Zona franca. Tarvisio la vuole
in esclusiva per sé
Istituire una zona franca lungo l’intera fascia confinaria con la Slovenia della Provincia di Udine al fine di risollevare la condizione sociale ed economica di un territorio sempre più impoverito? Il sindaco di Tarvisio, Renato Carlantoni, che da tempo batte la grancassa dei benefici fiscali per il proprio comune non ci sta.
«Non ho il diritto di intromettermi nelle vicende degli altri, ma seguire un percorso che estenda troppo le fasce di vantaggio non è utile a nessuno», replica, interpellato dal «Dom», alla proposta avanzata il 21 gennaio a Tolmin.
Secondo l’esponente del Pdl «l’apertura dei confini a Tarvisio ha creato maggiori disagi rispetto ad altre parti. Dal nostro territorio si accede direttamente in pochi chilometri sia ai distributori sloveni sia a tutti i negozi e attività austriache. Poi c’è chi decide di andare a vivere in Austria: fa 5 km e paga le tasse in un altro Stato, ma continua a lavorare in Italia. Quindi ritengo sia interesse anche dell’Italia stessa mantenere i propri cittadini sul territorio nazionale. Il disagio c’è in tutte le località di confine. È anche vero che altre zone di confine, per quanto abbiano sentito anche loro questo disagio, hanno una capacità di riconversione lavorativa sicuramente più forte rispetto a quella di Tarvisio».
Evidentemente Carlantoni, che è anche consigliere provinciale, non conosce la realtà delle valli del Natisone e del Torre quando afferma che «i dati dimostrano che la Valcanale e il Canal del Ferro hanno il tasso di spopolamento più alto rispetto ad altre vallate, più alto anche rispetto a quello di Drenchia e Stregna»
Certo, «non bisogna fare la guerra dei poveri, perché tutti quanti siamo in stato difficile nell’area di confine. Fare una battaglia congiunta? Ritengo che estendere troppo l’area per la zona franca renda inutile l’obiettivo. Dunque, a Tarvisio va creato un precedente, con una motivazione socio economica evidente. Poi, in una fase successiva si potrà estendere questa cosa», conclude Carlantoni.
Di certo questa logica proprio non può essere accettata nelle valli del Natisone e del Torre. «Tutta la fascia confinaria della provincia di Udine deve diventare zona franca», taglia corto il sindaco di Pulfero, Piergiorgio Domenis.
I motivi? «Ce ne sono a migliaia – risponde –. Dobbiamo essere risarciti. La zona franca rivitalizzerebbe il nostro territorio. Se c’è da fare un paragone tra Tarvisio, Valcanale e Valli del Natisone sotto il profilo demografico, sociale ed economico noi siamo molto più svantaggiati. Tarvisio confina per una buona parte con l’Austria, e ciò gli ha permesso di fiorire, mentre il confine con l’ex Jugoslavia era una barriera. E non dimentichiamo che nel Tarvisiano sono stati fatti e continuano ad essere fatti investimenti pubblici notevoli. Pensiamo solo alle strutture turistiche invernali ed estive».
L.L. / E.G.




