Centrale a biomasse a Cemur Comugnaro sollecita il sindaco a informare

 
 
Ancora preoccupazione nel comune di San Leonardo per il progetto della centrale a biomasse che si intende realizzare a Cemur. Nel mese di dicembre, è già stata firmata quasi all'unanimità (uno solo il voto contrario) la mozione proposta dai consiglieri Antonio Comugnaro e Paolo Oviszach che impegna il sindaco e la giunta comunale a non approvare il progetto, qualora mancassero i requisiti di legge. «È un progetto – sottolinea Comugnaro – che va analizzato e spiegato ai cittadini nel dettaglio». La gente, infatti, è preoccupata soprattutto per l'impatto ambientale e per gli eventuali problemi che la centrale (da costruire ex novo) potrà causare a chi si troverà ad abitare nelle sue vicinanze. I due consiglieri della lista «Insieme per San Leonardo» chiedono che il sindaco, con la massima trasparenza, metta a conoscenza i cittadini dei riscontri dell'impianto sul territorio. «Nulla impedirà la costruzione della centrale una volta avuta la certezza della massima funzionalità e correttezza della struttura produttiva», ha precisato Comungnaro.
Quello delle centrali è un tema che coinvolge da oltre due anni l'Amministrazione comunale di San Leonardo. Prima della polemica sulla centrale a biomasse, infatti, c'era stata quella per la proposta di costruire, sempre a Cemur, un impianto ad oli vegetali. In quell'occasione, temendo l'impatto ambientale, più della metà degli elettori aveva espresso giudizio contrario, sebbene fossero stati offerti al comune un compenso mensile, un'agevolazione nel settore della distribuzione dell'acqua calda e la creazione di nuovi posti di lavoro. Per la centrale a biomasse, invece, non è stato previsto nessun tipo di retribuzione.
Sia la centrale ad oli vegetali sia quella a biomasse sono state progettate per generare energia pulita dalle cosiddette fonti non esauribili, il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future.
Una centrale a biomasse è finalizzata alla produzione di energia termica e se gli impianti sono di medie o grosse dimensioni (come quello progettato a Cemur) anche di energia elettrica, limitando, teoricamente, le emissioni di anidride carbonica.
Il termine «biomassa» indica, infatti, tutti i materiali di origine organica (vegetale o animale) che vengono utilizzati per la produzione di energia. Le biomasse rientrano tra le fonti rinnovabili, in quanto l'anidride carbonica emessa per la produzione di energia non rappresenta un incremento di quella presente nell'ambiente, ma è la medesima che le piante hanno assorbito per la loro crescita e che alla loro morte torna nell'atmosfera attraverso i normali processi degradativi della sostanza organica. Di fatto, l'utilizzo delle biomasse accelera il ritorno di anidride carbonica nell'atmosfera rendendola nuovamente disponibile alle piante. La differenza con i combustibili fossili (petrolio, carbone) è pertanto molto profonda: il carbonio immesso rilascia nell'atmosfera un grande quantitativo di anidride carbonica che non viene riciclato.

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