23 Dicembre 2019 / 23. december 2019

Dva mlada za Ta stara bugëta
Due giovani per Ta stara bugëta

Dopo un anno di attività del negozio alimentari Ta stara bugëta/La vecchia bottega l’associazione ViviStolvizza, che lo ha voluto e gestito, ha passato il testimone ad una nuova realtà imprenditoriale nata dalla volontà di due giovani resiani, Monica Buttolo e Maurizio di Lenardo.

Dobbiamo qui ricordare come questa bella realtà imprenditoriale a Stolvizza sia stata resa possibile soprattutto dal coraggio dell’associazione ViviStolvizza la quale, appunto un anno fa, a fronte della paventata chiusura dell’unico negozio di generi alimentari del paese, ritenuta quanto mai dolorosa per tutta la comunità, aveva preso la coraggiosa decisione di ampliare la propria attività sociale e di aprire un’attività commerciale per rispondere a questa specifica esigenza del paese.

Una decisione, comunque, in linea con la filosofia dell’associazione, che da sempre è al servizio della comunità. Certo, l’attività messa in piedi ha rappresentato per i soci un impegno non di poco conto, ma il negozio era fortemente voluto e quindi al fine di dare sicure certezze al progetto, con un capitale economico iniziale di partenza, gli stessi si erano tassati, anche in modo rilevante, auspicando, come di fatto avvenuto, sull’accoglimento della proposta da parte di tutti gli abitanti e sull’aiuto delle Istituzioni.

Per la gestione di questo negozio, che ha dato prova di funzionare bene e di produrre discreto reddito, erano state assunte due persone residenti in valle e in tal modo si è concretamente risposto al più grande problema della vallata, ovvero quello di creare opportunità lavorative ai residenti in modo da arginare il continuo spostamento dovuto dall’emigrazione delle famiglie verso la pianura friulana come conseguenza naturale della mancanza di lavoro in loco per la quale, negli ultimi dieci anni, neppure l’amministrazione comunale ha fatto nulla.

Durante l’anno, inoltre, questa piccola realtà ha dimostrato di poter essere anche un attrattore turistico. Infatti il negozio, soprattutto durante il periodo estivo, quando a Resia e in particolare a Stolvizza vi è la presenza di numerosi turisti anche provenienti dalla vicina Slovenia, ha predisposto un piccolo spazio, all’interno del locale, dove erano esposti alcuni dei prodotti tipici della zona. In particolare erano in vendita i prodotti trasformati dell’Aglio di Resia, presidio Slow Food, e del paniere del Parco Naturale Prealpi Giulie. Inoltre, in collaborazione con le associazioni culturali del territorio quali il circolo culturale Rozajanski dum e l’associazione culturale Museo della gente della Val Resia, all’interno del negozio i vari prodotti erano evidenziati con apposite targhette bilingui resiano/italiano, in modo da contribuire pure al mantenimento della lingua locale anche come mezzo di promozione culturale e turistica.

Monica e Maurizio, ai quali vanno tutti i migliori auguri di inizio gestione, hanno inaugurato la loro attività domenica, 1 dicembre, con la presenza, oltre di tanti amici e paesani, della sindaca di Resia, Anna Micelli, che ha sottolineato l’importanza e l’urgenza di creare micro imprese diffuse sul territorio. Per quanto riguarda i bar e le botteghe, ha aggiunto la sindaca, possono essere veramente considerati il presidio del territorio perché, in realtà piccole come le nostre, svolgono, quasi sempre, una vera e propria funzione sociale. (Sandro Quaglia)

Leto dni potem, ko so na Solbici uspešno odprli trgovino z živili, jo je društvo ViviStolvizza prepustil mladima Rezijanoma Monici Buttolo in Mauriziu di Lenardo, ki sta odprla novo podjetje.

Za nov zagon storitve, ki je osrednjega pomena za življenje v bolj odmaknjenih gorskih vaseh, je svojčas poskrbelo prav društvo ViviStolvizza. Odločitev je enotno sprejel upravni odbor društva; da bi konkretno podprli projekt, so sami člani denarno prispevali.

V soboto, 1. decembra, sta na vaškem trgu Piazza Nuova Monica Buttolo in Maurizio di Lenardo ponovno otvorila trgovino. Pred zbranimi prisotnimi je rezijanska županja Anna Micelli opozorila prav na družbeni pomen tovrstnih obratov.