
Pista ciclabile Kobarid-Valli del Natisone, forse siamo ad una svolta! L’ipotesi progettuale per il tratto che va dal valico confinario di Stupizza a Loch, in comune di Pulfero, con l’attraversamento della stretta gola del Natisone, ha subito la radicale bocciatura da parte dell’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali di Venezia, perché un tratto della ciclabile si trova in area esondabile, dove vige il divieto di edificare. Anche la statale 54 ha, in alcuni tratti, lo stesso problema, ma essendo preesistente alle attuali normative, gode di una deroga automatica. Dalla fine della primavera sono frenetiche le consultazioni tra i progettisti e l’Autorità di bacino, svolte anche con la mediazione della Regione, ma la strada di una deroga ai modelli idrografici elaborati dall’ente che ha sede nella laguna veneta per realizzare la nuova ciclabile appare molto ardua.
Ecco allora che si rifà strada prepotentemente quella che era una ipotesi della prima ora, scartata a priori per la necessità di mettere in sicurezza dalla caduta massi le ultime propaggini occidentali del Matajur, ma che ora, di fronte agli ostacoli posti dall’Autorità di bacino, diventerebbe desiderabile e anche conveniente dal punto di vista economico. Si tratta per ora di una indiscrezione, ma molto fondata, tanto che si sarebbero già svolti dei sopralluoghi tecnici. L’ipotesi è di utilizzare il tracciato della vecchia ferrovia che collegava Cividale a Kobarid. La linea, nata per scopi militari e successivamente riconvertita all’uso civile, entrò in servizio già dal 1916 a supporto delle truppe italiane, durante la prima guerra mondiale, per i soli usi militari, mentre il servizio viaggiatori fu attivato l’1 giugno 1917 da Cividale a Robič; prolungato a Sužid dagli austro-ungarici già alla fine del 1917 dopo la sconfitta di Caporetto, nel 1921 la tratta fu estesa fino a Kobarid, annessa al Regno d’Italia dalla pace di Versailles.

Nel tratto tra Loch e il confine di stato sono rimaste parecchie infrastrutture della vecchia ferrovia, più a valle in gran parte cancellate (gallerie, ponti, massicciate…), ben conservate dal punto di vista strutturale, dopo adeguata revisione e ristrutturazione. L’utilizzo del sedime della ferrovia, posto in posizione più elevata della strada statale, permetterebbe di bypassare completamente le obiezioni dell’Autorità di bacino.
I costi di ristrutturazione delle gallerie e delle altre strutture e della messa in sicurezza dei versanti dalla caduta massi, sarebbe compensato dall’eliminazione dei previsti ponti sul Natisone. Il progetto originario della ciclabile prevedeva infatti di correre per un lungo tratto sulla riva destra del Natisone, quella opposta alla strada statale, dove comunque i problemi di stabilità dei versanti della montagna non sono inferiori, anzi, si sarebbe reso necessario l’abbattimento di numerosi alberi di alto fusto per creare una fascia di sicurezza per i ciclisti dalla caduta rami e alberi.
Decisivi diventerebbero a questo punto i pareri della Soprintendenza ai beni artistici e ambientali e dell’Anas. Le vecchie strutture della ferrovia sono infatti beni storici tutelati e va naturalmente salvaguardato il paesaggio, ma il precedente della ciclovia Alpe Adria (anch’essa realizzata sul vecchio sedime della ferrovia Pontebbana, ancora più antica perché risalente al 1860) lascia ben sperare. L’Anas dovrebbe dire la sua, dal momento che in alcuni tratti, dove la vecchia ferrovia è impraticabile, la pista ciclabile dovrebbe correre a fianco della statale, ma l’ente nazionale di solito non guarda con sfavore la realizzazione di piste ciclabili, che in genere consentono di fare dei ritocchi necessari alla sede stradale.
Intanto si va definendo con grande precisione il disegno complessivo delle piste ciclabili nelle Valli del Natisone e del Torre. Nelle proposte approvate lo scorso 9 settembre dal Comitato esecutivo della Comunità di montagna del Torre e del Natisone, indirizzate a Trieste per la concertazione regionale per il triennio 2025-2027, sono stati inseriti il tratto ciclabile che dal ponte sul Natisone tra Tiglio e Tarcetta raggiungerà Loch snodandosi sulla sponda destra del fiume in comune di Pulfero (per una spesa totale di 1,26 milioni di euro) e anche la prosecuzione a sud fino a Vernasso, in territorio di San Pietro al Natisone, sempre sulla sponda destra del fiume (per un importo di 1,65 milioni).
Il tratto da Vernasso a Cividale è già finanziato ed è in fase di progettazione (si sta studiando nei dettagli il tracciato, che correrà comunque sempre sulla destra del fiume e anche della Statale 54).
Nella Concertazione regionale c’è anche il completamento della rete ciclabile delle Valli del Torre, con la previsione di tutti i tratti mancanti e non ancora finanziati. Il collegamento tra Togliano e Campeglio (1 milione e 390 mila euro), tra Attimis e il passo di Monte Croce (1,7 milioni) e poi dallo stesso passo fino a Nimis (2,1 milioni di euro). Con gli interventi già progettati e in programma, le ciclovie del Torre e del Natisone saranno collegate a Magnano in Riviera con la Ciclovia Alpe Adria (da Tarvisio a Grado), divenuta ormai uno dei principali itinerari cicloturistici d’Europa. (Roberto Pensa)
Svojčas je Zavod za okrajno porečje Vzhodne Alpe zavračal načrt kolesarske steze med Kobaridom in Nediškimi dolinami, saj bi traso speljali tudi čez območja ob Nediži, ki bi jim lahko grozile poplave. Krajevni upravitelji naj bi tako spet vzeli v poštev možnost, da bi traso kolesarske steze speljali po stari železnici Čedad-Kobarid.
Za uresničevanje tega načrta bi med drugim potrebovali dovoljenje Javnega zavoda za varstvo umetniške in okoljske dediščine za Furlanijo-Julijsko krajino in vsedržavne družbe za upravljanje cest Anas.
Splošni načrt o mreži kolesarskih stez v Nediških in Terskih dolinah že pripravljajo. Izvršni odbor Skupnosti gorskega območja Ter in Nediža je 9. septembra odobril predloge, ki jih je nato poslal v Trst v okviru pogajanja z Deželo Furlanijo-Julijsko krajino za triletje 2025-2027. V njih je vključil tudi kolesarske steze med Logom in Barnasom, med Tojanom in Čampejem in med Ahtnom in Nem.
Po nastajanju novih kolesarskih stez bodo že obstoječe kolesarske steze v Nediških in Terskih dolinah povezane s kolesarsko stezo Alpe Adria, sicer preko vasi Magnano in Riviera.









