Comunità montane, è corsa a ostacoli

 
 
Non sembra destinato a un percorso facile in Consiglio regionale il disegno di legge approvato dalla Giunta che chiude le Comunità montane e al loro posto istituisce le «Unioni dei comuni montani». Anche se il testo ha ottenuto il favore dell’80 per cento dei sindaci interessati alla riforma, la Lega Nord potrebbe mettersi di traverso. Come si ricorderà, il segretario regionale del Carroccio, Pietro Fontanini, a più riprese ha chiesto l’abolizione degli enti montani di secondo grado e il trasferimento delle loro competenze alle province. Ora che il disegno di legge della Giunta è prossimo all’esame in Consiglio, interviene Enore Picco (nella foto), consigliere regionale e delegato della Lega Nord alle politiche della montagna. «Le Unioni dei comuni montani sarebbero una mostruosità se solo pensiamo all’accentramento della gestione del personale — ha tuonato Picco dalle pagine del settimanale il Friuli —. Questo progetto è semplicemente da buttare, perché non si può negare al sindaco di svolgere i compiti per i quali è stato eletto. Meglio creare i Comuni di vallata». Neanche Enzo Marsilio, consigliere regionale del Pd, promuove la riforma approvata dalla Giunta. «Su questo documento — ha affermato — c’è ancora molto da chiarire. Alle nuove Comunità va data la capacità di programmare, ma vanno tolti meccanismi come il voto ponderale che, di fatto, concentrerebbe il potere decisionale nelle mani di pochi grandi comuni».

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