Azione sconsiderata dei soliti ignoti piromani

 
 
I fuochi sono il più recente ritrovato stagionale in sostituzione del tradizionale pesce d’aprile, ormai caduto in disuso.
Ne sa qualcosa la gente del Gran Monte che li ha osservati non senza preoccupazione.
L’effetto devastante l’hanno provato sulla propria pelle soprattutto guardie forestali, vigili del fuoco e volontari della Protezione civile che la loro settimana di passione l’hanno vissuta non prima, ma dopo Pasqua, quando per ben tre volte, in brevissima successione, sono stati dati alle fiamme i prati della piana di Campo di Bonis e un‘area a Ponte Sambo.
Risulterebbe improbabile esercizio di equilibrismo invocare l’autocombustione. Più realisticamente si può parlare dell’azione sconsiderata dei soliti ignoti che, per una successiva germogliata di erbetta fresca, mettono a serio rischio un ambiente naturale di rara bellezza, che l’amministrazione comunale si sta impegnando a recuperare.
Ma, se la vogliamo buttare sull’ironico, l’azione dei piromani potrebbe considerarsi in sintonia con i disposti del Piano di pulizia rurale che il Comune di Taipana ha recentemente assunto allo scopo di tenere puliti i prati, mirando a restituire dignità e vivibilità ai luoghi in funzione di un richiamo turistico.
E vero! Chi meglio delle fiamme può sbarazzarsi di rovi ed erbacce? Per queste azioni incendiarie, infatti, non servono ordinanze, tantomeno interventi di sfalcio o bonifica da parte di terzi.
C’è da augurarsi, però, che questi incoscienti non abbiano il tempo di trasformarsi in novelli Nerone. Ai paesi del Gran Monte bastano i fuochi epifanici, non certo quelli d’aprile.

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