
È una croce in ferro ai piedi del Cristo di Sella Foredôr, sui monti gemonesi a pochi passi da Malga Quarnan, a ricordare il luogo in cui Adolfo Cullino, detto «Tito», è caduto per la libertà l’8 settembre 1944. Quest’anno è ricorso l’80° anniversario dal suo sacrificio in Sella Foredôr, ricordato nuovamente l’8 settembre con la significativa collaborazione dell’Associazione partigiani Osoppo Friuli, per cui è intervenuto Jurij Cozianin, dell’Anpi di Gemona, con la presenza di Lodovico Copetti, degli Alpini e del Comune di Gemona, presenti col consigliere Nicola Bosello, nonché degli Alpini della Val Torre e del Comune di Lusevera/Bardo, intervenuti col vicesindaco Roberto Miconi.
La cerimonia si è svolta alla presenza di nipoti, bisnipoti e trisnipoti della famiglia Cullino.
Nato il 9 agosto 1921 negli Stati Uniti, a Danbury in Connecticut, Adolfo Cullino era figlio di Maria Wierer, tirolese, e Vito Cullino, di Pradielis/Ter, che era emigrato in America dopo avere già lavorato da emigrante in Germania.
Nonostante fosse cittadino statunitense, Adolfo aveva risposto alla chiamata italiana alle armi, ricevuta a inizio 1941. In seguito era diventato caporale alpino nella 76a Compagnia del battaglione Cividale, in Albania e Grecia. Rimpatriato nella primavera del 1942, aveva poi partecipato alla Campagna di Russia, ricevendo anche una Croce di guerra al Valor militare per un episodio del gennaio del 1943 al villaggio di Golubaja Krinica.
In seguito era sopravvissuto alla difficile prova della ritirata, in cui aveva rischiato di morire per assideramento. Una volta ricevute le necessarie cure ad Ancona, era rientrato in Friuli, allora occupato da nazifascisti e cosacchi, dove aveva scelto di entrare nella Resistenza.
Nel giorno della sua morte «Tito» era aggregato al battaglione osovano Prealpi, istituito in Ledis nel luglio del 1944, ai comandi di Azelmo Sguazzin «Bruno».

Mentre marciavano lungo il sentiero di Sella Foredôr in fila indiana, nel bel mezzo della nebbia i membri del battaglione erano stati sorpresi dal fuoco dei militi fascisti della Repubblica sociale italiana. In testa alla colonna, «Tito» era stato subito colpito a morte. I militi della Rsi avevano, poi, infierito sul corpo con i colpi della sua arma.
Ricomposto dagli osovani e portato da civili a Gemona, il corpo di Adolfo in seguito era stato trafugato e nascosto dai repubblichini, che ne avevano impedito la sepoltura con la complicità dei cosacchi. I funerali di Tito furono celebrati a Pradielis solo a Liberazione avvenuta.
A ricordare sempre Adolfo Cullino all’incontro di Sella Foredôr giungono i suoi familiari, in particolar modo il nipote Armando Coletto, custode delle memorie familiari e di molti aneddoti legati a Pradielis/Ter. «Un incontro carico di ricordi, non solo del sacrificio di Adolfo, ma di una storia che affonda le sue radici in circostanze e avvenimenti familiari, che si sono sviluppati in un arco di tempo che va dalla fine dell’Ottocento fino ai giorni nostri», nota Coletto. (Luciano Lister)

Tudi letos so se 8. septembra v kraju Sella Foredôr nad Guminom spomnili na Adolfa Cullina, ki je pred 80. padel za svobodo. Pri majhni slovesnosti so sodelovali tako društvo furlanskih ozopovcev Associazione partigiani Osoppo Friuli, v imenu katerega je bil prisoten Jurij Cozianin, VZPI iz Gumina z Ludovicom Copettijem, Občina Gumin in tamkajšnja skupina alpincev z občinskim odbornikom Nicolo Bosellom ter Občina Bardo in skupina alpincev iz Terske doline s podžupanom Robertom Miconijem.
Na slovesnosti so bili tudi sorodniki pokojnega Adolfa Cullina, ki je imel korenine v Teru. Rodil se je leta 1921 v mestu Danbury v Združenih državah Amerike. Mati Marija Wierer je bila Tirolka, oče Vito Cullino se je iz Tera pa preselil v Ameriko po delovnem obdobju v Nemčiji.
Čeprav je bil državljan Združenih držav Amerike, se je Adolfo Cullino leta 1941 odzval vpoklicu v italijansko vojsko. Najprej je postal desetnik v okviru 76. čete bataljona Cividale in sicer v Albaniji in Grčiji. Leta 1942 se je vrnil v Italijo in se nato udeležil ruske kampanje, med katero je tudi zaslužil vojaški križ za zasluge zaradi vojaške operacije leta 1943 v kraju Golubaja Krinica.
Po umiku iz Rusije, med katerim je tudi tvegal zamrznitev, se je ozdravil v Anconi. Nato se je vrnil v Furlanijo, kjer se je pridružil odporniškemu gibanju. Prav kot član bataljona Prealpi je 8. septembra 1944 padel v kraju Sella Foredôr, kjer so ga streljali vojaki Italijanske socialne republike.









