In val Torre il castagno guarisce_Kostanj le okreva

La terra si addormenta e nelle Valli del Torre e del Natisone si tirano le somme dell’annata agricola. «Per la castagna i problemi permangono – spiega Stefano Predan, segretario dell’associazione agricoltori sloveni Kmečka Zveza – anche se quest’anno alcune piante, in particolare quelle autoctone, hanno mostrato di subire meno i danni causati dal cinipide, detto anche vespa del castagno». In diversi raccoglitori hanno notato, infatti, specialmente in Alta Val Torre e nel Taipanese, la presenza di un maggior numero di castagne rispetto all’autunno del 2013. Si tratterebbe comunque di un fenomeno di ripresa a macchia di leopardo.
«Per la mela, invece, l’annata è stata più che positiva, sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo, grazie a qualche giornata di sole in più di cui hanno beneficiato le piante a inizio autunno».
Male i seminativi con un prezzo, specie per le granaglie, che è crollato. «Grandi problemi per il mais: credo che a fronte del disastro di quest’anno, parecchi agricoltori faranno le loro valutazioni, se continuare o meno cioè, con questo tipo di coltivazione, specialmente gli addetti del settore che conducono i loro terreni a granturco per la vendita, piuttosto che per il suo impiego interno, in azienda. Negli ultimi anni, comunque, le scelte degli agricoltori stanno cambiando a favore di cereali autunno vernini, cui appartengono specie competitive, dotate di elevata capacità di adattamento a differenti climi». Il mais lascia sempre più spesso il posto, ad esempio, a orzo e frumento, con risultati discreti.
Un dato positivo, in generale, è quello legato al numero di danni causati dalla selvaggina alle colture: a conti fatti, quest’anno le intrusioni risultano in significativo calo, in particolare per il cinghiale.
«In ambito allevamento l’andamento è buono – spiega Predan – se togliamo la parentesi del latte, per cui nella zootecnia si va avanti veramente con notevoli difficoltà. Il prezzo è basso anche se, per la zona delle Valli del Natisone, la Latteria di Cividale continua a mostrare di essere vicina al territorio. Per le carni crediamo che il progetto del macello transfrontaliero porterà notevoli benefici: pensiamo che già i primi mesi del prossimo anno saranno in grado di restituirci i primi segnali positivi, quando di fatto diventerà pienamente operativo il progetto “Farm Eat” con la vicina Slovenia».
Le potenzialità delle terre di confine sono notevoli: aree incontaminate dove si può far pascolare gli animali, spazi ove è possibile vendere la carne in azienda, in un contesto ambientale che favorisce anche il turismo slow. «Con il potenziamento sostenibile dell’allevamento potranno essere recuperate anche diverse zone a pascolo. Notevole il successo, infine, che sta riscuotendo il settore della zootecnia che tratta ovini e caprini, in crescita, con una previsione altrettanto positiva per il futuro». Non mancano gli allevamenti di conigli, in particolare a San Leonardo, e di galline ovaiole.

Tajnik kmečke zveze Stefano Predan je razložil, kakšno je stanje kmetijstva v Terski dolini. Zadnje leto je bilo zelo dobro za jabolka in tudi za domači kostanj, ki v Terski dolini le okreva.

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