14 giugno 2018 / 14. junij 2018

O Slovencih v mestem svetu Vidna
In consiglio a Udine sugli sloveni

Giovanni Marsico webV Vidnu živi tavžinte ljudi s slovenskimi koreninami. Puno izmed njih želi ohraniti svoj jezik in kulturo, kakor že vič liet dokazujejo tečaji slovenskega jezika in kulture za odrasle, v sklopu projekta Interkultura, ki ga financira Občina Viden, in dejavnosti v slovenščini za otroke, ki jih organizira združenje Blankin. Zatuo je opozicijski svetnik Giovanni Marsico (lista Prima Udine), ki ima slovenske korernine in zna po slovensko, na seji mestnega sveta v pandiejak, 11. junja, v svojem nastopu vprašu, naj občinska uprava župana Pietra Fontaninija skarbi za Slovence v Vidnu. Jau je, de je ura in cajt, de bojo tudi na vidanskih šuolah učili slovenski jezik. “V telim miestu Slovenci žive od starih cajtu. Že lieta 1452 so ustanovili bratvščino Svetega Jeronima, ki je bla zelo močna. Imiela je tudi svoj špitau, ki je biu potle med ustanovitelji sedanjega špitala”, je poviedu Marsico.

 Attenzione e sostegno agli sloveni che vivono a Udine. È quanto ha chiesto il consigliere comunale di opposizione Giovanni Marsico, della lista Prima Udine, lunedì 11 giugno, nella seduta dell’assemblea cittadina, dedicata al dibattito sulle linee programmatiche illustrate, nella riunione precedente, dal sindaco, Pietro Fontanini. «La presenza della comunità di lingua slovena nella città di Udine ha profonde radici – ha esordito Marsico –. Già nel medioevo essa era molto consistente e nel 1452 fondò la Confraternita di San Girolomo. Questa era molto influente nella vita cittadina e disponeva di un proprio ospedale, poi confluito nell’attuale nosocomio Santa Maria della Misericordia. Nel 1720, assieme alla confraternita di San Nicolò di Rauscedo commissionò la costruzione della cappella della Madonna della Divina Misericordia in Cattedrale». «Udine – ha proseguito il consigliere comuale – è il centro politico, amministrativo ed ecclesiale per le Valli del Natisone e del Torre, della Val Resia e della Valcanale. Da quelle aree, come pure dalle vicine province di Gorizia e Trieste, dal dopoguerra vi si sono trasferite migliaia di persone di lingua slovena. Molte delle quali desiderano mantenere la propria identità». Marsico, che parla lo sloveno e fa parte gruppo dei genitori che da quatto anni promuovono, tramite il gruppo «Skupina svetega Hieronima- Slovenci v Vidnu» dell’associazione «don Eugenio Blanchini», attività in sloveno per bambini, ha evidenzato anche il successo di partecipazione ai corsi di lingua e cultura slovena organizzati nella sala del centro parrocchiale di Godia, nell’ambito del progetto Intercultura promosso e finanziato dal Comune di Udine. Da qui la proposta: «Ora si tratta di compiere un ulteriore passo in avanti, portando lo sloveno come materia curricolare in uno degli istituti comprensivi di Udine». «La presenza della comunità di lingua slovena dà a Udine l’opportunità di giocare un ruolo importante nei rapporti culturali ed economici con la vicina Repubblica di Slovenia, finora sempre lasciati in gestione esclusiva a Trieste e Gorizia», ha concluso Marsico.