, ma anche il territorio e le attività su questo presenti, spiega Strazzolini: «Era importante, quindi, oltre all’aspetto gastronomico, anche riuscire a presentare aspetti che noi diamo per scontati, ma che in realtà non lo sono, come ad esempio paesaggi, panorami e la produzione locale». Agli inizi si puntò soprattutto sul tipico prodotto del nostro territorio, la gubana, nel corso degli anni, però, le Valli hanno conosciuto lo sviluppo anche di altre attività, con la nascita di nuove associazioni, come ad esempio «Sapori nelle Valli», e il lavoro di tutti gli agricoltori che aderiscono alla «Kmečka zveza» e che offrono prodotti di alta qualità. «Abbiamo prodotti di nicchia che riusciamo a valorizzare nei nostri piatti; l’intento è sempre quello: promuovere la nostra cucina, riuscendo a dare un aiuto a chi produce e lavora nelle valli», sottolinea Strazzolini. Nell’ultimo periodo abbiamo assistito purtroppo anche alla chiusura di alcuni locali storici del territorio: l’albergo/ristorante «al Vescovo/Škof» di Pulfero, la trattoria «alla Posta» di Clodig e la trattoria «Sale e pepe» di Stregna. Analizzando la situazione, però, emerge come non manchino tanto i clienti e l’afflusso di persone, ma piuttosto una continuità nella gestione, visto che non si riesce a garantire quel passaggio generazionale che permetta ai gestori prossimi al ritiro dalla vita lavorativa di cedere l’attività a qualcuno che, con la più buona volontà, la porti avanti nel rispetto della tradizione culinaria valligiana. Il rischio è di vedere le valli riempirsi di pizzerie o di locali in cui verranno proposti piatti estranei alla nostra cucina tipica, con gestori magari provenienti da fuori.

«Il nostro lavoro è parecchio difficile – afferma Strazzolini –, porta via parecchio tempo, lasciandone poco di libero per se stessi e per la famiglia, o per attività extra; si è impegnati sei giorni e mezzo su sette. È un settore che richiede tantissimo sacrificio». Da non sottovalutare è, poi, il discorso relativo al personale e le difficoltà collegate alla decisione di assumere: «Non è facile trovare persone che siano disposte ad accettare determinati ritmi di lavoro; un altro aspetto problematico è il costo del personale». Sul datore non grava solo lo stipendio netto del lavoratore che viene assunto, ma anche il costo della sua regolarizzazione in termini di imposte e contributi: «Si dovrebbe pensare forse a incentivare l’occupazione locale con un alleggerimento del carico tributario per il datore: questa potrebbe essere una buona idea non solo per il settore della ristorazione, ma in generale per tutte le attività produttive», suggerisce Strazzolini, aggiungendo che per chi viene da fuori forse non sarebbe così facile decidere di aprire una pizzeria, ad esempio, in quanto vi sono attività di questo tipo già ben avviate nelle Valli. «Il cliente che viene sul territorio non cerca una cucina standard o la pizza, ma il piatto tipico, quello che ha una storia alle spalle».

Chi fosse interessato ad aprire o a proseguire un’attività di ristorazione proponendo piatti tipici, in ogni caso, può mettersi in contatto con l’associazione «Invito», o con le persone del luogo, chiedendo qualche dritta sulle ricette tradizionali, delle quali, però, sappiamo bene, i valligiani sono molto gelosi. Al Civiform un gruppo di ristoratori dell’associazione «Invito» ha seguito, durante l’estate, un corso in cui sono stati proposti piatti tipici delle Valli del Natisone: è stata l’opportunità per conoscere, per esempio, la fermentazione degli alimenti, alla base della nostra cucina. «Ci manca forse la parte teorica, conosciamo le ricette, ma ignoriamo il processo che ne è alla base. Questo tipo di corso forse verrà riproposto e potrebbe essere una buona partenza per chi volesse conoscere la nostra cucina. In ogni caso vi sono dei piatti standard basati su determinati ingredienti, ognuno poi ci mette del suo, aggiungendo o togliendo o dosando in maniera diversa qualcosa», spiega Strazzolini.

