Le identità digitali vengono proiettate in ambito globale e non ne siamo più padroni.
Mi chiedono spesso, soprattutto gli studenti, ma in genere i lettori più giovani, perché non sono sui social… Devo ammettere che non so neppure esattamente di che cosa si tratta, che cosa dovrei fare, che cosa significa, mandare un messaggio a qualcuno che ti risponde con parolacce? Un indirizzo dal quale un algoritmo ti dice che sei bravo, bello e buono, o tutto il contrario?
Comunque, anche ammesso di averci capito qualcosa, ho anche altri motivi per non essere sui social, perché con il mio nome ce n’è già troppi, troppi personaggi anche apparentemente molto importanti, che hanno il mio stesso nome, che siano degli avatar, degli alter ego o semplici omonimie, non saprei. Basta mettere al lavoro Google (che però mi dicono che non c’entra niente con i social, mah!), che vengo proiettato in un empireo fatto di infinite rappresentazioni.
È così, il mio nome e cognome che possono sembrare così esotici, in realtà sono frequenti nei paesi slavi, e un po’ ovunque, diciamo tra Fusine e Vladivostok, non so se si tratta di lontani parenti, o di semplici coincidenze; comunque, come mi sono abituato a rispondere già da bambino all’appello che faceva la maestra (potete immaginare che storpiature, che battute), mica tutti possono chiamarsi «Mario Rossi».
Così quando qualcuno digita i miei dati anagrafici trova un sacco di altre persone, a giudicare dalle immagini, sicuramente molto più fortunate di me. Che, diffidando delle imitazioni e delle omonimie, andrò brevemente a elencare: non penso ci siano problemi di copyright, è tutto in rete, chiunque può verificare, e comunque è il mio nome, mica devo pagare i diritti anche sull’uso che io faccio di me stesso, vai poi te a verificare se sono proprio io.
Prima di tutto un giocatore di scacchi, che vedo sempre lì assorto, sulla scacchiera, a pensare a un’apertura di Capablanca o a un «gambetto di donna», lo vedo così concentrato che mi sembra di disturbarlo solo a digitare sulla tastiera, ma ovviamente non può essere, magari è tutto finto.
A parte classifiche, mosse e algoritmi che appaiono a corredo delle sue partite, non so se sono soldi o punteggi, la mie sensibilità scacchistiche, che si limitano ai tornei che facevo con mio nonno durante la vacanze di Natale, risvegliano una grande ammirazione.
Poi un famoso coreografo, artista e mille altre cose, che deve essere molto bravo, e che passa la vita a frequentare località esclusive, entrando e uscendo da ville hollywoodiane, saloni di lusso, tutto luccicante, circondato da glamour, banchetti luculliani, top model, gente elegante, sembra che vada da una festa all’altra, da un palcoscenico all’altro. Beato lui! Certe volte penso che cambierei volentieri la mia vita di geografo che mangia panini sotto la pioggia con la sua, da geografo a coreografo. Magari gli telefono.
Poi un negozio di articoli sportivi però in Svizzera, ma forse è un immigrato, leggo meglio, è titolare di una boutique in una località sciistica esclusiva, dove lo ski pass costa un mio mezzo stipendio.
E poi il solito collega geografo ceko (che ho già avuto modo di menzionare) che in realtà si chiama Libor, non Igor, ma che molti scambiano con il sottoscritto, anche perché il browser non riconosce Libor e mette in automatico Igor, completando la scrittura sui tasti deviando già dalle prime lettere, chissà perché, forse gli sembra più esotico – come alla mia maestra di scuola elementare.
Ma la cosa interessante è che i nostri ambiti di studio si assomigliano molto (geopolitica dei vari Trump, Putin ecc.), e devo dire anche le nostre idee. Una coincidenza nella coincidenza, leggetelo, non perché ha quasi il mio nome, scrive cose molto interessanti.
Allo stesso modo non posso che consigliare di andare a fare acquisti di articoli sportivi ad Arosa, di andare agli spettacoli di danza del teatro di Celje, alle partite di scacchi dei miei omonimi. Se non ci facciamo un po’ di pubblicità tra di noi! Anzi dovrei proporre a tutti questi un’associazione, quanto meno per verificare se siamo reciprocamente «veri», in carne e ossa, e magari anche per gestire le royalties, i dividendi – ovviamente anch’essi virtuali.
Poi, con un po’ di pazienza, si trovano con lo stesso nome altre amenità, come la famosa birra in Serbia, e anche una serie di atti notarili, per il fatto che «jelen» in ungherese vuol dire «il presente» in linguaggio burocratico, quindi non appena riguarda un magiaro che si chiama «igor», si finisce per estrarre da Google (ma dalla 5ª o 6ª schermata in poi) una lunga lista di testi di contratti, capitolati ecc. dove si capisce solo jelen igor, jelen igor ecc. che sta per «il sottoscritto» ripetuto per ennesime volte.
Ovviamente tutto questo non vuole essere solo un divertissement, un modo simpatico per parlare di se stessi, ma sarebbe utile per aprire un discorso molto più serio sulle identità digitali, cioè sui dati anagrafici che ormai vengono proiettati in ambito globale, e chissà dove. Un discorso più serio che faremo un’altra volta.
Una volta restava tutto qui, si risolveva in qualche cosa di cartaceo, in un ambito molto limitato, nel quale si poteva agire, aggiustando, correggendo, ora invece si viene sparati in tutto il globo e anche oltre, con impatti immediati e irreversibili, e non tutti certamente hanno la fortuna di avere degli omonimi come i miei, provate a pensare a Mario Rossi!
Igor Jelen
Pogosto vprašanje, ki ga postavijo avtorju Igor Jelenu je zakaj ni na družbenih omrežjih, in poudari, da jih sploh ne razume. Pomemben vidik predstavlja dejstvo, da ima veliko ljudi enako ime, kar vodi do zmede in večplastnih digitalnih identitet. V nadaljevanju predstavi različne osebe z istim imenom (šahist, koreograf, trgovec, geograf) ter opozori na zanimive naključne podobnosti med njimi. Splet tako ustvarja množico reprezentacij posameznika, zaradi česar postane prepoznavanje “prave” identitete zahtevno. Hkrati namigne, da bi lahko takšne situacije služile tudi kot oblika medsebojne promocije. Na koncu izpostavi problem digitalne identitete, ki je dandanes globalna problematika, ter nakaže nekoliko kritičen odnos do njenega nenadzorovanega širjenja.
Prevod in povzetek: D. D.








