15 novembre 2017 / 15. november 2017 fotogallery

Na skupni poti z gospodom Molarom
In cammino insieme a don Molaro

IMG_6826Sabato 11 novembre nella chiesa del Sacro cuore a Merso di Sopra si è tenuta la messa di ingresso di don Michele Molaro, che si occuperà delle parrocchie di San Leonardo Abate, di San Paolo Apostolo in Stregna, di San Giovanni Battista in Tribil di Sopra, di S. Maria in Liessa e di S. Maria Assunta in Drenchia.

La messa, presieduta dall’arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato, è inizita con la lettura del decreto di nomina di don Michele Molaro, chiamato alla guida delle parrocchie rimaste vacanti in seguito alla rinuncia di don Michele Zanon e al trasferimento ad altro incarico di don Federico Saracino.

«Stiamo facendo lo sforzo più grande possibile per servire nel modo migliore le Valli del Natisone, dove possiamo assicurare una presenza di sacerdoti buona rispetto ai tempi», ha detto nell’omelia l’arcivescovo. Come ha evidenziato, nelle Valli opereranno ora tre parroci: don Michele Zanon nelle parrocchie di San Pietro e Pulfero, don Michele Molaro nelle parrocchie assegnategli e don Natalino nelle parrocchie di Savogna e Tercimonte. Con loro collaborano da anni mons. Sandro Piussi, don Davide Larice, mons. Marino Qualizza e mons. Mario Qualizza.

Mons. Mazzocato ha, quindi, esortato le comunità alla collaborazione e all’unità per tenere viva la fede cristiana anche nei più giovani.

Ai riti di ingresso hanno fatto seguito i saluti.

È stata particolarmente partecipata e commossa la presenza della comunità di Sappada, accorsa numerosa a salutare don Molaro.

Il delegato del sindaco di Sappada lo ha ringraziato, a nome dei cittadini e dell’amministrazione comunale, per il servizio pastorale effettuato per sette anni a Sappada «rispettando usanze e tradizioni. Don Molaro si è prodigato per la ristrutturazione di edifici parrocchiali, ha dedicato attenzione a tutti, soprattutto agli anziani, ha organizzato campeggi e gite. Ci ha onorato con la sua presenza discreta e ha partecipato ad eventi gioiosi come il pellegrinaggio al santuario alpino di Maria Luggau e al recente gemellaggio. Ora servirà le Valli del Natisone, alle quali ci lega anche il ricordo di un altro nostro parroco, mons. Dionisio Mateucig, che ricordiamo con affetto» La direttrice del Consiglio pastorale e parrocchiale di Sappada ha rivolto a nome della comunità un grazie sincero a don Molaro. «Dimostrategli calore, accoglienza, disponibilità e collaborazione – ha esortato le comunità delle valli – perché per il sacerdote la comunità in cui opera diventa anche la sua nuova famiglia». «C’è sempre un velo di tristezza nei saluti finali, – ha concluso – ma conforta il fatto che, anche se lontani, restiamo uniti nel pensiero e nella preghiera».

«Caro don Michele Molaro – ha detto il sindaco di San Leonardo, Antonio Comugnaro – oggi la nostra comunità è in festa, pronta ad affrontare con entusiasmo un nuovo tratto di strada insieme. Noi tutti ci auguriamo un percorso condiviso che ponga la persona al centro di ogni attività e interesse. L’amministrazione comunale di San Leonardo è certa che sapremo guardare insieme nella stessa direzione». E ha sottolineato che «il punto di forza delle nostre Valli è l’identità linguistica e culturale, che è strettamente legata alla fede cristiana fin dai tempi del Patriarcato di Aquileia. È merito dei sacerdoti se si è tramandata fino a noi. Lei arriva qui da Sappada, un’altra comunità ricca di una lingua e una cultura specifica, che nell’intervista al nostro quindicinale Dom ha detto di aver rispettato e valorizzato, e di essere disposto a farlo anche qui da noi, perché capisce l’attaccamento alle proprie origini. Insieme, allora, potremo operare anche per riscoprire la cultura del nostro territorio, della sua storia e delle sue tradizioni».

Il direttore del Consiglio pastorale di San Leonardo, Gabriele Sibau, che ha parlato anche a nome della comunità di Stregna, ha espresso un sentito benvenuto al nuovo parroco, chiamato ad operare «in una realtà complessa e ricca, che può offrire molto e che necessita di ascolto, di affetto, di luoghi di incontro e condivisione ».

«Dober vičer» ha esordito don Molaro a conclusione della messa, accompagnata dal coro di San Leonardo, assicurando la sua disponibilità per un impegno di crescita comune, di fede e culturale. Alla comunità di Sappada ha rivolto un saluto in tedesco e alle nostre Valli ha detto «Hvaljen bodi Jezus Kristus».

La messa, alla quale hanno preso parte i sindaci di San Leonardo, Drenchia, San Pietro, Stregna e Pulfero, il consigliere regionale Giuseppe Sibau, i sacerdoti don Michele Zanon, don Natalino Zuanella, don Sandro Piussi, don Mario Qualizza e il diacono Leopoldo Pantarotto, si è conclusa con una foto e un momento conviviale presso il plesso delle scuole di San Leonardo.

A Liessa domenica 12 novembre don Michele Molaro ha celebrato la sua prima messa, affiancato da mons. Marino Qualizza. La comunità, con i sindaci di Grimacco, Eliana Fabello, e di Drenchia, Francesco Romanut, ha accolto il nuovo parroco in piazza don Rino Marchig. (Larissa Borghese, foto di Oddo Lesizza)

V saboto 11. novemberja popudan je v cierkvi Presvetega Sarca Jezusovega v Gorenji Miersi videnski nadškof msgr. Andrea Bruno Mazzocato vmestiu novega podutanskega famoštra g. Michela Molara. Bo tudi srienski, lieški in dreški famoštar, se pravi, de bo skarbeu za cele rečanske doline, se pravi za vse fare kamunu Svet Lienart in Sriednje, kjer je biu do sada famoštar g. Michele Zanon, Garmak in Dreka, kjer je biu do sada g. Federico Saracino, ki je imeu tudi Kosco in Gorenj Tarbij. Na Liesah je novi podutanski famoštar molu parvo mašo v nediejo, 12. novemberja.

Gaspuod Molaro ima 46 liet in je iz Coderna. Rodiu se je 25. febrarja 1971, v duhovnika je biu posvečen lieta 1996. Od lieta 2010 je biu famoštar v Sappadi, priet pa na Bili. S parhodam g. Molara se Nediške doline praktično vračajo na staro stanje, kàr so ble tri fare (Špietar, Podutana in Dreka) in trije famoštri. Donašnji dan je far danajst pa so famoštri trije (v Špietru, v Podutani in v Sauodnji) na teritoriju, kjer je služilo 26 duhovniku. Po reformi videnske nadškofije, ki bo začela vajati hlietu, bojo zaparli špietarsko foranijo in bojo Nediške doline ratale adno samo pastoralno sodelovanje (collaborazione pastorale) pod čedajsko foranijo.