L’associazione porterà avanti le proprie attività. «Sta per partire l’edizione autunnale di Invito a pranzo – racconta Strazzolini –. Stamperemo alcune copie dei famosi libretti con i menù proposti dai vari locali. I primi di ottobre si potranno trovare nei vari locali oppure all’ufficio IAT di San Pietro al Natisone. L’ingrediente principale dell’Invito a pranzo autunnale sarà la zucca. La novità è l’ingresso dell’osteria “alla Cascina” di Sorzento». Già da qualche anno l’iniziativa Invito a pranzo associa all’enogastronomia altre attività sul territorio, quali escursioni a piedi e in bicicletta, che continueranno a essere proposte. Con l’associazione «Invito» collaborano nelle varie uscite Forest, le guide Marco Pascolino e Angelo Sinuello, la pro loco Nediške doline, Stefano Terlicher del Team Granzon di San Leonardo. «Quest’anno abbiamo pensato anche a corsi di cucina e a show cooking presso i nostri ristoranti nei periodi autunnale e invernale, tra novembre, dicembre e gennaio», conclude Strazzolini. (Veronica Galli)

Jesen je narlieuši lietni cajt za kumete, saj po miescih težkega diela pobierajo pardielo svojih rok in potu. Narlieuši lietni cajt je za vse ljudi, ki lahko okusijo dobruote, ki jih rodi domača zemlja. Jabuke, hruške, oriehi, liešinki, kostanj, grozdje, kompier, sierak, kapus in vsake sorte zelenjave. Lahko dodamo še gobe, med in drugo kumetusko pardielo.

Beneška zemlja je zaries radodarna. Po resnici poviedano, je bla radodarna ankrat, saj je zaradi zapuščenosti in malomarnosti arbida požgarla njive in sanožeta. Kjek pa je ostalo, kakor so ostali ljudje, ki se na bojé zavihniti rokavu, de bi ovarvali in arzšerili bogatijo kumetustva in drugih ekonomskih panog, ki živé okuole njega.

Konac koncu vsi vedo, de v gorskim svietu nie turizma brez kumetustva.

Lietos združenje »Invito«, ki darži kupe gostince in vsake lieto parpravja zelo poznano in uspešno iniciativo »Vabilo na kosilo«, praznuje 25 liet. Ustanovili so ga lieta 1996, medtem ko je iniciativa začela kako lieto priet na pobudo Slovenskega deželnega gospodarskega združenja. Lietos, od 8. otuberja do 8. dičemberja, bo 15 agriturizmu, oštarij, gostiln in restavracij ob petkih, sabotah in nediejah ponujalo tipične jedi, ki jih parpravjajo z domačimi pardielki.

Tela je adna od te narbuj uspešnih iniciativ v Nediških dolinah. Pred začetkam »Vabila na kosilo« so v saboto, 25. šetemberja, praznovali 25. rojstni dan združenja »Invito«, ki »Vabilo na kosilo« organizira, z degustacijo v koči Pelizzo na Lazeh na Matajuru. Domače dobruote so skuhali kuharji iz sedmih lokalu.

Lietos vabijo na kosilo agriturizem »Monte del re« v Klenju (Špietar), koča Pelizzo na Lazeh na Matajuru (Sauodnja), agriturizem »La Casa delle rondini« na Dugah (Sriednje), oštarija »al Colovrat« na Briegu (Dreka), gostilna »alla Cascata« par Hlodiču (Garmak), gostilna »Al giro di boa« par Muostu (Čedad), gostilna »Gastaldia d’Antro« v Landarju (Podbuniesac), gostilna »da Na.Ti« v Ošnijem (Svet Lienart), gostilna »da Walter« v Utani (Svet Lienart), gostilna »ai Colli di Spessa« na Špesi (Čedad), gostilna Vartacia na Vartačah (Sauodnja), agriturizem »Pestrofa« par Cedronu (Špietar), oštarija »Delizie e curiosità« na Stari Gori (Prapotno) in gostilna »alla Cascina« v Sarženti (Špietar).

Kmečka zveza, ki je narbuj zaslužna, za kar se je kumetustva ohranilo v Benečiji, je tudi lietos parparvla iniciativo »Marajna – zaklad kmečkih dobrot«, ki peje na ogled kumetij v Nediških in Terskih dolinah, in puno sodeluje par Burnjaku v Gorenjim Tarbiju, ki je te narlieuš vetrina beneškega kumetustva. Tudi lietos bo v špietarski industrijski coni prodaja in degustacija »Sapori nelle Valli«. Se pravi, de je ponudba zaries bogata in potencial velik. Manjka pa tista koordinacija, ki bi vsiem iniciativam dala večjo muoč in parvlačnost. Na tuolim je trieba dielati.

Deli članek / Condividi l’articolo

Facebook
WhatsApp