Do 15. luja »Postaja Topolove«_19° "Stazione di Topolò"

V saboto 30. luja je začela devetnajsta »Postaja Topolove«. V programu je kar 67 točk. Lahko bomo poslušali muziko in poezijo, bomo vidli filme in fotografije, se srečali z imenitnimi ljudmi. Tudi lietos umetniki pridejo iz cielega sveta, celuo iz Čile, Nove Zelandije in Združenih držau Amerike. Pa seviede tudi iz Slovenije, Italije, dežele Furlanije Julijske krajine in beneških dolin.

V nediejo 1. luja je bil v Tapoluovim vaški senjam. Opudan je bila slovesna sveta maša, kateri je sledila tradicionalna precesija s Presvetim po vasi. Sledilo je skupno kosilo.

Pozno popudan je bola glasbeno-gledališka predstava »Krajica Vida«. Tekst je na podlagi poznane pavce parpravu Aldo Clodig. Za glasbo in orkestracijo pa je poskarbeu Davide Clodig. Par projektu sodeluje tudi Beneško gledališče. Nastopili so otroški zbor Mali lujerji, mladinski zbor in mali orkester Glasbene matice Špietar, pieuci Martina Canalaz, Michele Perrone, sopran Elisa Iovele v vlogi krajice Vide in bas-bariton Goran Ruzzier v vlogi Atile.

Cieu program lietošnje Postaje je na internetu na naslovu www.stazioneditopolo.it

 

Uno snodo di incontri, sperimentazioni, scambi culturali, un piccolo-grande laboratorio: questa è Stazione di Topolò – Postaja Topolove, sulla cima e al fondo di una valle che nel fitto del bosco, sopra il paese, diventa Repubblica di Slovenia, 20 anni fa Repubblica di Jugoslavia o “Est” e, prima ancora, Impero Asburgico.

Topolò, da sempre frontiera, è ancora Italia, comune di Grimacco, per poche centinaia di metri e la lingua che si parla da sempre è un arcaico dialetto sloveno. Non ci sono bar, né negozi, qui finisce l’asfalto, non ci sono collegamenti con il fondovalle e solo 30 abitanti. Eppure, oggi qui c’è un aeroporto, benché per i soli arrivi; un ufficio postale per Stati di coscienza, cinque ambasciate, un Istituto di Topologia, un ostello per i suoni trascurati, resti di terme e di gloriose sinagoghe, il quartier generale dell’Officina Globale della Salute, una Pinacoteca Universale e il Water Institute, un istituto per il monitoraggio delle acque potabili e c’è, come in ogni stazione, una Sala d’ aspetto per incontrare poeti e scrittori in transito.

 

Non è un festival la Stazione/Postaja. Non è un contenitore di spettacoli itineranti. Vengono realizzati sul posto progetti ispirati direttamente dal contatto, dalla conoscenza del luogo, che diventa così il motore e non lo scenario passivo degli accadimenti: la sperimentazione che si innesta sulla tradizione. Gli incontri avvengono nelle piazzette, nei vicoli, nei fienili, nei boschi che assediano il paese, senza palchi, senza quinte, senza separazione tra abitanti, artisti e pubblico tanto da ricavarne un’impressione di quotidianità e di partecipazione corale. E tutto è gratuito. Gli orari sono “verso sera”, “dopo il tramonto”, “nel pomeriggio”, “con il buio”, “fino all’alba”.

Programma disponibile sul sito www.stazioneditopolo.it

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