Anche Lusevera dice sì alla scuola bilingue

 
 
Con un solo voto contrario e due astenuti tra le file dell’opposizione (ma il quarto consigliere di minoranza ha detto sì), il consiglio comunale di Lusevera, nella seduta di sabato 30 aprile, ha chiesto l’istituzione sul proprio territorio di una scuola con insegnamento bilingue italiano-sloveno per i bambini dell’asilo e delle elementari.
«Da parte dei genitori degli alunni delle scuole dell’infanzia e primaria di Vedronza è pervenuta la richiesta di trasformazione delle esistenti scuole con lingua di insegnamento italiana in scuole con insegnamento bilingue italiano e sloveno — si legge nel testo della deliberazione —. Sul terma si sono già organizzati due incontri con i genitori degli alunni, i quali hanno espresso, anche per iscritto, il proprio interessamento e sostegno all’iniziativa, nella consapevolezza che la prospettiva educativa e culturale non può che essere plurilingue, sia per rispondere a necessità di tipo personale e professionale degli studenti, sia come mezzo per costruire e promuovere una moderna identità europea».
Come si ricorderà, nella richiesta di apertura di una scuola bilingue, il comune di Lusevera è stato preceduto dal limitrofo comune di Taipana. E, considerata l’esiguità del numro di allievi (una trentina in ognuno dei due plessi), molti si chiedono se non sia il caso di istituire un’unica realtà scolastica bilingue per entrambe le municipalià. Un progetto in tal senso era stato avanzato anni fa anche dal prof. Guglielmo Cerno nella veste di assessore dell’allora comunità montana «Valli del Torre».
Ma se l’amministrazione di Taipana ritiene quell’idea ancora valida, Lusevera non ci sta e prevede di attrarre alunni da Tarcento e circondario.
In ogni caso la decisione sarà presa da livelli superiori a quelli comunali. L’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Molinaro, da noi interpellato, lo scorso 27 aprile ha risposto telegraficamente: «Abbiamo appena ricevuto la delibera del Comune di Taipana e la stiamo esaminando. Il quadro normativo è complesso e prevede responsabilità anche dello Stato».

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