25 Settembre 2019 / 25. september 2019

Ne spreglejte Doma 30. septembra
In evidenza sul Dom del 30 settembre

»Zakaj “Gira” 2020 ne bo na Matajurju?« sprašuje Dom v glavnem članku v izdaji z dne 30. septembra. Po štirih letih bodo Nediške doline maja prihodnjega leta spet prizorišče kolesarske dirke po Italiji. Navdušenje je pa dokaj pokvarila napoved, da Matajur ne bo etapni cilj, kakor je do nedavno kazalo. Po vsej verjetnosti bo etapa končala v Čedadu, kar ji bo odvzelo precej čara, športne pomembnosti in seveda »beneškega« duha. Sušlja se, da je do takega razpleta priško zaradi zakulisnih iger. Ob 60-letnici smrti in 130-letnici rojstva duhovnika Antona Cuffola, ki ju bodo obeležili 12. oktobra v Lazeh in Špietru, dogovorni urednik msgr. Marino Qualizza posveča udodnik. “Gospuod Cuffolo pa je napisu svoje ime v našo zgodovino, zak’ je biu takuo bistrouman, de je zapisu vse, kar se je gajalo po Benečiji. Sevieda je veliki part posvečen prepuovedi slovenskega jezika v cierkvah lieta 1933, drugi svetovni vojski an dogodkam, ki so se varstili po nji. Zaries gre za sarhljive rečì, ki so napravile veliko škodo našim ljudem an tudi naši vieri, ki je takuo močnuo povezana s teritorijem an po vič ku tavžint liet kaže šelé svoj liep obraz, ki ga je ohranila do današnjih dni,” poudarja. Od 13. do 15. septembra se je v koči Sv. Jožefa v Žabnicah, odvijalo izobraževanje za mlade kulturne delavce DevelopMent. Med delavnicami in prostim časom so se mladi udeleženci spoznali, navezali stike, si izmenjavali mnenja in tako se še bolje zavedali skupnih odprtih vprašanj in težav, s katerimi se spopadajo. Razmere v raznih predelih Furlanije Julijske krajine in Koroške so precej drugačne, a hkrati v marsičem podobne. Že tu je jesen, ko se gozdovi obarvajo z različnimi odtenki rumene, rjave, rdeče in oranžne barve ter hribi postanejo pisani, kot bi bili pustiči. Jesen ima v naših dolinah prav poseben čar, tudi zaradi svojega izjemnega simbola, se pravi kostanja, ki ga povsod praznujejo s posebnimi prazniki – burnjaki, jim pravimo, če so povezani z obletnico posvetitve cerkve –, ki oživljajo in razveseljujejo naše prelepe kraje. Vesela praznovanja bodo v Podcirkvi od 5. do 20. oktobra, Čarnem varhu in Bardu 13. oktobra in Gorenjem Tarbiju 20. oktobra. Trbiž bo kmalu dobil novega župnika. Sredi septembra je dosedanji trbiški župnik, gospod Claudio Bevilacqua, po župnijah Pastoralnega sodelovanja Trbiž sporočil vest o svojem odstopu. Bevilacqua, ki je star 75 let, vodi Župnijo Trbiž od leta 2002. Na njegovo mesto bo prišel mladi gospod Alan Iacoponi, ki je star 42 let. Župnik bo na Trbižu in v Žabnicah, Beli Peči, Rablju, Ukvah in Naborjetu- Ovčji vasi. Njemu bodo pomagali drugi duhovniki in diakon, ki že služijo v župnijah Kanalske doline.

