Meno medici in Benecia_Manj miedihu v Benečiji

La riforma degli ambiti territoriali della legge sanitaria regionale del 25 ottobre 2012 voluta dal presidente Tondo, rischia di avere già le prime ricadute. Non stupisce se a farne le spese sono proprio le realtà più piccole e disagiate, vittime, in ogni ambito, del famigerato «accorpamento», visto come il provvedimento più efficace per combattere la crisi finanziaria. A farne le spese, questa volta, è stato l’ambito sanitario di San Leonardo, che comprende i comuni di Drenchia, Stregna e Grimacco, che è stato accorpato a quello di San Pietro al Natisone. Nell’ambito di San Leonardo i medici di ruolo dovrebbero essere due.

Da quando la dott.ssa Maria Laurà è andata in pensione, dopo il susseguirsi di varie supplenze, uno dei due posti è rimasto scoperto. Il dott. Luigino Vidotto, direttore del distretto sanitario di Cividale, però, rassicura: «I medici a cui si sono rivolti in questo periodo gli abitanti di questa zona, qualora acquisissero più di 150 scelte a San Leonardo, saranno costretti ad aprire un ambulatorio nella zona di residenza degli assistiti. Inoltre, nel mese di aprile verrà pubblicata una nuova zona carente di medicina generale e il posto verrà assegnato nei mesi successivi».

«Un tempo le Valli del Natisone erano suddivise in tre distretti – spiega il dott. Valentino Tullio che ha il suo ambulatorio a San Pietro –. Sul territorio c’erano cinque dottori così distribuiti: uno a Pulfero, due a San Pietro e Savogna e due a San Leonardo, Stregna, Grimacco e Drenchia. In seguito al calo demografico, il distretto, ora, è unico. Ultimante è andata in pensione la collega Laurà e siamo rimasti quattro medici. Ritengo, comunque, che noi quattro riusciamo a dare un servizio efficace. Certo, i sindaci pretenderebbero che ci fosse un ambulatorio in ogni paese, ma la spesa non è sostenibile».

Il dott. Vito Cavallaro che ha l’ambulatorio a Pufero afferma: «La sanità dovrebbe restare incentrata sulle persone e sulle loro esigenze. Con l’accorpamento si rischia di marginalizzare ulteriormente le zone più periferiche che soffrono già l’abbandono». Nelle Valli del Natisone afflitte da anni dallo spopolamento, vivono perlopiù anziani.

«Molto spesso, mi sono trovato ad affrontare situazioni puramente assistenziali – dice il dott. Stefano Qualizza, che ha prestato per un periodo attività ambulatoriale a Drenchia, Grimacco e San leonardo –. Mi è capitato più di una volta, per esempio, di dover andare a casa di qualcuno semplicemente per portare le ricette. Ci sono molti anziani, infatti, che abitano soli e che non hanno possibilità di muoversi».

Questo è confermato anche dal dott. Tullio che ha prestato anche lui per qualche tempo supplenza a Drenchia.

«Avevo due o tre pazienti, che poi spesso mi chiedevano anche di riaccompagnarli a casa – fa sapere –. Penso che i comuni dovrebbero organizzare meglio il servizio, ad esempio fornendo il trasporto dei pazienti agli ambulatori di fondovalle».

Nelle Valli, quindi, si riscontrano soprattutto malattie croniche legate all’anzianità, ovvero problemi cardiovascolari, polmonari, diabete, demenza senile ecc. «I problemi – ha affermato il dott. Luigino Vidotto – sono legati soprattutto alla gestione della cronicità e delle complicanze connesse, tra le quali la perdita progressiva dell’autonomia funzionale da parte delle persone».

Il dott. Tullio osserva, comunque, che le condizioni di salute del valligiani sono migliori rispetto alla media. «La fibra è forte – sottolinea – e si raggiungono belle età in gran forma. Riscontro, inoltre, che in genere si fa ricorso al medico solo quando ce n’è davvero bisogno. Un problema è la forte richiesta di visite a domicilio in un territorio montano e molto vasto».

Oltre alle malattie legate alla senilità, nelle valli del Natisone sono stati riscontrati anche alcuni casi di tumore in soggetti giovani, quindi, non causati da un errato stile di vita, ma probabilmente ad altri agenti patogeni, come, ad esempio, l’inquinamento.

 

Nediških dolinah bojo po novem ostali samuo štieri miedihi. Če puojde število ljudi še naprej na manj, preca jih bo tudi manj. Za Dreko, Garmak, Sriednje in Svet Lienart, kjer sta bla do sada dva miediha, potle ki je dr. Laurà šla na pežion, je ostu samo adan. Luigino Vidotto, direktor zdravstvenega okrožja za Čedad je petnajstdnevniku Dom poviedu, de bojo gledali rešiti problem v katkim cajtu. A na bo lahko, saj dežela Furlanija Julijska krajina močnuo kliesti sude za zdravje. Seviede narbuj tarpe ljudje v majhanih kamunah in gorskih vaseh. Se pravi, de dežela, de regjon špara na koži te buj potriebnih.

 

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