11 Febbraio 2021 / 11. februar 2021

Ecco le differenze tra i vaccini
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Anche in questo trentasettesimo aggiornamento settimanale il dott. Mario Canciani, allergo-pneumologo, fornisce notizie pratiche sull’infezione da Coronavirus, basate sulle domande che gli vengono poste più spesso. Poiché abbiamo visto che sempre più persone usano la terminologia esatta, iniziamo il nuovo anno con i termini corretti cioè useremo il termine SARS-CoV-2 invece di Corona e COVID-19 per indicare la malattia. Il report non vuole sostituire il ruolo del curante, né quelle della sanità regionale, le cui indicazioni invitiamo sempre a rispettare.

Per chi lo desiderasse ogni giovedì il dott. Canciani è presente su UdineseTV, canale 110, alle ore 21.00. Si parlerà anche di asma e di malattie allergiche. Poiché non si potranno fare delle domande in diretta, chi avesse dei quesiti, può mandarli a: studio@mariocanciani.com

SE I BAMBINI TRASMETTONO L’INFEZIONE, PERCHÉ NON LI VACCINIAMO AL PIÙ PRESTO?
In effetti qualcuno ha proposto di partire, dopo il personale sanitario, con i più giovani, che sono quelli che trasmettono di più il Coronavirus. Bisogna anche dire che i vaccini attuali non sono indicati sotto i 16 anni, non tanto per la loro pericolosità, ma perché mancano sperimentazioni in questa fascia di età. Ora è partito uno studio dai 12 anni, che dovrebbe dare indicazioni tra qualche mese.

CHE LEGAME C’È TRA VACCINO E VARIANTI?
Più il virus replica più è facile che abbiano origine le varianti, che come abbiamo già visto, derivano da un errore nella replicazione del materiale genetico virale. Quindi più vaccini facciamo più limitiamo la trasmissione del Coronavirus e meno varianti emergono. Naturalmente il rischio delle varianti diminuisce se manteniamo le misure contro la diffusione: mascherina, lavaggio delle mani, distanziamento, aerazione dei locali.

PERCHÉ SI DICE CHE IL VACCINO ASTRA-ZENECA È DIVERSO DAGLI ALTRI?
Rispetto ai vaccini Pfizer e Moderna, che utilizzano una frazione del materiale genetico del Coronavirus veicolata dai liposomi, questo vaccino utilizza un comune virus del raffreddore e del mal di gola chiamato Adenovirus, opportunamente modificato, per portare nelle nostre cellule il gene per la produzione delle proteine Spike, contro le quali viene attivata la difesa immunitaria. Il vaccino Astra-Zeneca viene inoculato con due iniezioni a distanza di 4-12 settimane, può essere conservato alla temperatura di un comune frigorifero ed è molto economico: poco più di 2 € a dose, contro i 12 € del vaccino Pfizer. Si è visto che la produzione anticorpale aumenta se la seconda dose viene fatta dopo 12 settimane. La protezione è variabile tra il 60 e l’80%, ma è probabile che gli anticorpi persistano più a lungo degli altri vaccini. L’età indicata è tra i 18 e i 55 anni; si pensa di inocularlo a personale scolastico e universitario, forze armate e di polizia, servizi essenziali ed altro personale a rischio.

SI PARLA DI TEST ESEGUITI NELLE FARMACIE. DI CHE TIPO SARANNO?
Si tratta di un test rapido, che dà risposta in 20-30 minuti, di tipo antigenico, cioè riconosce alcune regioni del Coronavirus, con un piccolo margine d’errore, cosa che non succede con il test molecolare, che è affidabile quasi al 100%. Il test dovrebbe essere eseguito da personale istruito, a partire da marzo, con un costo a carco del cittadino di 26 €.

A CHI SARÀ ESEGUITO IL TEST NELLE FARMACIE?
Dopo una prenotazione telefonica o via mail, il richiedente sarà registrato e potrà eseguire il test se non presenterà sintomi sospetti di Covid 19 (febbre superiore a 37,5°, tosse, perdita di gusto e di olfatto, contatto con ammalati nelle 48 ore precedenti). Il risultato sarà comunicato anche all’Azienda Sanitaria, in modo da contribuire al conteggio della malattia.

IL CORONA PUÒ DARE ANCHE PROBLEMI CUTANEI?
Secondo uno studio dell’Università di Milano, che ha raccolto dati da tutta Italia e che è il terzo al mondo per numerosità, si possono avere i seguenti quadri, che cerco di descrivere senza usare termini medici astrusi: (1) simile all’orticaria, (2) simile al morbillo, (3) simile alla varicella, (4) tipo geloni, (5) tipo lesioni da trauma, (6) tipo vasculite, con colore rosso vinoso ed eventuale formazione di ulcere specie agli arti inferiori. La durata media delle eruzioni è di 12 giorni, a parte quella dei geloni in cui era di 22 giorni. A parte i geloni, le altre eruzioni interessano maggiormente gli anziani. Contrariamente a studi precedenti, in questa revisione non è stata rilevata una relazione tra gravità dell’infezione e lesioni cutanee. Il messaggio pratico di questo studio è che, anche in assenza di sintomi respiratori, in presenza di queste lesioni va fatto un tampone.

PERCHÉ NEGLI STUDI SCIENTIFICI SI PARLA MOLTO DI PLACEBO? CHE IMPORTANZA HA?
Quando si sperimenta un farmaco, il metodo migliore per farlo è quello del “doppio cieco”: né il medico né il paziente sanno se sia stato somministrato il farmaco o dell’acqua colorata o dell’amido. La via di somministrazione deve essere la stessa, i risultati vanno valutati a determinati intervalli mediante lo stato clinico, numero di infezioni, qualità della vita, effetti collaterali, produzione di anticorpi e altri test a seconda dell’azione del farmaco. Ricordo che il placebo è una molecola reale che si forma nel cervello, una specie di autosuggestione, tanto più efficace quanto più il paziente ha fiducia nel medico che la propone.

Znani in priljubljeni zdravnik pneumologslovenskih korenin Mario Canciani je 10. februarja  objavil svoje 37. poročilo o koronavirusu in bolezni Covid-19. Odziva se na pogostejša vprašanja o koronavirusu in svetuje, kako ravnati, da bi omejitvi sirjenja okužbe. Med drugim tokrat pojasnuje v čem se cepiva Pfizer, Moderna in Astra-Zeneca razlikujejo.