Guardia alta contro il nazionalismo_Za mir in sožitje med narodi

Zmavc ChineseNel tardo pomeriggio di sabato 31 ottobre, come da consuetudine, i rappresentanti provinciali delle organizzazioni di raccolta della minoranza slovena (Sso, Skgz), delle associazioni di Resia, dell’Anpi, dell’Ana, di altre formazioni combattentistiche e una rappresentanza dell’amministrazione comunale di Resia/Rezija, col sindaco Sergio Chinese, hanno commemorato i caduti partigiani presso il monumento alla Resistenza del cimitero di Oseacco/Osoane. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e fino alla Liberazione del maggio 1945, Oseacco fu il centro della Resistenza resiana contro l’occupatore. Già alla fine del 1944 la maggior parte della popolazione di Resia collaborava volontariamente, senza pressioni politiche, con il Fronte di liberazione e diede tutto l’aiuto all’Esercito di liberazione nazionale, partecipando attivamente con i propri beni. Per i suoi sentimenti, Oseacco subì da parte dell’esercito tedesco un bombardamento con mortai nel dicembre 1944 ed una grande offensiva il 14 gennaio 1945, che vide il paese cinto d’assedio e occupato militarmente da oltre mille soldati tedeschi e fascisti. Oseacco divenne sede di formazioni partigiane che collaboravano attivamente coi partigiani dell’alta valle dell’Isonzo, i quali vennero in aiuto alle popolazioni della Val Resia sulla base degli stessi ideali. Il monumento ricorda tutti i partigiani morti a Resia durante la guerra, indipendentemente dalla loro cittadinanza. È per questo motivo che alla cerimonia commemorativa, ogni anno, arriva a Resia una nutrita delegazione slovena, soprattutto dalla valle dell’Isonzo. A capo della delegazione vi era, quest’anno, Gorazd Žmavc, ministro per gli Sloveni d’oltreconfine e nel mondo, che al suo arrivo è stato accolto da sindaco ed autorità civili e militari. La cerimonia è proseguita con la deposizione degli omaggi floreali della delegazione slovena e dell’amministrazione comunale. Significativi sono stati i discorsi del ministro Žmavc e del sindaco Chinese, che hanno concordato nell’importanza del coltivare la pace nel rispetto del sacrificio dei caduti per la democrazia di cui tutti oggi godiamo. Le guerre del secolo scorso hanno visto contrapposti gli stati europei in un’illogica idea di nazionalismo che, purtroppo, in periodi di crisi e di spostamenti biblici di persone si affaccia di nuovo. Il ricordo del passato sia monito per il futuro. Alla cerimonia, il coro »Golobar« di Bovec ha cantato in onore dei caduti di tutte le guerre in sloveno ed in italiano, le lingue che sono ricchezza di questi territori. I presenti, infine, sono stati invitati dall’amministrazione comunale ad un momento conviviale all’albergo alle Alpi di Prato/Ravanca. (Sandro Quaglia)

Minister za Slovence v zamejstvu in po svetu Gorazd Žmavc se je 31. oktobra udeležil tradicionalnega polaganja vencev v Reziji, kjer je položil venec v spomin žrtvam padlih borcev. Ob prisotnosti župana Sergija Chineseja je vse zbrane je nagovoril z naslednjimi besedami: » Spominski dnevi so namenjeni temu, da se zazremo v preteklost in v njej najdemo odgovore tako za sedanjost kot za prihodnost. Pretekli dogodki, naši predniki, žrtve nesmiselnih vojn in terorja nam namreč govorijo o tem, da sta mir in sožitje med narodi odvisna od ljudi. Zato je izredno pomembno, da ljudje med seboj v vseh oblikah skupnega življenja iščemo tisto, kar nas povezuje, kar gradi skupen prostor, kar povezuje tako ozemlja, regije kot posameznike, ki v tem prostoru živijo. Ob koncu pa je delal, da ne pozabimo na vse naše padle rojake, ki so svoje življenje dali za to, da lahko ljudje v miru ustvarjamo svojo bodočnost. Mir je krhka čaša v naših rokah. Zaradi spomina in odgovornosti do vseh, ki so žrtvovali svoja življenja, si v evropskem duhu prizadevajmo za odprto in konstruktivno reševanje medsebojnih vprašanj.

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