Rdeči alarm za kmete _ Allarme rosso per gli agricoltori

Il bilancio della stagione agricola: frutta, verdura e vino dimezzati. Tanti ricci sui castagni

Poco ma buono. Così, in estrema sintesi, si può definire il raccolto del 2024 per le imprese agricole delle Valli del Torre e del Natisone. Ma vediamo la situazione specifica, settore per settore..

Frutticoltura Le perdite ammontano per alcune aziende anche al 50%, non compensabile con nessuno strumento di aiuto pubblico. «Fortunatamente, non essendo colture estensive, le nostre aziende, ad esempio per la melicoltura, riescono a gestire la qualità del prodotto salvabile in modo eccellente – spiega Francesco Chiabai della Kmečka zveza –. Questo permetterà di vendere un ottimo prodotto».

Orticoltura Anche in questo caso le perdite di prodotto sono simili a quelle della frutta. «Avendo poche aziende specializzate – evidenzia Chiabai –, non ci sono serre e ciò lascia le produzioni più esposte. Ci sono anche casi di colture completamente annullate».

Castagne La maturazione delle castagne è molto indietro, ma la presenza dei ricci sui castagni è molto abbondante. «Solo quando inizieranno a cadere per terra i ricci – spiega Chiabai – potremmo dire qualcosa in più sulla qualità. L’emergenza del Cinipide, il parassita di origine asiatica che negli anni scorsi aveva quasi totalmente distrutto le produzioni, è ormai sotto controllo. Gli entomologi dell’Università di Udine confermano che sul nostro territorio della Slavia a risolvere il problema non sono state le immissioni artificiali del “Torymus sinensis”, un antagonista del Cinipide importato dall’Asia, ma il sistema bosco, grazie all’elevatissima biodiversità, ha sviluppato degli antagonisti locali riportando l’equilibrio nell’ecosistema».

Vendemmia Vale lo stesso discorso della frutta. Qualità eccellente ma quantità in forte discesa. Analoga situazione anche in Slovenia.

Bosco e legno C’è stato un miglioramento sul fronte dei prezzi, ma le aziende sono un po’ in difficoltà per l’aumento dei costi, in particolare dell’energia a causa dell’aumento. Si spera che tramonti l’idea del governo di aumentare le accise sui carburanti, scelta che darebbe un duro colpo alle nostre piccole aziende locali.

Suini, interessante presenza Nelle Valli del Natisone (Pulfero, San Pietro al Natisone, Nimis, oltre alle piccole produzioni locali specie a servizio degli agriturismi) c’è una interessante presenza di aziende suinicole con allevamento sia allo stato brado che semi intensivo. Ultimamente sono penalizzati dall’allarme per la peste africana.

Settore lattiero caseario Le aziende che hanno investito per controllare l’intera filiera (dall’allevamento alla vendita del prodotto finale al consumatore) «si stanno prendendo delle belle soddisfazioni in termini di fatturato – spiega Chiabai – . Naturalmente chi ha investito ha dovuto ricorrere al credito, e ora è penalizzato dall’elevato livello dei tassi di interesse. D’altra parte il settore è fondamentale dal punto di vista paesaggistico e turistico per gli sfalci e il contrasto al bosco e andrebbe sostenuto con strumenti più forti nelle zone marginali come la nostra. Sul settore dello sfalcio e dalle pulizia di prati e pascoli sono stati fatti dalla Regione pesanti tagli negli ultimi anni – denuncia Chiabai –. Si tratta di indennità compensativa, nata per ristorare le aziende di montagna per i maggiori costi che hanno nel mantenimento del territorio. Non ci sono meno soldi, ma è peggiorato molto l’iter amministrativo, il che scoraggia le aziende ad intraprenderlo».

Prati stabili, Drenchia e Torreano seguono l’esempio di Stregna «L’esperienza di Stregna di gestiomanda ne e recupero dei prati stabili è un esempio positivo a livello regionale ed oltre – evidenzia Chiabai –. È finita la fase di vincolo prevista dalla legge 10 e tutte le manutenzioni sono gestite molto bene da aziende locali che avevano forte necessità di aumentare le loro superfici. L’esperienza può essere replicata su territori più vasti e si sta cercando di farlo con i comuni di Torreano e di Drenchia. Fondamentale è una buona progettazione, identificando molto bene dove realizzare gli investimenti. La fase di esbosco e di ritorno al prato, grazie ai contributi, è molto semplice, il punto critico è una opportuna valutazione dei costi di mantenimento che devono essere sostenibili nel tempo, perché il contributo di 500 euro a ettaro è a tempo. Finita questa fase bisogna camminare con le proprie gambe».

Nuovi agricoltori, continua l’interesse dei giovani Come titolari di impresa o nell’azienda di famiglia, continua l’interesse dei giovani a diventare agricoltori nelle Valli del Torre e del Natisone, specie nel campo del legno e delle imprese boschive che in quello zootecnico. «I numeri non sono elevati in termini assoluti – spiega Chiabai –, ma molto significativi se rapportati al pesante spopolamento e all’assottigliarsi delle classi di età più giovani nella popolazione». (Roberto Pensa)


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