«Perché il Giro d’Italia 2020 non scalerà il Matajur?» è la domanda che pone il quindicinale Dom nell’edizione del 30 settembre. Ormai è certo che il Giro d’Italia nel maggio 2020, quattro anni dopo il grande successo del passaggio della corsa rosa nel 2016, farà ritorno nelle Valli del Natisone. L’euforia è, però, smorzata dalla voce – ma ormai anche questa sembra una certezza – secondo la quale salterebbe l’arrivo di tappa sul Matajur, in località Laze, nei pressi del rifugio Pelizzo. Di più. Il nuovo tracciato della tappa, che avrebbe dovuto essere quella «delle Valli», il Matajur non lo sfiorerebbe nemmeno e non interesserebbe il territorio dei comuni di Savogna, Grimacco e Drenchia. Niente di ufficiale ancora, ma il sindaco di Savogna, Germano Cendou, sembra aver riposto nel cassetto ogni speranza dopo la comunicazione dell’annullamento del sopralluogo da parte degli organizzatori in calendario per l’1 ottobre, che sarebbe dovuto essere quello risolutivo, dopo la lunga serie dei precedenti. La delusione degli appassionati di ciclismo, oltre che della popolazione locale, è cocente. Riccardo Ruttar dedica la sua rubrica “L’opinione” alla Giornata europea delle lingue. “Giustamente il Consiglio d’Europa promuove la conoscenza plurilinguistica anche in vista dei benefici che la comunicazione diretta apporta nei rapporti interetnici e interlinguistici. Tuttavia, a mio parere, ha come correlato un effetto divergente: promuovendo la conoscenza delle lingue forti, quelle ritenute più utili, implicitamente relega nella secondarietà quelle deboli, quelle meno diffuse, quelle prive di reali ed efficaci supporti come le lingue delle cosiddette minoranze linguistiche. Infatti, la comunità slovena cui apparteniamo lo prova nella propria quotidianità”. Cinque enti intermedi che ricalchino il territorio delle ex province di Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste più quello della montagna – pordenonese, Carnia, Canal del Ferro, Valcanale Valli del Torre e del Natisone –, con un ente sovracomunale denominato probabilmente «Comunità» e formato dall’aggregazione volontaria fra Comuni. Chiusura definitiva delle Unioni territoriali intercomunali (Uti) il 31 dicembre 2020. Secondo le indiscrezioni, dovrebbe essere questa la nuova geografia amministrativa del Friuli Venezia Giulia nelle intenzioni della giunta Fedriga. «La montagna ricoprirà un ruolo centrale sia sul fronte della tutela del territorio, inteso come patrimonio identitario, culturale e ambientale, sia sul versante dello sviluppo economico, necessario a combattere quel fenomeno di spopolamento che pone a serio rischio il futuro delle comunità dell’arco alpino e prealpino », ha affermato l’assessore alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti. I Comuni delle Valli del Natisone sono presidi comunitari per il territorio. Sono piccoli, fanno fatica anche a trovare amministratori (come si è visto in occasione delle elezioni amministrative lo scorso maggio), ma riescono a garantire alla popolazione i servizi indispensabili. Questo grazie soprattutto all’impegno di sindaci, assessori e consiglieri comunali. La mole di lavoro che grava sulle loro spalle è grande e spesso non è sufficientemente conosciuta. Da questo numero, il Dom inizia una rubrica dedicata a informare sistematicamente sulle attività delle amministrazioni comunali. Nel 60° anniversario della morte e nel 130° della nascita, don Antonio Cuffolo verrà ricordato sabato, 12 ottobre. Alle 17.30 nella Beneška galerija a San Pietro al Natisone verrà inaugurata una mostra fotografica sulla vita e l’opera del sacerdote. Alle 19.15 verrà celebrata la santa messa nella chiesa di Lasiz, dove don Cuffolo operò per 39 anni. Di lui, al termine dell’eucaristia, parlerà la nipote, suor Antonia Cuffolo. Alla figura di don Cuffolo e di altri sacerdoti sloveni dell’arcidiocesi di Udine è dedicato anche l’editoriale del direttore, mons. Marino Qualizza. Quest’anno ricorre un anniversario molto importante per la comunità di Subit. 75 anni fa, il 29 luglio e il 29 settembre del 1944, il paese subì ben due incendi, pagando un prezzo molto alto in termini di vite umane, tuttora ben vivo nella memoria collettiva del paese. Gli eventi s’inseriscono nel quadro della Zona libera del Friuli orientale, un’esperienza di autogoverno nata nel bel mezzo della seconda guerra mondiale, nell’estate del 1944. La Zona comprendeva i territori di Nimis, Attimis, Faedis, Lusevera, Taipana e Torlano, per circa 20.000 residenti su circa 300 chilometri quardati. Cento anni fa, il 10 settembre, nell’omonima località dall’Austria e da 27 parti alleate e associate, fu firmato il Trattato di Saint-Germain-en-Laye, che sancì ufficialmente la fine della prima guerra mondiale, ripartì i territori della dissolta Austria-Ungheria e pose le condizioni per la nascita della prima Repubblica Austriaca. Come noto, col trattato anche la Valcanale entrò a far parte del Regno d’Italia, che nell’anno successivo vide stabiliti i propri confini orientali col Trattato di Rapallo, sottoscritto col Regno dei Serbi, Croati e sloveni il 12 novembre 1920. Date, nomi dei sottoscrittori e condizioni sono facilmente accessibili; meno sappiamo della vita tra la popolazione valcanalese in quegli anni. A questo è dedicato un articolo nella pagina della Valcanale.