15 Maggio 2020 / 15. maj 2020

Sv. Marija od zdravja v Porčinju 24. 5.
Salus Infirmorum a Porzus il 24. 5

Od 18. maja se bojo v Italiji verniki lahko spet udeležili svetih maš. Tako bodo v nedeljo, 24. maja, v Porčinju obhajali praznikMatere Božje od zdravja. Dvojezično (italijansko-slovensko) sveto mašo bo ob 16.30 daroval škedenjski župnik g. Carlo Gamberoni. Udeležba vernikov bo vsekakor omejena, zato bojo evharistično daritev v živo prenašali na facebook strani Pro loco Amici di Porzus. Kakor smo že poročali, je epidemija koronavirusa Covid-19 prisilia vodstvo Marijinega svetišča v Porčinju k spremembi sporeda romarskega leta 2020 k porčinjski Materi Božji. Zaradi ukrepov, ki so jih civilne in cerkvene oblasti sprejele za omejitev širjenja epidemije, so odpovedali slovesnosti, ki bi morale biti v soboto in nedeljo po Veliki noči, letos bi moralo biti 18. in 19. aprila, ko so tradicionalno odpirali poletno sezono, tudi s posebno slovesnostjo za romarje slovenskega jezika. Tako so napovedali, da bo odprtje novega romarskega leta sovpadalo s praznovanjemMatere Božje od zdravja v nedeljo, 24. maja, ki so ga letos prvič vključili v program. Maševati bi moral msgr. Franco Agostinelli, zaslužni škof iz Prata, državni asistent 700 društevMisericordie d’Italia, ki so nastala v Firencah leta 1244, da bi ponudila pomoč in tolažbo svetu bolečine in trpljenja. Pa je podaljšanje ukrepov prisililo k odpovedi slovesnosti, kakor tudi slovenskega romarnja 30. maja. »Letos poteka 165. obletnica Marijinih prikazovanj in 150. obletnica smrti vidkinje Tereze Dush – redovnice Marije Hozane. Prav v davnem letu 1855 se je razvnela kolera, ki je umorila približno 20 milijonov ljudi po Evropi; tudi v malem Porčinju je zahtevala kar 15 smrti v pičlih nekaj mesecih, med njimi je bil tudi župnik. Leto 2020 pa je žal zaznamovano s prisotnostjo epidemije koronavirusa,« pravi porčinjski pastoralni skbnik g. Vittorino Ghenda. »To naključje nam lahko kaže neko namembnost. Sam vidim v tem naključju nekakšno vabilo, poziv, naj se obračamo na Sveto Marijo iz Porčinja, na Zdravje bolnikov, kot so jo poimenovali stari vaščani iz Porčina, ki so izkusili strašno kolero za časa prikazovanj,« poudarja g. Ghenda.

Da lunedì 18 maggio sarà di nuovo possibile la celebrazione delle Sante Messe con la partecipazione dei fedeli e domenica 24 maggio a Porzus/ Porčinj si celebrerà per la prima volta dopo molti anni la festa dellaMadonna della salute/Salus infirmorum. Alle 16.30 don Carlo Gamberoni, il parroco di Servola (Trieste), che con le proprie ricerche e i propri libri ha dato un contributo determinante a riscoprire e far conoscere le apparizioni mariane nel paese sopra Attimis/Ahten, presiederà la concelebrazione in italiano e sloveno. La possibilità per i fedeli di partecipare, seppure con le necessarie limitazioni, all’Eucaristia a Porzus, viene letta da molti come un segno del Cielo. La festa della Madonna della salute, istituita dagli abitanti di Porzus dopo la terribile epidemia di colera che nel 1855, l’anno delle apparizioni a Teresa Dush, che si portò via una quindicina di paesani, compreso il curato, don Giusepe Costaperaria, è stata rimessa in calendario alla fine delo scorso anno, quando del coronavirus Covid-19, non c’era traccia, né sentore. Poi a fine inverno e inizio primavera l’emergenza legata alla pandemia ha imposto la modifica del programma dell’anno dei pellegrinaggi 2020. Sono state annullate le celebrazioni previste il sabato e la domenica dopo Pasqua (18 e 19 aprile), date nelle quali si apriva tradizionalmente la stagione estiva, e l’apertura è stata spostata a domenica 24 maggio, data nella quale era già prevista la celena della festa della Madonna della salute. A presiedere la Santa Messa quel giorno avrebbe dovuto esserci mons. FrancoAgostinelli, vescovo emerito di Prato, nonché assistente nazionale delle 700 Misericordie d’Italia, nate nel 1244 a Firenze, per portare aiuto, conforto nel mondo del dolore e della sofferenza. Successivamente anche questo appuntamento è stato modificato, in considerazione del protrarsi dell’emergenza. In ogni caso, il curatore pastorale di Porzus, don Vittorino Ghenda, aveva confermato la celebrazione dell’Eucaristia senza la presenza di fedeli e con trasmissione in diretta Facebook sulla pagina Pro loco Amici di Porzus. Poi la buona notizia della riapertura delle celebrazioni all’intervento dei fedeli dal 18 maggio, cosicché proprio il 24 maggio sarà la prima domenica con i fedeli di nuovo in chiesa. In quanto successo, don Ghenda trova più di una coincidenza. «II 1855, l’anno delle apparizioni, è stato l’anno di un terribile colera che ha ucciso ben 20 milioni di persone in tutta Europa – ha scritto –. Anche a Porzus sono morte 15 persone da giugno ad agosto, tra le quali il parroco, don Giuseppe Costaperaria di Vernasso. Qui a Porzus, però, dopo le apparizioni il colera è cessato, mentre altrove si protrasse anche l’anno successivo, addirittura in forma più grave. Per questo, ad opera della gente, in primo luogo, e dal fratello della veggente Giovanni Battista Dush, è stato commissionato al pittore Lorenzo Bianchini, nel 1887, il bel quadro della Madonna con in braccio Gesù Bambino, dal titolo Salus Infirmorum, salute degli infermi. Evidentemente un grazie alla Madonna per la cessazione del colera e per una preghiera di assistenza in altri mali. Il bel quadro sarà anche il motivo di una festa in onore della Madonna a Porzus, il 24 maggio: festa andata poi in disuso». In tutto questo, il sacerdote responsabile della pastorale di Porzus scorge «una forte coincidenza, per quel che riguarda almeno le nostre terre. Coincidenza dalla quale può emergere una finalità. Infatti – sottolinea – io vedo in questa coincidenza, come un invito, un richiamo a guardare a Santa Maria di Porzus, la Salus Infirmorum, così come l’hanno chiamata i vecchi porzusani, esperti di quel terribile colera nel tempo delle apparizioni». «È un forte invito a guardare a Lei con uno spirito di fiducia, di affidamento. Soprattutto nei momenti del dolore, delle malattie, che non sono soltanto il coronavirus», conclude don Ghenda.