20 marzo 2012 / 20. marec 2012

Ob respectum gentium barbarorum – La Slavia veneta

Massimo Zoppi

Ob respectum gentium barbarorum – Per timore delle barbare genti / La Slavia veneta 1420-1797

Čedad – Cividale del Friuli 2012
Editore: Most società cooperativa a r.l.
Pagine: 185
Prezzo: 12,00 euro

Il libro è in italiano.

Eravamo convinti che sull’autonomia della Slavia sotto la Repubblica di Venezia fosse stato già ricercato e scritto tutto il possibile, a partire da Carlo Podrecca alle ultime tesi di laurea e gli interventi ai Beneški kulturni dnevi. Invece no: sotto questo aspetto c’è ancora tanto di nuovo nel volume di Massimo Zoppi «Ob respectum gentium barbarorum – Per timore delle barbare genti / La Slavia veneta 1420-1797», edito dalla cooperativa Most di Cividale. C’è di nuovo non tanto nel delineare i tratti fondamentali dell’impianto istituzionale dell’autonomia e dei privilegi goduti dagli Schiavoni in quei 377 anni di dominio veneto, quanto nella messe di fonti provenienti dagli archivi di Stato di Venezia e di Udine e da pubblicazioni, anche antiche, che fin qui sono rimaste sconosciute o inaccessibili ai cultori e ricercatori di storia locale.

La struttura dell’opera (che ha avuto origine dalla tesi di laurea discussa dall’autore all’Università di Padova con il prof. Jože Pirjevec) è alquanto lineare e allo stesso tempo complessa, arricchita com’è da appendici ad ogni paragrafo che riportano documenti, tabelle, prospetti ed approfondimenti della ‘narrazione’ sviluppata nei testi dei capitoli.

Il volume si apre con il corposo capitolo «Diritti, privilegi e immunità» nel quale vengono approfondite l’origine e la funzione della gastaldia di Antro, di origine longobarda confluita poi in quella di Cividale nel XVI secolo, delle vicinie paesane, della vicinia grande e dell’arengo della Schiavonia, che rappresentano i tre gradi dell’autonomia amministrativa, delle giurisdizioni private acquisite solitamente da ricchi borghesi o nobili cittadini, delle investiture, in particolare quelle concesse a Clemente Gallanda nel 1626 che contemplavano le Banche di Antro e Merso, ma anche quella di Drenchia, la quale giudicava in «prima istanza civile, e criminale nei casi lievi». Nello stesso capitolo vengono approfonditi i temi delle esenzioni da tributi, servitù e prestazioni d’opera da parte dei sudditi della Schiavonia e degli obblighi da essi dovuti nei confronti di Cividale o di provvedere alla manutenzione della strada del Pulfero. Alquanto approfondito e documentato è il paragrafo dedicato ai giudizi esercitati dalle Banche di Antro e di Merso, la cui istituzione, funzioni e prerogative sono di molto antecedenti all’estensione del dominio veneziano sul Friuli e la Schiavonia come testimoniano i verbali dei processi tenuti ad Antro nel 1306 e nel 1401. Ai giudizi delle Banche si aggiungevano quelli dei giurisdicenti privati, che però si limitavano alle cause civili e penali con l’esclusione dei reati capitali.

Il capitolo secondo, più breve rispetto agli altri, parla del territorio, della popolazione e delle risorse prodotte nella Schiavonia. Per avere un quadro esauriente della situazione demografica, della ripartizione del suolo risultano molto utili le tabelle riportate in appendice al capitolo. I dati, «in sostanza – scrive Zoppi – mostrano una miseria meno disperata di quella del resto del Friuli, certamente grazie al commercio ambulante, un’attività simile a quella dei cramârs carnici, che alcuni indizi lascerebbero supporre fosse svolta sin dal medioevo» (p. 90).

La novità maggiore del volume è rappresentata dal capitolo terzo dal titolo «Difesa del confine», difesa che caratterizzò profondamente la storia degli Schiavoni e per certi versi fu all’origine e condizionò il particolare trattamento ‘privilegiato’ di questa comunità da parte delle autorità veneziane. Nel primo paragrafo vengono trattate le questioni relative alla strada del Pulfero e degli altri accessi – Luico, Clabuzzaro, Clinaz e San Nicolò – che portavano nelle valli dell’Isonzo e dello Judrio, alle fortificazioni, che in realtà non assunsero mai dimensioni e funzioni importanti, e al confine, che venne definitivamente tracciato nella seconda metà del XVIII secolo. La Schiavonia forniva duecento uomini per la sorveglianza dei cinque passi che portavano in territorio austriaco e questa incombenza rappresentava, per certi versi, il ricambio per i ‘favori’ che la Serenissima assicurava attraverso i ‘privilegi’ e le esenzioni dalle tasse. Interessante, infine, il capitolo dedicato alle battaglie che si svolsero nella Schiavonia o alle quali parteciparono i suoi uomini in armi. In particolare viene ricordata la resistenza del fortino di Robič all’assalto dei Turchi il 23 luglio 1478. In una ducale del 1492 il doge Barbarigo, in riferimento a questo fatto d’armi, conferiva agli Schiavoni il titolo di ‘fidelissimi’ e confermava loro le immunità affinché continuassero a vigilare il confine, come recita il titolo del volume, «ob respectum gentium barbarorum».

 

Massimo Zoppi

Ob respectum gentium barbarorum – Per timore delle barbare genti / La Slavia veneta 1420-1797

Čedad 2012
Založba: Most società cooperativa a r.l.
185 str.
Cena: 12,00 evrov

Publikacija je v italijanščini.

Mislili smo, da so že raziskali in napisali marsikaj o Benečiji pod Beneško republiko ob upoštevanju raziskav Carla Podrecce, zadnjih diplomskih nalog in posegov v okviru Beneških kulturnih dnevov. Pa ne: s tega vidika je še marsikaj novega v knjigi Massima Zoppija z naslovom »Ob respectum gentium barbarorum – Per timore delle barbare genti / La Slavia veneta 1420-1797« (»Ob respectum gentium barbarorum – Iz bojazni pred barbarskimi ljudstvi / La Slavia veneta 1420-1797«), ki jo je izdala čedajska Zadruga Most. Marsikaj novega ni v orisanju temeljnih značilnosti institucionalne strukture avtonomije in privilegijev, ki so jih v 377 letih Benečani uživali pod oblastjo Beneške republike. Marsikaj novega je v obširnem številu virov, ki je bilo na razpolago iz državnih arhivov v Benetkah in Vidnu ter iz starodavnih publikacij, ki so doslej ostale neznane ali nedostopne raziskovalcem in gojiteljem na področju domače zgodovine.

Struktura publikacije (ki je nastala na podlagi diplomske naloge, s katero je avtor diplomiral na Univerzi v Padovi pod mentorstvom profesorja Jožeta Pirjevca) je precej linearna a tudi zapletena, saj jo obogatijo razni dodatki k vsakemu odstavku, ki vsebujejo dokumente, tabele, preglede in poglobitve “pripovedovanja”, ki se odvija po besedilu v treh poglavjih.

V začetku obravnava knjiga v prvem obširnem poglavju pravice, privilegije in imunitete (»Diritti, privilegi e immunità«). Drugo poglavje obravnava ozemlje, prebivalstvo in dobrine iz Benečije. Tretje poglavje pa obravnava obrambo ob meji, zaradi katere je domača skupnost uživala privilegije s strani osrednje oblasti v Benetkah.