31 gennaio 2012

I sindaci: no all’elettrodotto
Župani proti daljnovodu

Fermo no all’elettrodotto transfrontaliero da Okroglo (Slovenia) a Udine attraverso l’alta valle dell’Isonzo e le Valli del Natisone in quanto deturperebbe un territorio ad alta vocazione turistica. Lo hanno pronunciato all’unanimità i sindaci della fascia confinaria di Italia e Slovenia che si sono riuniti sabato 21 gennaio a Tolmin/Tolmino.

Nel dibattito, la ventina di sindaci e vicesindaci delle Valli del Natisone, delle Valli del Torre e del Posočje, assieme ai rappresentanti della minoranza slovena in Italia, ha denunciato l’omertà sull’elettrodotto ad altissima tensione da parte dei governi di Slovenia e Italia, nonché della regione Friuli Venezia Giulia.

Nel documento finale, approvato all’unanimità, “i partecipanti all’incontro fanno appello alle società Eles e Terna affinché comunichino entro un mese il percorso del tracciato previsto per l’elettrodotto Okroglo-Udine, indicando il punto preciso del passaggio tra l’Italia e la Slovenia”.

Nella seconda parte dell’incontro gli amministratori locali hanno discusso della collaborazione transfrontaliera e dei fondi europei. Nel documento finale “fanno appello alla Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, al Governo italiano e al Governo della Repubblica di Slovenia affinché intraprendano le iniziative necessarie perché, nell’ambito dell’attuazione del programma di collaborazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, venga pubblicato il bando per i piccoli progetti, già previsto dal programma operativo”.

Il sindaci chiedono al Governo sloveno e alla Giunta regionale del Friuli V. G. di coinvolgere “soprattutto i comuni di confine, sin dalle prime fasi della pianificazione, nella preparazione delle linee guida, degli obiettivi e delle priorità del programma”, nonché di “ridurre l’area ammissibile del programma di collaborazione transfrontaliera Italia-Slovenia alla regione Friuli Venezia Giulia in Italia” e all’area occidentale della Slovenia escludendo, pertanto, Veneto, Emilia Romagna, Lubiana e le aree slovene orientali.

Gli amministratori della Slavia e del Posočje, oltre a impegnarsi a proseguire negli incontri almeno due volte l’anno, hanno deciso anche di consultarsi in forma stabile, individuando in tempi brevi delle figure di coordinamento. Quanto all’iniziativa di istituire una zona franca nel tarvisiano, hanno espresso l’esigenza di coinvolgere nell’iniziativa l’intera fascia confinaria della provincia di Udine e il dirimpettaio Posočje.

Pred novolietnim srečanjam med Slovenci iz Benečije in Posočja so se v saboto 21. ženarja v Tolminu zbrali šindiki iz Benečije in župani iz Posočja. Z njimi so bli tudi vesaki predstavniki Republike Slovenije, ter predstavniki slovenskih organizacij v videnski provinci. Guorili so kakuo ustaviti veliki daljnovod, veliki elektrodot iz Okroglega v Vidan, ki ga mislijo spejati čez Posočje na Solarje, in po rečanski dolini do Čedada. Arzpravljali so tudi o evropskih projektah in cielemu čezkonfinskemu sodelovanju. Na dan je parša tudi ideja o čezkonfinski ekonomski prosti coni od Tarbiža do Prapotnega.