28 settembre 2018 / 28. september 2018

Za novo upravljanje gozdnih virov
Per ripensare la gestione dei boschi

Riflettere insieme sulle dinamiche da porre in atto, affinché il settore forestale abbia nuove prospettive, affinché acquisisca nuovo slancio e, soprattutto, non vada perdendosi. Con questo auspicio del sindaco, Alan Cecutti, si è aperto a Taipana/Tipana, sabato, 22 settembre, il convegno dal titolo «La gestione forestale nelle foreste prealpine», durante il quale un nutrito gruppo di relatori ha discusso in merito alle problematiche, le opportunità e le concrete soluzioni per la nuova programmazione e la gestione della risorsa forestale privata.

Nella gremita sala consiliare, davanti a un folto pubblico, sono intervenuti esperti, professionisti e amministratori pubblici, contribuendo a una discussione che ha fornito tanti spunti per nuove prospettive di gestione del bosco. A moderare il convegno è intervenuto il dottore forestale Paolo Mori, direttore responsabile della rivista tecnico-scientifica Sherwood Foreste ed alberi oggi.

A intervenire per primo è stato il libero professionista forestale Fabrizio Romanelli, che ha illustrato l’opportunità, da parte degli enti proprietari, di affidare per più anni il proprio bosco a imprese forestali certificate e qualificate, come previsto dalla legislazione regionale. Romanelli si è soffermato sul caso del Comune di Pulfero, che dal 2016 al 2028 ha affidato a un’impresa forestale la Foresta del Monte Mia. Romanelli ha, inoltre, illustrato le attività della rete di imprese Foreste Prealpine, con sede a San Giovanni d’Antro/Landar: è costituita da sette imprese e comprende l’intera filiera del legno.

Il sindaco di Stregna/Sriednje, Luca Postregna, si è, invece, soffermato sul caso dell’Associazione fondiaria Valle dell’Erbezzo quale strumento per l’aggregazione dei terreni forestali. L’associazione è nata nel 2015 sull’onda del locale movimento ambientale Freeplanine. Si tratta di un’associazione di volontariato senza fini di lucro, che acquisisce la gestione dei fondi agricoli dai soci, ma che per statuto non ne usucapisce la proprietà. Si occupa di distribuire le disponibilità dei fondi agli operatori agricoli per il recupero dei terreni montani abbandonati o incolti.

Il sindaco di Kobarid, Robert Kavčič, ha portato soprattutto il punto di vista della valorizzazione turistica di boschi e foreste, facendo notare come diversi interventi vengano condotti anche in sinergia con la parte italiana, come nell’ambito delle piste ciclabili. L’auspicio è che, con l’aiuto del neonato cluster transfrontaliero, molte problematiche possano trovare risposta in sede europea. Kavčič ha fornito un piccolo spaccato di un sistema organizzato soggetto a regole e organizzazione diverse rispetto alla parte italiana, ma dove le criticità sono spesso simili, ad esempio con superfici forestali molto ampie e strade forestali che passano su fondi privati.

A nome di Paolo Fantoni della Fantoni Spa è intervenuto il consigliere delegato Tullio Bratta, che ha evidenziato la criticità, per le aziende italiane del settore boschivo, rappresentata dal sistema protezionistico presente in Croazia e Slovenia, tematica rispetto alla quale si è anche provato a intervenire, senza successo, in sede europea.

Quale libero professionista forestale, Verio Solari ha presentato al pubblico il modello del condominio forestale, un sistema che permette di gestire i boschi dei privati all’interno di una comunità, riuscendo a mettere d’accordo i proprietari di singoli terreni. Solari ha evidenziato come un contributo al risolvimento di diverse criticità legate alla gestione dei fondi boschivi possa giungere dall’impiego delle moderne tecnologie.

