
Domenica, 21 settembre, alle Messe nelle chiese di Lusevera/Bardo e Villanova delle Grotte/Zavarh il parroco, don Renzo Calligaro, ha dato un annuncio che ha rattristato molti fedeli che sono cresciuti con lui. A causa dell’età e di problemi di salute che glielo impediscono ha, infatti, fatto sapere di concludere il proprio servizio nelle due parrocchie proprio con quelle celebrazioni.
«Concedi a noi di rimanere nel tuo amore, per non essere mai divisi gli uni dagli altri. Dona, Signore un linguaggio unito, che non conosca i fremiti dell’orgoglio e dell’ira. Donaci occhi limpidi, che vincano le torbide suggestioni del male, donaci un cuore puro, fedele nel servizio e ardente nella lode», ha detto nella propria ultima preghiera coi fedeli.
Ricordando il defunto arcivescovo di Udine, Alfredo Battisti, don Renzo ha esortato i fedeli a continuare a trovarsi in chiesa per celebrare l’Eucaristia o la Parola di Dio senza presbitero, vista la scarsità di preti e di vocazioni. «Questo è nelle mani di Dio e Lui sa cosa fare. Forse Lui ha già il modo di risolvere il problema. Mettiamoci nelle Sue mani, fidiamoci di Lui, affidiamo a Lui la nostra comunità e teniamoci uniti nella preghiera finché Lui deciderà», ha detto don Renzo.
Friulano di nascita, nato a Buia nel 1944, don Renzo ha 81 anni ed è stato ordinato sacerdote nel 1969. Ha fatto ingresso nella parrocchia di Lusevera nel 1973, guidandola per 52 anni. Con spirito di apostolato si è presto cimentato nell’imparare il dialetto sloveno dei suoi fedeli. Per questo impegno nell’uso dello sloveno locale anche in ambito liturgico e nell’inculturazione della fede è stato oggetto di minacce e bersaglio di proteste. Eppure don Calligaro si era mosso recuperando una tradizione già esistente, perché non aveva fatto altro che imbattersi in scritti e canti in dialetto sloveno del Torre conservati nell’archivio parrocchiale. Il canto liturgico tradizionale locale è stato recuperato con l’aiuto degli stessi parrocchiani, che hanno reintonato canti finiti nel dimenticatoio per poi riproporli durante la liturgia.
Importante è stato il contributo di Calligaro anche nella traduzione di testi liturgici nel dialetto sloveno del Torre. In questo modo la lingua di primo annuncio del Vangelo sul territorio ha potuto fare di nuovo ingresso in chiesa, dopo oltre un secolo. Negli anni ha regolarmente incoraggiato i propri fedeli a dare valore alle proprie radici e cultura, quale dono ricevuto direttamente dall’alto.
A Lusevera e Villanova è già attivo un gruppo di persone preparate a guidare la liturgia della Parola, che ha salutato don Calligaro con riconoscenza ed ha iniziato ad organizzarsi per il futuro. Ricordiamo che al momento in Val Torre è in servizio solo un altro parroco, don Enzo Cudiz. Oltre che a Pradielis/Ter è pastore anche in pianura, a Magnano in Riviera e Billerio. (Luciano Lister)








