26 ottobre 2018 / 26. oktober 2018

Un servizio giuridico per lo sloveno
Služba za jezikovne pravice Zajezik

Problemi per ottenere la carta di identità bilingue, usare lo sloveno nei rapporti con la pubblica amministrazione, richiedere la corretta trascrizione di nomi e cognomi sloveni su tutti i documenti, ripristinare nomi e cognomi nella originaria forma slovena? Niente paura. Ora, per valorizzare i diritti linguistici, al fianco dei cittadini appartenenti alla minoranza slovena in Italia c’è il nuovo servizio di consulenza giuridica «ZaJezik».

Si tratta di un’iniziativa comune della Confederazione delle organizzazioni slovene-Sso e dell’Unione culturale economica slovena-Skgz. È stata presentata lo scorso 17 ottobre, nel «Tržaško Knjižno Središče TKS360», in piazza Oberdan a Trieste.

«Verranno messe a disposizione rogatorie e, se necessario, anche difensori civici», ha spiegato Walter Bandelj. presidente dello Sso.

«Quando si ottiene qualcosa si dimentica ciò che si ha a disposizione – ha dichiarato Rudi Pavšič, presidente della Skgz –, oggi abbiamo a disposizione una legge che ci dà molte possibilità di valorizzarci sul nostro territorio parlando la nostra lingua, considerata al pari delle altre». L’obiettivo, ha aggiunto, è quello di dar la sensazione di una comunità, di far capire ai suoi membri che non sono soli, che sono realmente parte di qualcosa, che hanno dietro un’organizzazione che si occupa di loro.

Le due confederazioni, Sso e Skgz, collaboreranno al successo del progetto, in particolare attraverso le figure di Julian Čavdek e Livio Semolič.

«Come l’iniziativa procederà si potrà vedere solo nelle prossime settimane; a disposizione ci sarà anche una pagina Internet: www.zajezik.eu – ha evidenziato Pavšič –. Quello che è veramente importante sottolineare è che tutto questo sta accadendo proprio negli stessi giorni in cui presso la Regione Friuli Venezia Giulia inizia ad essere operativo l’Ufficio centrale per la lingua slovena, con il compito di occuparsi dei rapporti con l’amministrazione pubblica; il lavoro procederà parallelamente ma l’obiettivo è lo stesso». Verrà, inoltre, presentato prossimamente un libro sul sistema organizzativo della minoranza slovena. «Il nostro lavoro sarà tanto più proficuo quanto più riusciremo a coinvolgere anche i mezzi di comunicazione », ha concluso Pavšič «ZaJezik si è sviluppato lentamente, è stato presentato già un anno fa e, in questi ultimi mesi, si è avuto il concreto lavoro di attuazione del servizio», ha spiegato Bandelj, aggiungendo che i tempi per una tale iniziativa erano ormai maturi e che il lavoro non è stato e non sarà facile. «Quest’iniziativa è nata per diverse ragioni: primo perché era necessaria, secondo perché abbiamo leggi che ce lo permettono». Le due confederazioni hanno deciso così di promuovere il servizio di consulenza giuridica ZaJezik soprattutto in relazione ai diritti linguistici: ciò a cui si punta è la valorizzazione della lingua. Inizialmente il servizio richiederà un periodo di rodaggio affinché i meccanismi riescano ad ingranare, sarà quindi necessaria pazienza, ma alla fine il progetto potrebbe rivelarsi veramente di successo.

È intervenuto poi Semolič il quale ha sottolineato come «la priorità sia quella di non lasciare soli gli appartenenti alla nostra comunità di fronte a determinati problemi che possono sorgere nei rapporti con la pubblica amministrazione». «È importante e giusto sottolineare anche – ha continuato – di cosa il servizio di consulenza giuridica non si occuperà: non ci occuperemo della legge elettorale, della problematica riguardante la sezione slovena del conservatorio Tartini, di tutte quelle questioni che non sono strettamente collegate con la lingua; l’utilizzo della lingua slovena sarà la nostra priorità e relativamente a ciò gli appartenenti alla nostra comunità riceveranno, attraverso questo servizio amministrativo, tutto il possibile».

I punti principali sui quali concentrarsi sono innanzitutto l’esercizio dei diritti di cui la minoranza già dispone e poi l’ampliamento di questi diritti. Una delle richieste più sentite è la corretta scrittura dei nomi e cognomi, rispettando l’uso dei segni diacritici.

