Il commissariamento delle comunità tarpa le ali a ogni sforzo di ripresa

 
 
Le aziende agricole «sono fondamentali per le nostre vallate e non possono essere ridotte a mera presenza rural-folcloristica o a riserva indiana». Giuseppe Specogna (nella foto in basso), melicoltore in quel di Pulfero e presidente della Kmečka zveza-Alleanza contadina della provincia di Udine, ha fatto del suo intervento all'assemblea annuale dell'associazione, che si è tenuta a Taipana il 18 marzo scorso, una denuncia della disattenzione della politica e delle istituzioni nei confronti di un settore che «dà da mangiare alla gente».
La Kmečka zveza della provincia di Udine in pochi anni è cresciuta numericamente (sono oltre un centinaio gli iscritti) e dalle Valli del Natisone si è estesa ai comuni di Taipana e Lusevera con prospettive di raggiungere anche Resia e la Val Canale, vale a dire tutto il territorio sul quale è insediata la comunità slovena. Il presidente Specogna ha rivendicato alla propria associazione una funzione rivitalizzante del territorio in quanto difende e valorizza le ricchezze della comunità. «Siamo ad un bivio fondamentale per la sopravvivenza di queste vallate e di questi comuni, sempre più abbandonati a logiche economiche e sociali che non trovano fondamento nei valori della nostra cultura — ha denunciato Specogna —. Non si può cancellare un territorio che ha una sua dignità e un grande valore umano, a prescindere dalla sua estensione e dal numero degli abitanti. In questi territori — ha ricordato il presidente della Kmečka zveza — c'è una storia fatta di sacrifici, di emigrazione, di identità».
Questo valore aggiunto, sommato ai gravi problemi che sta attraversando l'agricoltura di montagna, richiede una maggiore attenzione da parte delle istituzioni e della politica. Ed ecco l'affondo di Specogna: «Non si può risolvere il problema delle comunità montane con un commissario che manda avanti solo le problematiche ordinarie».
È toccato al segretario della Kmečka zveza Stefano Predan a snocciolare l'elenco delle attività e delle iniziative svolte dall'associazione durante il 2010, a cominciare dal grosso risultato di dare la possibilità agli agricoltori di attingere ai contributi previsti dall'articolo 21 della legge 38/011 di tutela della minoranza slovena, che prevede «interventi volti allo sviluppo dei territori dei comuni della provincia di Udine nei quali è storicamente insediata la minoranza slovena». Grazie a questi fondi agli operatori agricoli delle Valli del Natisone e del Torre sono stati destinati oltre 200 mila euro.
Tra le attività svolte nel corso del 2010 Predan ha ricordato la visita in regione e ad un'azienda agricola in quel di Pulfero, il 10 ottobre scorso, del ministro dell'Agricoltura sloveno, Dejan Židan, il quale in un incontro con l'assessore regionale alle Risorse rurali, Claudio Violino, ha parlato anche di un progetto di sviluppo dell'agricoltura nella Slavia friulana. Nel quadro di un auspicato più stretto rapporto con gli imprenditori agricoli sloveni si inserisce la possibilità per gli allevatori della Slavia di macellare il proprio bestiame a Tolmino e commercializzarne la carne nelle proprie aziende. Predan ha poi ricordato il partecipato convegno a San Leonardo sulla malattia del castagno che ha causato una diminuzione del raccolto dell'80 per cento. Si tratta di un problema, ha assicurato il segretario della Kmečka zveza, «che si risolverà in breve»
Ricco anche il programma di attività per l'anno in corso che prevede, tra l'altro, visite guidate ad aziende agricole in Slovenia, alla fiera del legno di Longarone, l'organizzazione del Burnjak di Lusevera (mentre verrà abbandonato definitivamente quello di Tribil Superiore), l'esposizione dei prodotti agricoli nel quadro della manifestazione Calla in poesia, la riproposizione a San Giovanni d'Antro della «cena sul prato» che lo scorso anno ha avuto un ottimo successo.
Negli interventi, che sono seguiti, è stato puntato l'indice contro la politica regionale che dimostra scarsa attenzione ai problemi della montagna. In particolare il consigliere della Slovenska skupnost, Igor Gabrovec, ha stigmatizzato la lentezza della regione nell'approvare la legge sul riordino delle comunità montane, lentezza che sta causando «la non-amministrazione della montagna». Il sindaco di Taipana, Elio Berra, ha ancora una volta denunciato che la montagna è abbandonata a se stessa: «A livello statale e regionale tutto cambia velocemente, altrettanto però non succede perché la gente viva in montagna con l'agricoltura».
La presidente provinciale della Skgz, Luigia Negro, ha ricordato la collaborazione della Kmečka zveza alla recente fiera del turismo di Lubiana ed ha sottolineato l'importanza della collaborazione tra il settore agricolo e quello turistico. Giorgio Banchig, presidente provinciale dello Sso, ha riconosciuto la vitalità della Kmečka zveza e dei suoi soci che hanno pieno titolo ad intervenire sul futuro assetto istituzionale del territorio montano dal quale vanno escluse le aree che montane non sono.
Sono seguiti gli interventi Lojze Debelis, già presidente regionale della Kmečka zveza, e del segretario della stessa, Edi Bukavec. Entrambi hanno valutato come molto positiva l'estensione della loro associazione anche alla provincia di Udine. In questo modo si è creata una forte aggregazione tra gli imprenditori agricoli che fanno parte della grande famiglia della comunità slovena in Italia.

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