16 Febbraio 2018 / 16. februar 2018

»Cluster« za čezmejno sodelovanje
Un «cluster» per progetti europei

5zupaniForse è la volta buona. Dopo la tavola rotonda a Kobarid, in occasione del 48° Incontro degli sloveni della provincia di Udine e dell’Alta valle dell’Isonzo, i sindaci del versante italiano e di quello sloveno, hanno impresso una forte accelerazione al processo di collaborazione. Anche perché il sindaco di Taipana, Alan Cecutti, si è preso l’impegno di tenere i contatti. A lui abbiamo chiesto di raccontare gli sviluppi.

Come vi siete mossi?

«Anzitutto mi sono accordato col sindaco di San Pietro al Natisone, Mariano Zufferli, per iniziare a fare un percorso di coordinamento nei due ambiti, dalla parte italiana e dalla parte slovena. Ho sentito i primi cittadini dell’Uti del Torre, e anche quelli di Moggio Udinese, Chiusaforte, Pontebba, Malborghetto-Valbruna, Resia. Si sono detti tutti favorevoli a creare un gruppo transfrontaliero, al di fuori delle Uti, le quali, per come sono state costruite, rappresentano un freno soprattutto per i Comuni piccoli, visto che non danno la possibilità di partecipare a nessuna programmazione. Il 5 febbraio ci siamo confrontati a Kobarid con i colleghi sloveni e lo strumento individuato è stato quello di creare un gruppo in ambito transfrontaliero, definito cluster, al quale i Comuni partecipano in modo volontario. Abbiamo predisposto una bozza di delibera, che sarà portata in ogni giunta per formalizzare l’adesione al gruppo. Più tardi, magari, definiremo alcuni rappresentanti per la parte italiana e per la parte slovena che potrebbero tirare le fila. Il 12 febbraio ci siamo trovati con i sindaci delle Valli del Natisone per presentare loro l’iniziativa».

1clusterIl 5 febbraio chi c’era?

«Sindaci o rappresentanti dei comuni di Bovec, Tolmin, Kobarid e Kanal, nonché il parlamentare Danijel Krivec. Da parte italiana, oltre Taipana, c’erano San Pietro, Pulfero, Tarcento e Nimis. Avrebbe dovuto esserci anche Chiusaforte, ma il sindaco si è ammalato. Sono soddisfatto per la presenza di Kanal, perché così possiamo coinvolgere a pieno titolo anche Prepotto, il cui sindaco ha già dato il consenso».

I tempi quali sono?

«Lunedì 19 febbraio si svolgerà un altro incontro con le amministrazioni slovene, per condividere il documento in ambito transfrontaliero. Poi dovrebbe effettivamente nascere il cluster».

Può anticiparci i contenuti della bozza?

«In pratica mettiamo per iscritto il fatto di essere interessati a partecipare a questa unione tra Comuni, che dovrà generare delle linee programmatiche per il territorio. Queste saranno redatte sulla base di direttive europee. Quindi inizieremo dei percorsi, dei tavoli di lavoro, che partano effettivamente dal territorio. Non come gli Interreg, calati dall’alto e rispetto ai quali spesso i Comuni non trovano condizioni favorevoli, magari perché non sono inerenti alle problematiche di un territorio».

Ci spieghi meglio.

«Nei cluster funziona tutto al contrario. Si parte dalle esigenze dei vari Comuni, che vengono condivise all’interno di questo gruppo in ambito transfrontaliero. Poi vengono create commissioni a Bruxelles, nelle quali queste problematiche possono essere condivise entro varie progettualità, presentate anche da altri Stati. Il 20 e il 21 febbraio, tra l’altro, il gruppo finlandese e sloveno si riuniranno sulla progettualità turistica. Abbiamo l’intenzione di andare a sentire cosa fanno».

Siete intenzionati a muovervi velocemente, dunque?

«Sì. Credo che la nostra area sia una delle poche con potenzialità per potere portare a casa risultati in ambito europeo. A livello di Ue c’è la convinzione che le aree transfrontaliere siano un po’ il futuro per progettualità condivise».

Servirà sostegno politico.

«A Taipana abbiamo avuto un contatto diretto con gli eurodeputati Alojz Peterle e Isabella De Monte. Entrambi ci hanno indicato il percorso dei cluster e si sono resi disponibili a darci una mano».

C’era anche l’idea di portare Antonio Tajani in Benecia…

«Speriamo di poter condividere, magari a breve, questo percorso anche coinvolgendo il presidente del Parlamento europeo».

Il che darebbe grande visibilità all’iniziativa.

«Vogliamo fare partire questo percorso nell’ambito dei Comuni di confine. Ma, secondo le normative europee, bisogna calibrarsi su un’area vasta con popolazione tra i 70 mila e i 150 mila abitanti. Se alla nostra iniziativa aderissero i Comuni da Tarvisio/Trbiž a Prepotto e da Bovec, a Kanal, raggiungeremmo un numero abbastanza importante».

In questo progetto le organizzazioni slovene che posto hanno?

«Sono fondamentali. La minoranza slovena fa da collante e dà effettivamente una forza maggiore, un valore aggiunto rispetto a altri territori. Anche perché garantisce il sostegno della Slovenia».

Il primo obiettivo è arginare lo spopolamento?

«È il problema dei problemi e va affrontato con soluzioni innovative, perché ciò che è stato fatto finora, evidentemente, non è servito. Anzi, forse ha peggiorato la situazione, forse non è nemmeno stato effettivamente fatto negli interessi della montagna, delle zone marginali come sono oggi le nostre valli. Sarà un percorso duro, ma l’importante è crederci».

Lei e i suoi colleghi ci credete?

«Sì e, proprio in questo momento, dovremo anche fare capire che ci sono le possibilità. Di aree come le nostre, con grosse difficoltà sociali, economiche e di sviluppo, ce ne sono diverse in Europa. Alcune sono state rilanciate con successo. Ad esempio, in una zona fra Spagna e Portogallo, transfrontaliera e morfologicamente molto simile alla nostra, sono stati sviluppati dei percorsi che sono riusciti a fare arrivare risorse dirette dall’Unione Europea. Sono stati attratti investitori e aziende che hanno creduto nel progetto; sono nate attività che hanno coinvolto famiglie e c’è stato un recupero demografico significativo. Si tratta di copiare e migliorare gli esempi positivi che già ci sono». (Ezio Gosgnach)

Tokrat gre zares. Po novoletnem srečanju v Kobaridu so se župani z italijanske in slovenske strani meje dali za mizo, da bi preučili možnosti konkretnega sodelovanja in skupnega nastopa pri Evropski uniji. Skenili so, da se bodo občine povezale v »cluster«, ki naj bi objemal območje od Trbiža do Prapotnega, od Bovca do Kanala.

Tipajski župan Alan Cecutti, ki koordinira župane v Benečiji, nam je razkril podrobnosti novega projekta.