6 settembre 2016 / 6. september 2016

Ecco cos’è il vero «senjan»
«Senjan» je verski praznik

Senjam webLa convinzione che «senjan» sia sinonimo di festa mondana e molto marginalmente ricorrenza religiosa è molto diffusa. Niente di più errato. Ad esempio, il «senjan» di Cravero è stato istituito per ricordare la consacrazione, quindi la dedicazione della chiesa di Santa Lucia – «opasilo », si dice – avvenuta il 24 agosto 1759. La scritta, ben visibile sulla parete destra all’interno di detta chiesa, si riferisce a questo avvenimento, che va celebrato la domenica successiva alla festa di San Bartolomeo, particolare che spesso non viene evidenziato in occasione di visite guidate. Ci si limita a qualche cenno storico e alle caratteristiche dell’altare e della volta sovrastante dipinta. Lascia perplessi che tra i super scolarizzati organizzatori del «Star senjan», come oggi viene definita la festa, non sia venuto in mente di evidenziare e approfondire questo aspetto culturale. Evidentemente si preferisce dare spazio ad altre iniziative, in barba alla tradizione di un vero «senjan», «novi» o «stari» che sia. Vediamo qualche aspetto del «senjan» di qualche tempo fa, che si esauriva nella sola domenica. Molto presto si predisponeva il percorso della processione con delle frasche tagliate in mattinata, intanto sulla piazza del paese le «kolačarice» predisponevano sulle «sbrinče» i dolciumi per la vendita. I titolari delle osterie, i Lahovi di Cravero ed i Melinjaki, alle volte anche i Vizenzovi, incominciavano ad allestire le «barigle», antesignane degli odierni chioschi. Alle undici la S. Messa, accompagnata dalla corale locale, era celebrata «u tretijn», cioè con tre sacerdoti. In questa occasione, quelli più presenti erano don Mario Laurencig, che presiedeva il rito religioso, don Fortunato Blasutig, don Angelo Cracina, naturalmente il parroco don Giuseppe Jaculin e alle volte don Emilio Cencig e don Adolfo Dorbolò. Seguiva la processione con la statua della Madonna. Dall’inizio della messa fino al termine della processione le «kolačarice » coprivano con una tovaglia ciò che era esposto per la vendita, e nelle «barigle» non veniva somministrata alcuna bevanda. Nel pomeriggio veniva celebrato il vespro, al quale erano presenti soprattutto le donne, pochi uomini e tutti i bambini, perché obbligati. Non va dimenticato il ruolo degli scampanottatori per annunciare il «senjan», dal campanile della chiesa di Sant’ Andrea. Già la domenica precedente incominciavano ad eseguire una diversità di motivi che si potevano udire molto bene nella valle del Cosizza, dell’Erbezzo e oltre. Tutto ciò si protraeva l’intera settimana per concludersi il sabato sera, all’ora dell’«Ave Marija». Questo degli scampanottatori è l’unico elemento che resiste ancora oggi, grazie ai cultori di questa specialità che è stata trasmessa da tempi immemorabili e si spera che quel gruppo di giovani appassionati, che ha raccolto il testimone, abbia la forza di mantenere questa nobile tradizione. (Bepo Qualizza)

V članku Bepo Qualizza poudarja da je “senjan” verski praznik in opisuje izviren potek praznovanja v beneškoslovenskih vaseh.