Ezts, velika priložnost za Benečijo_Gect, un’opportunità per la Slavia

5GectV pandiejak, 10. febrarja, so na seji Posoškeka kolegija, ki ga sestavljajo župani in drugi predstavniki oblasti v zgornjem Posočju, dali pobudo, de bi u- stanovili Evropsko združenje za teritorijalno sodelovanje-EZTS (po italijansko mu pravijo Gruppo europeo di collaborazione territoriale-GECT). Gre za povezavo, ki jo je Evropska Unija vekuštala, de bi inštitucionalizirala sodelovanje ob konfinu med svojimi članicami.
V Posočju že dugo mislijo na EZTS/GECT. Pravijo, de bi ga radi nastavili kupe s beneškimi kamuni in Čedadam vse do Kanalske doline in, če bi se dalo, do avstrijske Koroške. Na italijanski strani pa nie še jasne pameti. Šindaki so pokazali, de premalo poznajo telo rieč in se bojé, de bi naši majhani kamuni ne bi bli kos tajšnemu velikemu projektu. Muorala bi se zganiti gorska skupnost, ki pa je pod komisarsko upravo in jo bojo čez kajšno lieto zaparli. Zanimivo pa je, de za EZTS/GECT narbuj potiska te buj majhan kamun, se pravi Dreka. Že spomladi 2010 je nje kamunski konsej soglasno sparjeu posebno resolucijo. Bluo je pod te staro administracijo, a je te nova še buj zato. Ustanoviteu EZTS/GECT-a bi pomenila dokončno premostiteu konfina. S telim združenjam bi ljudje, ki jih je ankrat partiu konfin, z roko v roki kupe dielali, ku adan sam človek, de bi tele teritorij spet močnuo povezali. Se pravi, de je velika parložnost, ki se je na smie zamuditi.

Il Gect (Gruppo europeo di collaborazione territoriale) già operativo nel Goriziano e in fase di sviluppo tra Trieste, Muggia e Capodistria, potrebbe essere una prospettiva concreta anche per  Slavia e Posočje. Lunedì 10 febbraio i sindaci e altre figure istituzionali dell’alta valle dell’Isonzo hanno analizzato le prospettive e rilanciato ai colleghi del versante italiano questa importante forma di collaborazione. Il Gect (in sloveno Ezts-Evropsko združenje za teritorialno sodelovanje) è, infatti, lo strumento tramite il quale l’Unione europea istituzionalizza la collaborazione tra gli enti locali degli stati membri. Ma se sul versante sloveno le idee sono chiare, nelle valli del Natisone e del Torre, il ragionamento propedeutico sembra ancora tutto da compiere, anche perché non si tratta semplicemente di trasporre esperienze maturate altrove. Lo evidenziano le risposte dei sindaci che siamo andati a sondare.

Le dichiarazioni dei sindaci in edizione cartacea.

 

Cos’è e come funziona il Gect

Il gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) è uno strumento giuridico europeo che consente ad autorità territoriali appartenenti a Stati diversi di istituire gruppi di cooperazione con personalità giuridica. È stato introdotto il 5 luglio 2006 e serve ad organizzare e gestire azioni di cooperazione transfrontaliera, transnazionale e/o interregionale, con o senza cofinanziamento da parte dell’UE.
Ad esempio, può organizzare un servizio di trasporto, di sanità o soccorso transfrontaliero, gestire progetti o programmi cofinanziato dai fondi europei, gestire progetti all’interno del programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico ecc. Non può esercitare poteri di polizia o assolvere funzioni in materia di giustizia o di politica estera.
Per svolgere le proprie funzioni, un Gect può dotarsi di un’organizzazione, disporre di un patrimonio e assumere del personale. Possono istituirlo regioni, autorità locali o nazionali, organismi di diritto pubblico e associazioni, stipulando una convenzione e adottando uno statuto, che vanno notificati alle autorità nazionali competenti. Queste hanno tre mesi di tempo per autorizzare la partecipazione dei potenziali membri e devono motivare un eventuale rifiuto facendo appello al regolamento. I componenti di un Gect devono risiedere sul territorio di almeno due Stati dell’Ue.
Lo statuto del Gect deve contenere l’elenco dei membri; l’obiettivo e le funzioni del GECT nonché le relazioni con i membri; la denominazione e la sede; gli organi, le loro competenze e il relativo funzionamento; le procedure decisionali; la scelta della lingua o delle lingue di lavoro; le modalità di funzionamento, segnatamente per quanto riguarda la gestione del personale, le relative modalità di assunzione, la natura dei contratti, ecc.; le modalità del contributo finanziario dei membri nonché le norme applicabili in materia di contabilità e di bilancio; la designazione di un organismo indipendente di controllo finanziario e di audit esterno. I membri stabiliscono un bilancio annuale di previsione che è oggetto di una relazione annuale di attività certificata da esperti indipendenti.

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