
Dobar dan. Lepuo pozdravjan predsednico Republike Slovenije. Veseli smo, de ste paršla v naše preliepe doline pogledat, kje an kuo živimo, kajšne probleme imamo an ka se troštamo. Sigurni smo, de nan bote pomala ušafati te pravo pot, za buojš jutre za nas an naše otroke.
A nome della Comunità di montagna del Natisone e Torre un caro saluto anche all’assessore regionale Pierpaolo Roberti, con l’auspicio di averlo sempre al nostro fianco per la soluzione dei grossi problemi del nostro territorio.
Le valli del Natisone e del Torre dispongono, è risaputo, di un notevole patrimonio. Sotto il profilo naturalistico, paesaggistico e culturale sono un autentico scrigno di bellezza che va adeguatamente valorizzato e fatto conoscere in Italia, nella vicina Slovenia, in Europa, nel mondo intero. Uno scrigno sul quale costruire, attraverso un corretto e rispettoso sviluppo turistico, il futuro di questa terra. Un futuro che deve essere necessariamente migliore di un presente caratterizzato da una pesante crisi demografica e da uno spopolamento costante, in modo particolare nei paesi di montagna, che provocano un marcato disagio sociale e minano la sopravvivenza stessa di una comunità dalla lunga e interessantissima storia, che per le sue peculiarità culturali rappresenta una ricchezza per la regione e l’Italia intera.
È da decenni ormai che, con vari strumenti legislativi nazionali e regionali, si cerca di arginare il declino delle valli del Natisone e del Torre, ma i successi sono solo parziali e non si riesce a invertire la rotta. Ci vuole, allora, una terapia più forte e mirata alla nostra situazione e alle nostre necessità. Io ritengo che la misura necessaria, direi risolutiva, sia la defiscalizzazione. Chi nelle nostre valli vuole restare, tornare o stabilirsi ex novo deve avere la convenienza di farlo. Ma probabilmente convenienza non è il termine corretto. Bisognerebbe parlare piuttosto di pari opportunità con chi vive in città e in pianura. Faccio un esempio concreto: se lo sconto benzina è lo stesso per chi vive a Iainich e per chi vive a Villanova del Judrio, l’agevolazione non si traduce in un incentivo a vivere in montagna.
Lo stesso ragionamento vale per le attività produttive e gli esercizi pubblici. Questi ultimi sul nostro territorio, in primo luogo nelle frazioni di montagna, vanno considerati alla stregua di un servizio sociale. Non possono essere tassati come in città e in pianura. Nei paesi dove c’è un osteria, un bar, un ristorante, un agriturismo, un circolo sociale, un piccolo negozio, c’è socialità e di conseguenza c’è vita. I locali pubblici sono indispensabili, inoltre, anche allo sviluppo turistico. Il visitatore è attratto dalla natura, dalla cultura, dalle tradizioni e quant’altro; ma per fermarsi, e poi tornare, ha bisogno di servizi su tutto il territorio. Non deve impiegare i giorni di vacanza in cerca di esercizi nel quale consumare il pasto o semplicemente rifocillarsi, oppure rifornirsi di generi alimentari.
So che molti sostengono che la defiscalizzazione non sia una via praticabile, in quanto si tratterebbe di un privilegio. Io sostengo, invece, che sarebbe ristabilire una condizione di giustizia. Del resto, proprio la legge che tutela la minoranza linguistica slovena, all’articolo 21 riconosce la pesante situazione delle nostre valli e contempla misure economiche straordinarie per lo sviluppo delle nostre comunità.
Fondamentali sono, poi, l’attività agricola e forestale. Per i residenti, che devono vivere in un ambiente sicuro, e per i turisti, in quanto un terriorio curato valorizza al massimo il patrimonio paesaggistico, naturalistico e cuturale. È proprio vero che turismo e agricoltura sono un binomio inscindibile. Bei risultati qui da noi si sono ottenuti con l’applicazione della legge regionale 10, quella per il recupero delle superfici incolte e abbandonate. Certamente si tratta di un provvedimento che va mantenuto e implementato.
Ritengo, poi, che vada affrontato anche sul nostro territorio il tema della produzione di energia elettrica utilizando i corsi d’acqua. In un passato nemmeno remoto, le valli disponevano di una capillare rete di mulini ad acqua e anche oggi torrenti e fiumi possono essere una risorsa interna da sfruttare. Infatti le centraline idroelettriche in molte altre realtà producono energia pulita e forniscono risorse economiche non indifferenti per gli enti locali. Dobbiamo pensarci anche noi.
Concludo affermando, tuttavia, che ogni intervento, ogni proposta, ogni progetto di rinascita delle nostre valli, anche per la situazione difficile nella quale si trovano, ha come precondizione imprescindibile l’unità di intenti e la volontà di operare per il bene comune. Va allora perseguita una forte collaborazione tra le due componenti della nostra Comunità di montagna, le Valli del Natisone e le Valli del Torre, e una altrettanto forte collaborazione trasfontaliera con la vicina valle dell’Isonzo, il Posočje, in Slovenia. Con gli amministratori di Bovec/Plezzo, Kobarid/Caporetto, Tolmin/Tolmino e anche Kanal ob Soči/Canale d’Isonzo abbiamo una lunga tradizione di amichevoli rapporti personali. Ritengo, però, che la collaborazione, finora lasciata all’iniziativa dei singoli, debba poggiare su basi più solide e trovare, pertanto, una qualche forma istituzionale.
Hvala, predsednica Republike Slovenije.
Grazie assessore. Mi auguro che la vostra presenza congiunta qui oggi non resti un bell’episodio, ma sia l’inizio di un percorso comune per il bene della nostra gente.
Antonio Comugnaro
presidente della Comunità di montagna del Natisone e Torre









