28 Gennaio 2022 / 28. januar 2022

Boljši jutri se gradi zlasti na identiteti
Un futuro migliore? Serve più identità

La Slavia dalla pianura friulana/Pogled na Benečijo iz furlanske nižine

Con l’anno nuovo, e abbandonando senza troppi rimpianti quello vecchio, ci sono motivi per sperare, ma anche motivi per ragionare criticamente. Certamente, la condizione attuale degli sloveni del Friuli non sembra essere favorevole.

Almeno, con tanta esperienza accumulata, a questo punto di una millenaria storia, abbiamo gli elementi per capire che cosa non fare – piuttosto che semplicemente cosa fare –, quali sono gli errori commessi, quelli da evitare, quali i modelli di sviluppo da realizzare, quali gli esempi da seguire.

Certamente, adesso sappiamo che è importante prima di tutto guardare alle risorse che abbiamo «in casa» (valori di comunità e solidarietà, ambiente e paesaggio, cultura locale, ma anche risorse energetiche, materie prime, bosco e legname, frutticoltura e vigneti, agro-food di qualità), e in genere alle risorse tipiche della nostra terra, pregiate, rinnovabili e sostenibili.

Sappiamo anche, e ovviamente, che con l’«alta politica» è necessario avere un buon rapporto ma sappiamo anche che le direttive «dall’alto» ci fanno spesso solo confusione: siamo rimasti in pochi, troppo pochi, e proprio per questo dobbiamo stare attenti a non cadere nelle varie «guerre» combattute da altri.

Sappiamo anche che i soldi regionali o europei non possono risolvere tutto, e che è altrettanto importante per le nostre comunità periferiche non dipendere esclusivamente da risorse che appaiono, nei proclami, abbondanti e vantaggiose, ma che nella realtà portano spesso a distorsioni; risorse che a volte si dissolvono come neve al sole.

Igor Jelen

Sappiamo anche che la nostra condizione di minoranza si combina ad altre –anch’esse sfavorevoli – che caratterizzano la montagna friulana e italiana in genere (spopolamento, crisi della comunità rurale, abbandono dei territori, tassazioni sproporzionate, frammentazione amministrativa, debolezza dell’imprenditoria locale, dipendenza dai centri dell’amministrazione). E sappiamo anche che molti dei problemi che caratterizzano le nostre comunità potrebbero avere soluzioni semplici, immediate, di tipo pratico: le stesse che per qualche motivo, e paradossalmente, spesso non vengono predisposte.

Per tutti questi motivi non ci facciamo illusioni; la condizione delle comunità periferiche, così come di quelle etniche e linguistiche – qui come altrove – è debole, e in progressivo peggioramento; non ci sono molti casi di minoranze autoctone che dimostrano di saper resistere e di crescere. Ma sappiamo anche che tra i pochi modelli socio-economici, ovvero culturali e identitari che si possono citare ad esempio, e che quanto meno sembrano prospettare una certa stabilizzazione, ci sono quelli dei nostri corregionali sloveni di Gorizia e Trieste, tra Collio e Carso, con i quali – almeno dal mio punto di vista, dal punto di vista di uno che guarda alla realtà dagli 850 metri di quota di Fusine Laghi – ci sentiamo accomunati come non mai in questo periodo di difficile transizione. (Igor Jelen, professore di Geografia politica ed economica all’Università di Trieste)

Znatno povišanje finaciamentu za arzvoj Benečije, Rezije in Kanalske doline iz fondu leča, ki varje slovenski jezik v Italiji, in napuoved, de bodo tudi nediške in terske doline vključene v daržavni program za notranje cone (aree interne), kar bo parneslo posebne pomoči, dajejo novo upanje, de se bo v kamunah, kjer živimo Slovenci, koluo obarnilo na buojš.

Sigurno pa je, de tele lepe novuosti bojo pomale, a ne bojo rešile vsieh velikih problemu, ki jih naši kraji imajo. Narbuojš politik, ki ga je Benečija rodila po drugi svetovni vojski, Giuseppe Firmino Marinig, je kajšno lieto odtuod nardiu ratingo, de bi bluo za postaviti na nuoge same Nediške doline potriebno 10 miljionu evru na lieto manjku za pet liet.

 

Dobro bi bluo, če bi tudi iz Slovenije konkretno parpomali Slovencem videnske province ne le na kulturnem pa tudi na ekonomskem področju. Kakor je bluo nareto na Uogarskem in na Hrvaškem.

Pa tudi če bi do tuolega paršlo, bi na bluo odrešenja, ki si ga vsi želimo. Kakor piše Igor Jelen, profesor za ekonomsko in politično geografijo na taržaški Univerzirešitev na pride od zgoraj in od zuna, a muore priti od nas samih, od naših ljudi in od naših vasi. Trieba se je zavihniti rokave in parnesti na dan vse intelektualne sposobnosti, de bi na narbuojšo vižo nucali (velike) naravne in kulturne bogatije, ki jih imamo par nas, in vso pomuoč, ki pride odzuna. Potrieban je projekt, de bi bli vsi posegi (interventi) usklajeni, takuo de bi se na zapravljalo sudu in diela. Morebiti bi bluo nucno nastaviti arzvojni center, po zgledu Posoškega razvojnega centra, ki skarbi za soško dolino.

Seviede pa vse tuole nie zadost. Potriebna je močna identiteta, na kateri zazidati buojši jutre za Benečijo, Rezijo in Kanalsko dolino. Kakor je napisala provincialna predsednica SSO Anna Wedam, »ponosni muoramo biti na naš jezik, guoriti ga muoramo vsak dan, učiti se ga muoramo v šuoli,« saj je slovenski jezik tisto, kar nas darži kupe, kar iz nas nardi skupnost, ki zna in zmore uspešno dielati za se in za svoje otroke.