Ingresso Dorbolò in provincia_Dorbolò v pokrajinskem svetu

Il 5 agosto scorso in consiglio provinciale ha fatto il suo ingresso Fabrizio Dorbolò, consigliere comunale di opposizione nel comune di San Pietro al Natisone. Dopo 7 anni torna in provincia un rappresentante delle valli del Natisone. Dorbolò, che siederà nei banchi dell’opposizione, il giorno del suo insediamento ha salutato i colleghi nelle quattro lingue parlate in Fvg: italiano, sloveno, friulano e tedesc. Riportiamo di seguito il suo discorso intgrale.

Prendo la parola come neo-consigliere della Provincia di Udine e tal riguardo mi sento in dovere di ringraziare l’Assessore comunale di Udine, il dott. Federico Pirone, che rassegnando le dimissioni da consigliere provinciale, ha con il suo gesto altruista e da pochi dato la possibilità al sottoscritto di intraprendere questa esperienza amministrativa e soprattutto al territorio delle Valli del Natisone e al collegio di Faedis-San Pietro al Natisone di essere rappresentati in questo consesso, infatti già dal 2006 che le Valli del Natisone non eleggevano un consigliere provinciale.

Presidente della Provincia, Signori Assessori, sono uomo di Sinistra e ovviamente mi colloco all’opposizione in questo consiglio provinciale aderendo al gruppo misto come componente di Sinistra ecologia e libertà. Sarò dunque all’opposizione e posso garantire che sarà propositiva, puntuale, meticolosa, probabilmente dura su certi argomenti, ma sicuramente seria e leale. Questo posso garantirlo! Chi mi conosce può confermare che questo è il mio modo di fare politica. Nella mia esperienza di consigliere nel mio Comune,  dove svolgo tale incarico da 14 anni di cui 9 all’opposizione ho sempre separato le battaglie politiche dal rapporto personale che ognuno di noi deve avere. Anzi secondo me è obbligato ad avere. Mai trascendere in fatti personali. Sono ruoli diversi: a Voi il compito di governare a noi quello di controllare, come hanno deciso gli elettori. Questo per me è un principio fondamentale della politica che, ahimè, più volte trascende, soprattutto a livello nazionale, con offese personali e razziste che tutti dobbiamo condannare e respingere! Presidente Fontanini, sono un esponente della minoranza linguistica slovena e quindi ho molto a cuore la tutela delle lingue minoritarie della nostra Provincia, la lingua friulana e le minoranze tedesca e slovena. Quest’ultima è molto importante poiché ha permesso alla nostra Regione di avere la specificità e l’autonomia. Purtroppo, spesso, o quasi sempre, la Provincia ha snobbato le minoranze tedesca e slovena occupandosi e valorizzando esclusivamente la lingua friulana, cosa buona ed importante, ma che non deve mai andare a discapito delle altre minoranze presenti sul territorio e riconosciute dalla leggi di tutela sulle minoranze linguistiche, dalle leggi nazionali n°482/1999 e n°38/2001 e da quella regionale 26/2007. Fin quando sarò Consigliere provinciale sarò intransigente. Le lingue e i dialetti parlati nella Provincia di Udine vanno tutelati a pari merito. Presidente della Provincia, Signori Assessori, una delle mie prime proposte sarà la denominazione quadrilingue dell’ente Provincia: Provincia di Udine-Provincie di Udin-Pokrajina Videm-Provinz Udine, questo anche per lo spirito mitteleuropeo che ci deve appartenere, qua si incontrano le tre grandi culture, quella latina, quella slava e quella tedesca, noi come Friuli siamo il cuore della nuova Europa e di questo la Provincia deve esserne orgogliosa, aperta e non conservatrice come appare ora che ha una denominazione solo in italiano e friulano, denominazione automaticamente imposta anche ai territori che friulano non parlano. A tal proposito sarebbe bene che l’amministrazione provinciale prendesse spunto dal convegno sulle minoranze etnico linguistiche che la Provincia di Udine organizzò nel lontano 1978 con l’allora Presidente Vinicio Turello dove furono coinvolte le forze politiche, i sindaci e le associazioni. Spero di poter trovare su questi argomenti  un consenso anche da Voi maggioranza, mi riferisco in modo particolare al collega e Sindaco di Tarvisio Renato Carlantoni il quale più di altri può capirmi, essendo lui amministratore di una città di incrocio delle tre grandi culture di cui simbolo è il santuario mariano di Lussari- Svete Višarje- Luschariberg. Anche il mittelfest ci Cividale del Friuli è nato in questo spirito mitteleuropeo, quindi anche il collega e sindaco di Cividale, Stefano Balloch, dovrebbe condividere quanto dico. Inoltre, sul territorio provinciale, a San Pietro Natisone abbiamo l’unica esperienza in regione della scuola bilingue italiano-sloveno che oggi attraversa particolari difficoltà dovute alla locazione e non alle iscrizioni, che, anzi, sono in costante aumento. Su questo la Provincia assieme alla Regione e al Comune di San Pietro al Natisone deve attivarsi per risolvere la problematica. Per cui spero che su questi argomenti non ci siano divisioni ma condivisioni.

Concludo il mio intervento ringraziandovi per l’attenzione e in coerenza con quanto ho appena esposto mi permetto, Signor Presidente, di esprimermi con due parole nel dialetto sloveno delle Valli del Natisone.

Vas vse pozdravljam v beneškem slovenskem narečju. Upam, da bova večina in opozicija dobro in konkretno sodelovala  na telem pokrajinskem svetu, da bova skarbila vsi kupe za naše ljudi, za naše kraje an za našo bogato kulturo.

O ài dite che mi brami une positive colaborazion tra majorance e minorance in chest consei provincial per fa del ben per la nestre int , la nestre tiere e valoriza simpri plui la nestre sioretat cultural.

Auguro, quindi, a tutti noi un buon lavoro e auspico una concreta collaborazione tra maggioranza e minoranza in questo consiglio provinciale per il bene della nostra gente e dalla nostra terra e per valorizzare la ricchezza culturale della nostra Provincia che è vasta da Tarvisio a Lignano, da Dignano alle Valli del Natisone, luoghi diversi con tradizioni diverse che noi amministratori abbiamo il compito di salvaguardare.

 

V ponedeljek 5. avgusta je prvič vstopil v pokrajinski svet Fabrizio Dorbolò. Dorbolò je pozdravil prisotne v štirih jezikih Dežele Fjk, se pravi v italijanščini, slovenščini, nemščini in furlanščini. Na koncu svojega posega je dejal v beneškem narečju: »Vas vse pozdravljam v beneškem slovenskem narečju. Upam, da boma večina in opozicija dobro in konkretno sodelovala  na telem pokrajinskem svetu, da bomo skarbila vsi kupe za naše ljudi, za naše kraje an za našo bogato kulturo.«

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