Ricordando la necessità di guardare al settore forestale come a una filiera del legno, Rinaldo Comino, del Servizio foreste e Corpo forestale Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ha evidenziato i fabbisogni crescenti in regione e in Italia. Secondo Comino, la criticità rappresentata dalla frammentazione proprietaria potrebbe essere contrastata individuando singole aree da cui partire per neutralizzarla. Ha, inoltre, ricordato l’esempio positivo dell’accordo interregionale di Verona sulla filiera del legno del 2016.

Giorgio Alberti dell’Università degli studi di Udine ha presentato al pubblico le potenzialità dei popolamenti forestali e i fattori di debolezza e di forza concentrandosi in particolar modo sulle latifoglie di pregio per il comparto arredo e il sistema casa.

Intervenendo per l’associazione agricoltori Kmečka zveza, Stefano Predan ha richiamato l’attenzione sulle problematiche che affliggono il settore forestale sulla fascia al confine con la Slovenia: lo spopolamento; il bisogno di collegamenti forestali ai boschi produttivi in maggior numero e più adatti a essere percorsi dai nuovi mezzi; la necessità di rivedere la posizione delle stesse strade sulle mappe catastali, nonché il bisogno di rendere gratuiti e diffusi sul territorio i corsi di formazione obbligatori, magari con fondi provenienti dal Psr.

A leggere un intervento a nome di Giorgio Colutta di Confagricoltura e Ente tutela fauna, è intervenuto Giorgio Venier Romano. Per zone difficili come quelle montane, attanagliate dallo spopolamento, secondo Colutta sarebbe auspicabile puntare a un’integrazione tra tante piccole economie, a un turismo sostenibile e a tante piccole agricolture. Un aiuto alle attività sul territorio arriverebbe anzitutto, in ogni caso, agendo tramite la leva fiscale.

Dopo il dibattito conclusivo, che ha visto un pubblico partecipe e molto interessato e che ha fornito ulteriori punti di vista e approfondimenti, a delineare le conclusioni è stato l’assessore regionale alle Risorse agricole e forestali, Stefano Zannier. Secondo l’esponente della giunta Fedriga, valorizzare le risorse boschive del Friuli Venezia Giulia comporta anche mirare a un processo di filiera che permetta di rendere fruibili le ricchezze forestali della regione, preservandone, allo stesso tempo, le biodiversità. Si rende necessario un salto culturale, con un processo di crescita di tutte le realtà coinvolte, che devono collaborare nel senso di una moderna politica di forestazione e fruizione del territorio. Molto importante è, inoltre, prestare ascolto al comparto, fare programmazione e non considerare la conservazione l’unica strada possibile. (Luciano Lister)

V Tipani se je v soboto, 22. septembra, v občinski dvorani odvijal posvet z naslovom »Gozdno upravljanje v predalpskih gozdovih.« Po uvodnem pozdravu domačega župana Alana Cecuttija, so Fabrizio Romanelli, Luca Postregna, Robert Kavčič, Tullio Bratta, Verio Solari, Rinaldo Comino, Giorgio Alberti, Stefano Predan in Giorgio Venier Romano (slednji sicer v imenu Giorgija Colutte) razpravili o težavah, potrebah, priložnostih in rešitvah, v zvezi z načrtovanjem in upravljanjem zasebnih gozdov. Med najbolj pereča vprašanja sodita gotovo previsoka razdeljenost zasebnih zemljišč in stanje gozdnih cest, ki ne obstajajo v zadostnem številu ali ki so preozke (na primer) za modernejše tovornjake.

Ob zaključku je deželni odbornik za kmetijske in gozdne vire Stefano Zannier izrazil prepričanje, da naj bi pri vrednotenju deželnih gozdnih virov bilo treba vzpostaviti proizvodno mrežo, ki naj bi omogočala izkoriščanje deželnih gozdnih virov ob ohranjanju biotske raznovrstnosti. Potrebovali bi kulturni preskok vseh vključenih stvarnosti, ki naj bi morale sodelovati v okviru moderne politike pogozdovanja in izkoriščanja teritorija. Pomembno je tudi poslušati gozdni sektor, načrtovati in ne upoštevati konservatizma kot edine možne poti.