Benečija mora za Deželo biti prioriteta_La Slavia tra le priorità della Regione

Politicamente, come è naturale che sia, i commenti divergono. Nei comuni ad orientamento di centrosinistra musi lunghi, dove l’amministrazione è di centrodestra invece si festeggia. Ma poi, andando a fondo e riflettendo sulle cose da fare nei prossimi 5 anni da parte della Giunta e del Consiglio regionale, si scopre che sul «fare» le opinioni non sono affatto divergenti, ma c’è un sentire comune e la stessa richiesta pressante e urgente di intervenire, sia finanziariamente che con normative incentivanti.

«Per la prossima legislatura ritengo che il Consiglio e la Giunta regionale debbano mettere al centro della loro azione e riflessione il tema degli elementi fondamentali di sistema che permettono di vivere in alta montagna – spiega Anna Micelli, sindaco di Resia –. Fondamentale è offrire ai cittadini tutti i servizi essenziali che sono necessari alla vita quotidiana. L’elenco è lungo, ma penso soprattutto a due elementi. Il primo è la scuola. Occorrono sostegni economici e modifiche normative per sventare il pericolo che anche un solo plesso possa essere soppresso. Chiudere una scuola significa decretare la perdita di ogni speranza per un paese o una valle intera. Vuol dire allontanare per sempre le famiglie giovani dal territorio e impedire l’arrivo di nuovi residenti e famiglie giovani».

Anna Micelli

Il secondo elemento fondamentale per Micelli è il servizio del medico di medicina generale. «Per fortuna a Resia per ora siamo riusciti a trovare un sostituto – evidenzia il sindaco Micelli –, perché giustamente la gente si sente insicura e non può sopportare i disagi di lunghi trasferimenti quando ha bisogno del medico». A proposito di mobilità, c’è poi il problema delle strade che vanno messe in sicurezza: «Con l’ultima frana la gente ha dovuto sopportare un senso unico alternato con attese massime di 10 minuti. Un disagio inaccettabistran le», conclude il sindaco.

Boris Preschern

Il sindaco di Malborghetto-Valbruna, Boris Preschern, esterna invece la sua massima soddisfazione. «La gente della montagna ha dimostrato nell’urna una grande maturità e capacità di scelta dei candidati – sottolinea –. Come amministrazione abbiamo sostenuto con forza il presidente uscente Fedriga e gli elettori sono stati dello stesso avviso, facendo registrare percentuali di consenso superiori alla media riconoscendo l’impegno degli ultimi 5 anni. Inoltre nel mio comune non c’è stata disaffezione al voto. Ciò dimostra che non siamo una comunità rassegnata, che ha rinunciato a sperare nel futuro. Con la giunta Fedriga abbiamo visto un concreto cambiamento di rotta sui finanziamenti alla montagna ed inoltre abbiamo portato a termine lo storico progetto dell’istruzione plurilingue (friulano, sloveno, tedesco, oltre all’italiano, Ndr) nelle scuole di ogni ordine e grado dell’istituto onnicomprensivo di Tarvisio che comprende tutta la Valcanale e il Canal del Ferro, da Tarvisio a Pontebba. Un evento storico, atteso da 80 anni, portato a termine dal presidente Fedriga che ha avuto anche il merito di affidare la questione all’assessore regionale Alessia Rosolen, una vera “macchina da guerra” che ha saputo vincere le resistenze a Roma».

Tatiana Bragalini

«Innanzitutto esprimo la mia preoccupazione per il venir meno di un rappresentante delle Valli del Natisone in Consiglio regionale – esordisce Tatiana Bragalini, sindaco di Savogna – . Contiamo che i rappresentanti del Cividalese si facciano portavoce anche del nostro territorio (cosa che fino ad ora non si è vista…) e ricordino alla Regione che non esiste solo la Carnia e l’Alto Friuli ma pure la parte orientale che ha bisogno di sostegno».

Per il futuro Bragalini ha le idee molto chiare: «Bisogna sostenere i servizi sul territorio, non solo in chiave turistica ma anche residenziale. In primo luogo le strade: sul nostro territorio, molto trascurato, ormai le frane sono all’ordine del giorno, e non solo sulle strade periferiche, ma anche sulla viabilità principale.

Ad ogni pioggia c’è il terrore che accada. E poi i servizi essenziali della sanità. Abbiamo il medico solo a Savogna un’ora a settimana, una cosa incredibile». Le Valli del Natisone sono entrate nell’ambito dei fondi delle aree interne «e speriamo che si faccia qualcosa di specifico solo per le nostre zone e si faccia presto, perché non c’è tempo da perdere ». Un altro capitolo è il turismo: «Da tempo chiediamo l’allargamento della strada che da Polava porta in Slovenia, affinché sia possibile il transito di corriere turistiche verso il Matajur e il Museo etnografico di Masseris, su cui lo Smo sta puntando molto».

