11 Luglio 2013 / 11. julij 2013

Contro l’elettrodotto
Proti daljnovodu

Si terrà venerdì 26 luglio nella sala consiliare a San Pietro al Natisone un incontro informativo sull’eletrodotto Okroglo-Udine, organizzato dal Comitato per la vita del Friuli rurale (che lotta contro l’elettrodotto Redipuglia-Udine) e volto a sensibilizzare l’opinione pubblica e a responsabilizzare i sindaci dei territori coinvolti. È questo uno dei tanti incontri, organizzati anche fuori regione, per scongiurare la costruzione di un’opera dalle dimensioni imponenti e lunga 120 km che, prevista entro il 2018, attraverserà le Valli del Natisone, il Cividalese e la pianura friulana nella zona nord di Udine, con conseguenze deleterie sull’ambiente e la salute della popolazione. Inoltre, come abbiamo già riferito in un precedente numero del nostro giornale, l’elettrodotto, pensato per giustificare il raddoppio della centrale nucleare di Krško in Slovenia, sarebbe di fatto inutile dal momento che l’Italia dispone del doppio dell’energia necessaria rispetto ai picchi di consumo energetico. L’ing. Aldevis Tibaldi, presidente del Comitato per la vita del Friuli rurale, ha recentemente stilato con il sindaco di San Pietro, Tiziano Manzini, un testo di delibera, che è stato esteso ai sindaci delle valli del Natisone (e il cui contenuto è stato letto al pubblico domenica 30 giugno nel corso della rievocazione storica dell’Arengo), nel quale si esprime ferma contrarietà all’elettrodotto e si chiede alla Regione di prendere posizione in merito. Una delibera sull’argomento verrà esaminata nel corso del Consiglio comunale, che si terrà a fine luglio. Dell’elettrodotto si è parlato brevemente anche sabato 27 giugno all’incontro sui progetti transfrontalieri tra i sindaci delle valli del Natisone e dell’Isonzo. In quell’occasione il prefetto di Tolmino, Zdravko Likar, aveva detto che in Slovenia la società Eles non ha ancora definito il tracciato e che tutti i comuni sono contrari al fatto che questo passi nei pressi dei centri abitati. A questo proposito, Tibaldi, che sul tema dell’elettrodotto è in stretta collaborazione con il portavoce del movimento sloveno antielettrodotto, Fedja Klavora, fa notare «che in Slovenia la comunità locale ha il potere di emanare il veto, elemento questo dirimente e di grande importanza. Al contrario di quanto accade in Italia, dove, nel caso in cui l’accordo venga firmato a Roma tra lo Stato e la Regione, non ci sarebbe alcuna possibilità per le comunità locali di rovesciare la situazione. Questo in virtù della legge 19/2012 sull’energia, che ha sancito in maniera assoluta l’esclusione delle comunità locali dal processo decisionale». Un dato anticostituzionale questo – come sottolinea Tibaldi – perché contraddice i contenuti dell’art. 5 della Costituzione italiana, laddove la Repubblica si impegna a riconoscere e a promuovere le autonomie locali.

 

Pričenja se protestna akcija proti daljnovodu Okroglo-Viden. V petek 26. julija bo v Špetru srečanje, ki ga pripravlja »Comitato per la via del Friuli rurale«, z beneškimi upravitelji.