
Dopo due anni, il Museo della gente della Val Resia rinnova il suo allestimento con una nuova esposizione. È in preparazione, infatti, la nuova mostra etnografica «Falegnami resiani. Dal legno al mobile dipinto/Ti rozajanski tïšlarji anu marangunavi. Z lësa te lipe kove anu bankavi».
Come suggerisce il titolo, la mostra sarà dedicata ai falegnami resiani, con un approfondimento sulle loro creazioni, in particolare sui mobili realizzati fra fine Ottocento e inizio Novecento.
La motivazione che ha spinto il museo a dedicare una mostra a questo mestiere artigianale si deve al fatto che, nel corso degli anni, sono pervenuti molti attrezzi utilizzati dai falegnami e diversi esemplari di mobili.
Per arricchire l’esposizione temporanea sono state condotte ricerche presso l’archivio storico del Comune di Resia, al fine di scoprire chi fossero i falegnami resiani tra 1881 e 1961, un periodo in cui quello del legno era ancora uno dei settori fondamentali nell’economia locale.
Attraverso l’esposizione, i visitatori potranno scoprire l’arte, gli strumenti e i materiali utilizzati da questi artigiani, detentori del gusto di una comunità. Oltre alla figura del falegname, infatti, la mostra è dedicata ai mobili di loro produzione, in particolare letti, culle e casse dotali che presentano gradevoli decorazioni a tempera. Spesso i mobili venivano realizzati con legni teneri, ad esempio l’abete, un legno povero e facilmente lavorabile.
Una volta realizzata la struttura, gli stessi maestri ebanisti procedevano alla decorazione, prima creando una base che imitava il colore e le venature di essenze legnose più pregiate, come il noce, e successivamente realizzando decorazioni con motivi fitomorfi e geometrici dai colori allegri, che contribuivano a rendere i mobili estremamente gradevoli alla vista. La volontà del Museo della gente della Val Resia, che per la fase di ricerca e studio ha collaborato anche con la ditta Fratelli Rossitti di Tolmezzo, è quella di valorizzare la figura di questi artigiani un tempo indispensabili, perché rispondevano alle necessità quotidiane della comunità.
Il nuovo allestimento e il relativo catalogo, che sarà a breve stampato, sono stati curati da Arianna Siega, conservatrice al museo resiano. (Sandro Quaglia)
Muzeo od tih rozajonski judi an jë zbrel naredit no moštro ta-na dila od tïšlarjöw. Kazanjë bo pokazalo itö, ka ni so bili naredili isi mejstarji tu-w Reziji.
Isö dëlo an jë bil karjë wriden, za wojo ki ni so narejali te rëči, ki jüdi so doparali wsaki din. Tu-w kazanjë so bo molo vïdët, ći ise rëči ni so bile narëd za je doparet mo ni so je nareali pa da ni boditë ne lipe. Itö, ki bota vïdali tu-w isin kazanjë, to jë bilo narëd ne stu anu pa već lit na nazëd.