Luca Paoloni

«Noi abbiamo sostenuto apertamente la Lista Fedriga e sulla conferma del consigliere Morandini, che ci ha sempre aiutato per portare fondi e per informarci sulle opportunità per i piccoli comuni di montagna – spiega Luca Paoloni, sindaco di Lusevera –. Per il futuro abbiamo bisogno di una forte cooperazione con la regione». Paoloni vuole procedere spedito lungo tre assi fondamentali: «Il primo sono le comunicazioni. Deve procedere celermente il lavoro in corso per portare la banda larga, che deve raggiungere non solo il capoluogo ma tutto il territorio, fondamentale per portare a vivere nuove famiglie in valle. E va potenziato anche il segnale telefonico cellulare, che non copre tutta la nostra comunità creando anche seri problemi di sicurezza». Altro tema è la sanità: «Occorrono normative che incentivino a tenere aperti gli ambulatori anche nelle frazioni periferiche – evidenzia Paoloni –. Noi siamo fortunati perché abbiamo un medico disponibile ad andare anche a Vedronza, ma non tutti i comuni marginali hanno questa fortuna». Infine c’è la cura del territorio che si lega all’agricoltura: «Sempre più spesso siamo in difficoltà per caduta degli alberi e gli smottamenti, che derivano dall’incuria del territorio. La Regione deve fare norme per incentivare l’insediamento di giovani agricoltori e di attività di allevamento di capre e pecore, dando a queste nuove aziende agricole anche il compito di custodia e cura del territorio. Potrebbe esserci anche una importante sinergia con l’aspetto turistico, creando dei percorsi enogastronomici che, ad esempio, sul nostro territorio, potrebbero unire la degustazione dei formaggi di montagna e dei vini della zona di Nimis e Ramandolo».

Francesco Romanut

Il sindaco di Drenchia, Francesco Romanut, sceglie invece il filtro dell’ironia per spiegare come vede il futuro del suo comune: «Dagli assessori della giunta Fedriga uscente sono sempre stato ricevuto con cordialità e ascoltato. Ora spero che nella seconda legislatura arrivi anche qualcosa degli importanti interventi che ho chiesto».

Romanut descrive una situazione difficile, ma non ascrivibile al Comune che, per quanto molto piccolo e praticamente senza dipendenti (eccetto un «eroico» operaio comunale, sottolinea Romanut), adempie i suoi doveri: «Le strade comunali, pur con grandi sacrifici e problemi, sono tenute in ordine. Il resto della viabilità è invece in stato di completo abbandono». Una svolta può venire solo dal turismo: «Chiedo alla Regione di intervenire al più presto per valorizzare la parte italiana del Kolovrat, con tutte le sue eccezionali memorie della prima guerra mondiale e della battaglia di Caporetto. I sindaci sloveni ci supplicano da anni di fare qualcosa perché, insieme a quanto già fatto sull’altro versante, potrebbe venirne fuori un gioiello per l’attrazione turistica di livello internazionale. Noi facciamo tutto quello che possiamo. Ora stiamo procedendo all’asfaltatura della strada che percorre in quota il Kolovrat. Volevamo partecipare ad un bando per il turismo scolastico, ma abbiamo dovuto rinunciare per carenza di risorse umane, prima ancora che finanziarie». Romanut esprime preoccupazione anche perché i grandi investimenti sulle piste ciclabili non produrranno alcun effetto in alta montagna senza progetti specifici per portare i turisti in quota.

E sulla Comunità di montagna, altra riforma introdotta dalla giunta Fedriga e che dovrebbe aiutare i piccoli comuni a fare progetti e partecipare ai bandi di finanziamento? «No comment», taglia corto il sindaco Romanut. (Roberto Pensa)

Na deželnih volitvah Furlanije Julijske krajine, ki so potekale 2. in 3. aprila, je, četudi ob najnižji udeležbi v zgodovini deželnih volitev (glasovalo je 45 odstotkov upravičencev), premočno slavil dosedanji predsednik Massimiliano Fedriga na čelu desnosredinske koalicije.

Prejel je obilnih 64 odstotkov glasov, medtem ko se je kandidat levosredinske koalicije Massimo Moretuzzo ustavil pri 28 odstotkih. Fedriga, ki je tako nastopil drugi in po veljavnih zakonih zadnji predsedniški mandat, je prepričal tudi Benečane, Rezijane in Kanalčane, ki so mu namenili plebiscitarni konsenz. Benečija pa je ostala brez predstavnika v novem deželnem svetu.

Deli članek / Condividi l’articolo

Facebook
WhatsApp