Julijan Čavdek ha spiegato che il servizio inizierà con la promozione. «È necessario prima di tutto rendersi conto dei diritti che già abbiamo – ha precisato Čavdek – ed è importante che gli appartenenti alla nostra comunità in tutta la regione esercitino questi diritti. Inizieremo quindi con una campagna di promozione». Obiettivo della consulenza è l’impiego della legislazione già a disposizione, in particolare la legge di tutela 38 del 2001, la legge della regione autonoma Friuli Venezia Giulia 26 del 2007 – precisando che il servizio di consulenza giuridica non sarà un doppione dell’Ufficio centrale per la lingua slovena, che si occupa dell’utilizzo dello sloveno nella pubblica amministrazione, mentre il servizio è rivolto ai privati –, la Convenzione del Consiglio d’Europa (CEDU) e la legge quadro sulle minoranze linguistiche storiche, 482 del 1999. «Nell’ambito della valorizzazione dei diritti linguistici – ha continuato Čavdek – il servizio di consulenza si occuperà dei diritti delle persone, della lingua nel settore pubblico, della visibilità del bilinguismo nel settore pubblico e privato». Čavdek ha concluso dicendo che la valorizzazione dello sloveno dipende anche da noi e il primo obiettivo dovrebbe essere di rendere la lingua sempre più presente nella vita pubblica.

Pavšič ha informato che il servizio di consulenza verrà prossimamente presentato anche a Lubiana e all’assessore alle autonomie locali, Pierpaolo Roberti; verranno promosse anche iniziative pubbliche, condividendo gli eventi e gli incontri in modo da incentivare anche i contatti con i mezzi di comunicazione.

Il console generale di Slovenia a Trieste, Vojko Volk, è intervenuto in chiusura, congratulandosi per l’iniziativa, che risponde alle aspettative della minoranza slovena. «Altri due grandi temi che si devono ancora affrontare riguardano la garanzia della rappresentanza della minoranza slovena in regione e a livello statale, il secondo, invece, è la visibilità del bilinguismo a Trieste e a Gorizia. Quando si arriva a Koper, dove è presente una minoranza italiana, questo fatto si nota in modo estremamente chiaro». «A cosa porterà questa iniziativa lo dimostrerà solo il tempo – ha continuato Volk –, la volontà e la disponibilità ci sono». Per quanto riguarda il ruolo della Slovenia, Volk ha aggiunto in conclusione che la bandiera slovena, pur avendo appena 27 anni, è un importante vessillo sotto il quale noi sloveni possiamo riconoscerci nonostante tutte le differenze.

È stato, infine, richiesto al Comitato paritetico dai presidenti delle due organizzazioni di discutere ufficialmente dell’iniziativa al fine di ottenere quanto prima l’approvazione. (Veronica Galli)

Svet slovenskih organizacij in Slovenska kulturno-gospodarska zveza sta v sredo, 17. oktobra 2018, predstavili novo službo za jezikovne pravice Zajezik, ki bo namenjena uveljavitvi jezikovnih pravic Slovencev, ki živijo v Furlaniji Julijski krajini. Predstavitev je potekala v prostorih Tržaškega knjižnega srediča v Trstu.

Službo Zajezik sta na začetku predstavila oba predsednika SSO in SKGZ Walter Bandelj in Rudi Pavšič, ki sta podčrtala, da gre za pomemben dosežek, za katerega si je naša narodna skupnost prizadevala že pred leti. Pravna osnova, na kateri bo služba Zajezik delovala je zaščitni zakon 38/2001, okvirna konvencija Sveta Evrope iz leta 1995 in ostala državna ter mednarodna zaščitna zakonodaja.

S tehničnega vidika sta delovanje službe Zajezik predstavila Livio Semolič in Julijan Čavdek, ki bosta konkretno urejevala ter vodila dejavnosti. Služba Zajezik se bo tudi posluževala skupine izvedencev, v katero sta bila vključena odvetnika Marko Jarc in Saša Primosig. Članice te skupine bo tudi predsednica Paritetnega odbora Ksenija Dobrila.

Prva naloga službe Zajezik je promocijka kampanja za uveljavljanje jezikovnih pravic s strani pripadnikov slovenske narodne skupnosti v FJk. V ta namen se bo ozaveščanje nadaljevalo v prihodnjih tednih tako da bo čimveč informativnega gradiva prišlo v slovenska društva, šole in tudi v prostore javnih ustanov v občinah, kjer se izvaja zaščitni zakon 38/2001. (www.ssorg.eu)