Gorska unija, ni sporazuma_Assemblea a muso duro

Niente accordo preliminare sulla denominazione dell’Unione montana del Natisone. I sindaci dei sette comuni e il rappresentante delle minoranze consiliari vanno alla conta nell’assemblea convocata per giovedì 7 febbraio con all’ordine del giorno l’approvazione dello statuto.

La bozza recapitata agli otto membri dell’assemblea contiene la denominazione solo in italiano «Unione montana del Natisone», così pure quella dei sette comuni, anche se la premessa parla di tutela e valorizzazione «della lingua slovena e delle forme linguistiche locali storicamente parlate nel proprio ambito territoriale».

Nelle numerose riunioni preliminari tra gli otto consiglieri si è avuto un lungo braccio di ferro tra i propugnatori della denominazione minimalista «Unione montana Valli del Natisone-Nediške doline» (San Pietro, San Leonardo e Stregna) e quelli della corretta forma «Unione montana Valli del Natisone-Gorska unija Nediških dolin», sostenuta a spada tratta da Pulfero, Savogna e dall’esponente delle opposizioni, ma l’intesa non è arrivata. Così si andrà alla conta.

Ma, attenzione, gli otto non dispongono di un voto a testa (come avveniva nell’as semblea della Comunità montana), bensì di un voto ponderato sulla base della popolazione e del territorio e del singolo comune. Per cui S. Pietro e Pulfero dispongono del 20,02 per cento, S. Leonardo del 19,45 per cento, Savogna del 10,13 per cento, le opposizioni del 10 per cento, Stregna dell’8,53 per cento, Grimacco del 7,74 per cento e Drenchia del 4,10 per cento.

Considerato il dibattito finora avutosi, saranno proprio i due comuni più piccoli a fare da ago della bilancia. Anche se, a rigor di logica, i giochi dovrebbero essere fatti, considerato che è stata proprio l’amministrazione di Drenchia a proporre la denominazione «Unione montana Valli del Natisone-Gorska unija Nediških dolin» e che Grimacco intenderebbe schierarsi con il vicino. Naturalmente, la maggioranza sulla denominazione determinerà anche la maggioranza che eleggerà il presidente dell’Unione.

«Presenteremo un emendamento sul nome e proporremo “Unione montana delle Valli del Natisone-Nediške doline”, così pure l’elenco di tutti e sette i comuni anche nel nostro dialetto. Su tutto il resto c’era già l’accordo», fa sapere il sindaco di San Leonardo, Giusebbe Sibau.

«Ci sono dei comuni che hanno le idee chiare e altri che non sanno da che parte stare. Drenchia e Grimacco non si sono espressi. Ho tentato di parlarne con il sindaco Mario Zufferli, ma non si sbottona – prosegue –. Ma sia chiaro: né io né nessun altro ha problemi di rapporti con gli sloveni; diciamo solo che qui è preminente il nostro dialetto. Punto. Nessuno mette i bastoni tra le ruote né per le iniziative della minoranza, né per la scuola bilingue, né per niente».

Sul fatto di definire se il dialetto delle Valli è sloveno o meno, Sibau risponde: «A me, sinceramente, che sia di origine slovena, turca o araba non interessa più di tanto. Non è lì il problema. Il dialetto è quello, la lingua slovena quell’altra. Punto. Io, mentre capisco quelli di Caporetto ho grossissime difficoltà a capire la lingua standard. Ma, per l’amor di Dio, io non sono di quelli che dicono che il nostro dialetto non è sloveno. È pacifico che ci sia un’influenza tra due territori contigui. E se gli esperti mi dicono che è sloveno ne prendo atto. Punto. Sono per la democrazia totale: chi vuole sentirsi sloveno può farlo e così pure chi non vuole. Smettiamola di litigare!».

Allora perché la sua contrarietà alla de nominazione «Gorska Unija?».

«Perché – risponde il sindaco di San Leonardo – il mio gruppo in Comune di San Leonardo non lo sente suo, mentre “Nediške doline” va bene. E io devo esprimere la posizione del mio gruppo».

Replica a muso duro il rappresentante delle opposizioni, Fabrizio Dorbolò, che sulla questione ha convocato una riunione per venerdì 1 febbraio. «Ci si riempie la bocca di belle parole, si parla di rispetto delle posizioni di tutti, ma poi dalla bozza di statuto inviataci dal presidente provvisorio, Tiziano Manzini, “Nediške doline” è scritto senza il segno diacritico sulla “š”, si mette la lingua slovena in contrapposizione con le forme linguistiche locali, sono stati tolti i riferimenti a Slavia Veneta/Benečija e via elencando. È questa la democrazia assoluta di quei signori?».

Dorbolò conferma che gli emendamenti che proporrà seguiranno le indicazioni date alla fine della scorsa estate dal sindaco di Drenchia. «L’unico dubbio che abbiamo è tra “Gorska unija e Gorska skupnost”, ma la linea è tracciata. Le questioni di principio non possono essere barattate».

 

Upravitelji občin Nadiških dolin niso še našli sporazuma za poimenovanje bodoče gorske unije. Na eni strani so župani občin Podbuniesac, Sauodnja in verjetno Dreka ter Garmak, ki bi hoteli dvojezično poimenovanje »Unione montana Valli del Natisone-Gorska unija Nediške doline«, na drugi strani so pa župani občin Špietar, Podutana in Sriednje, ki bi hoteli »Unione montana delle Valli del Natisone-Nediške doline«. Giuseppe Sibau, župan občine Podutana, je povedal, da on ni proti slovenščini in slovenski manjšini, ampak ne bo podpiral dvojezičnega poimenovanja, ker se s tem ne strinja njegova skupina v občinskem svetu.

Verjetno bo razprava na skupščini upraviteljev, ki bo 7. februarja, kar napeta.

 

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