28 settembre 2017 / 28. september 2017

Simonitti je v Špietru pustil sled
L’indelebile impronta di Simonitti

8ulicaVia/ulica Valentino Zaccaria Simonitti architetto e intellettuale/ arhitekt in intelektualec (1918-1989), questo si legge sulla tabella bilingue della via che a San Pietro al Natisone porta al centro studi «luogo dove Simonitti ha insegnato, progettato e lasciato un’indelebile impronta», come ha sottolineato il sindaco, Mariano Zufferli.

L’inaugurazione della via, introdotta dal canto sloveno di voci maschili dirette da Davide Clodig, ha avuto luogo venerdì, 15 settembre, a San Pietro di fronte alla scuola media statale con lingua d’insegnamento italiana “Dante Alighieri”. Nella stessa (opera di Simonitti) è stata presentata a un pubblico numeroso la riedizione del libro bilingue italiano- sloveno «Valentino Z. Simonitti – architetto e intellettuale di confine/ arhitekt in intelektualec ob meji», redatto dagli architetti Renzo Rucli e Giovanni Vragnaz, e arricchito con i contributi degli architetti Giovanni Corbellini, docente all’Università di Udine, e dello sloveno Robert Potokar.

I quattro architetti hanno delineato lo spessore culturale e professionale di Simonitti, presentando la pubblicazione che era stata edita a dieci anni dalla morte dell’architetto a cura del Centro studi Nediža (che Simonitti istituì insieme a Paolo Petricig e Bruna Dorbolò).

Rucli ha illustrato il quadro storico e culturale della Slavia friulana negli anni in cui Simonitti vi partecipò attivamente nella progettazione urbanistica ambientale e nella promozione linguistico-culturale della comunità slovena.

Vragnaz ha evidenziato lo stile architettonico di Simonitti, che «è riuscito a trovare la giusta misura tra cultura popolare e architettura moderna, utilizzando elementi nel contempo funzionali e simbolici, come la “peč”, caratteristica dell’area di lingua slava, che Simonitti decora con simboli tradizionali quali la foglia del tiglio, la grotta di San Giovanni d’Antro (di cui Simonitti progettò il restauro della cappella in stile gotico sloveno), e altri».

Potokar, che insieme ai suoi collaboratori ha visitato a San Pietro la casa di Simonitti (prima dell’incendio che la distrusse nel 2007, con parte dell’archivio dell’architetto), che considera una delle opere più significative per l’utilizzo delle pietre di fiume, del legno, delle maioliche e per lo stretto richiamo tra interno ed esterno, ha sottolineato come il libro sia «una bella occasione per risvegliare i ricordi e il legame tra Slovenia e Benecia» e ha auspicato un maggiore interesse della Slovenia verso la realtà territoriale e culturale della Slavia friulana.

Simonitti è stato capace di «abitare il confine e di allargarlo il più possibile promovendo un’architettura tra tradizione e innovazione», come ha detto Corbellini, che ne ha poi inquadrato lo stile nel più ampio contesto architettonico italiano.

Un saluto è stato portato dalla deputata Serena Pellegrino, architetto, che ha evidenziato quanto Simonitti sia stato maestro nel declinare la sua essenza magistrale nell’architettura.

All’introduzione musicale, con flauto e violino, a cura di Orsola e Anna Banelli, sono seguiti i saluti introduttivi del sindaco Zufferli, del dirigente dell’Istituto comprensivo “Dante Alighieri”, Nino Ciccone, e del consigliere provinciale Fabrizio Dorbolò, nonché di Paolo Bon, presidente provinciale dell’Ordine degli architetti (che Simonitti ha presieduto dal 1978 al 1982, negli anni della ricostruzione del post terremoto).

8SimonittiIn chiusura alla presentazione Adriana Scrignaro (alla quale va un plauso particolare per l’impegno personale e la determinazione) ha ringraziato gli organizzatori, i cittadini che li hanno sostenuti e quanti hanno permesso la riedizione del libro (pubblicato con il contributo di Ordine degli architetti, Fondazione Friuli, dei sette Comuni delle Valli del Natisone, dei Comuni di Taipana, Lusevera e Prepotto, del Consorzio Produttori pietra piasentina di Torreano e delle associazioni attive sul territorio). Ha infine omaggiato con un mazzo di fiori Giuseppina Simonitti, sorella 92-enne dell’architetto e principale promotrice dell’evento.

A coordinare gli interventi nel corso della presentazione del libro (durante la quale la traduzione in sloveno e italiano è stata curata da Živa Gruden) è stata Vida Rucli, che insieme ad altri giovani di Benecia e Slovenia (Janja Šušnjar, Dora Ciccone, Danijel Tejič, Matia Simoncig, Rok Primožič, Vid Skrbinšek, Elena Rucli) ha curato la mostra dedicata a Simonitti e allestita nel locale messo a disposizione da Federica Manzini (in via Alpe Adria 52). All’inaugurazione della mostra è intervenuta Alessia Marescutti, laureata in architettura, illustrando brevemente il contenuto della sua tesi, «una riflessione applicata sui resti della casa dell’architetto Simonitti». La mostra è aperta al pubblico fino al 15 ottobre, ogni giorno dalle 16 alle 18. (Larissa Borghese)

»Via/ulica Valentino Zaccaria Simonitti architetto e intellettuale/arhitekt in intelektualec (1918-1989)« je napis, s katerim so poimenovali ulico, ki od Špietra pelje v šolski zavod, kjer je Simonitti pustil neizbrisen sled, kot je povedal sam špietarski župan Mariano Zufferli.

Slovesnost ob poimenovanju ulice se je odvijala v petek, 15. septembra, pred šolo z italijanskim učnim jezikom »Dante Alighieri«. Prav v šoli so predstavili ponatis dvojezične knjige z naslovom »Valentino Z. Simonitti – architetto e intellettuale di confine/arhitekt in intelektualec ob meji«, ki sta ga uredila arhitekta Renzo Rucli in Giovanni Vragnaz. Knjigo sta še obogatila prispevka arhitektov Giovannija Corbellinija in Roberta Potokarja.

Štirje arhitekti so orisali lik Valentina Simonittija s kulturnega in poklicnega vidika preko predstavitve knjige, ki jo je izdal Študijski center Nediža ob desetletnici arhitektove smrti.

8Giuseppina SimonittiZačetno so po glasbenem uvodu Orsole in Anne Banelli prisotne pozdravili župan Mariano Zufferli, ravnatelj Večstopenjskega zavoda »Dante Alighieri« Nino Ciccone, pokrajinski svetnik Fabrizio Dorbolò, ter pokrajinski predsednik Reda arhitektov Paolo Bon.

Med prireditvijo je prisotne pozdravila tudi poslanka Serena Pellegrino.

Potem, ko se je zahvalila vsem organizatorjem in podpornikom, je na koncu Adriana Scrignaro obdarila Giuseppino Simonitti, 92-letno sestro pokojnega Valentina in glavno pobudnico dogodka, s šopkom rož.

Med predstavitvjo knjige je za prevode iz italijanščine v slovenščino in obratno poskrbela Živa Gruden. Nastope je med dogodkom povezovala Vida Rucli, ki je z Janjo Šušnjar, Doro Ciccone, Danijelom Tejičem, Matije Simoncigem, Rokom Primožičem, Vidom Skrbinškom in Eleno Rucli uredila razstavo o Simonittiju. Razstava, ki je na ogled v dvorani na ulici Alpe Adria, 52, bo odprta do 15. oktobra, sicer vsak dan od 16.00 do 18.00.