Le Unioni montane
perdono pezzi
Il Comune di Cividale del Friuli non vuole rientrare nell’Unione dei comuni montani del Natisone. Tarcento non vuole stare in quella del Torre come pure Povoletto; in tal modo Magnano in Riviera resterebbe senza contiguità territoriale e sarebbe costretto ad andare con il Gemonese. A quest’ ultima unione sarebbero orientati ad aderire pure Resia, Resiutta e Moggio Udinese, staccandosi da Tarvisio.
In vista del passaggio dalle attuali Comunità montane alle nuove Unioni dei comuni, il territorio della provincia di Udine è in ebollizione. La legge regionale dà la facoltà alle amministrazioni più grandi inserite nei nuovi enti sovracomunali e a quelle che confinano con territori non montani di dissociarsi o di aderire all’Unione contigua. In ogni caso l’ultima parola spetta alla Regione.
Ecco le scadenze. Entro il 15 febbraio i consigli comunali dei comuni interessati decidono se rimanere in Unione, uscire o aderire ad altra Unione. Entro il 14 marzo la Giunta regionale verifica i nuovi assetti territoriali e con delibera pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione li definisce. Entro l’8 maggio il sindaco del comune più popoloso di ogni ambito d’Unione convoca l’assemblea per la definizione degli indirizzi da dare all’amministratore unico per la predisposizione del Piano di subentro.
Lo scorso 10 gennaio Cividale ha già detto no con voto della maggioranza di centrodestra e di una consigliera del Pd. La maggioranza ha detto di volere collaborare con i comuni delle Valli del Natisone, ma non unirsi a loro, dato che questo comporterebbe il trasferimento di molteplici competenze dal Comune alla nuova Unione e il conseguente passaggio di personale comunale al nuovo ente.
«Nessuno contesterà la solidità degli storici rapporti sociali ed economici tra queste due entità ma nessuno potrà nemmeno negare l’evidente diversità culturale e linguistica esistente tra queste due distinte componenti della stessa nazione italiana», ha detto il consigliere comunale del Pdl e consigliere regionale Roberto Novelli.
«Solo una Slavia istituzionalmente “autonoma” – ha aggiunto – potrà non solo diventare partner essenziale di una forte collaborazione con Cividale nel segno della necessaria e sinergica interdipendenza tra i due territori ma anche riprendere in mano, con determinazione e rinnovato slancio democratico, le questioni legate al suo sviluppo socio economico e dalla tutela della sua identità culturale e linguistica».
Considerate le defezioni di Cividale (e forse di Torreano) dall’Unione del Natisone, di Tarcento, Povoletto e Magnano in Riviera da quella del Torre, torna in auge l’idea di istituire un’unica Unione montana della Slavia da Lusevera a Prepotto.
«Se ci saranno troppe defezioni – ha dichiarato a la Vita Cattolica il sindaco di Faedis, Cristiano Shaurli – chiederò ai colleghi sindaci una riflessione sull’opportunità o meno di dividere il Torre dal Natisone».
Secondo il vicesindaco di Drenchia, Michele Coren, si presenta l’opportunità «di formare un’Unione caratterizzata dalla presenza della comunità di lingua slovena. E tale ente – ha sottolineato intervenendo a nome delle organizzazioni slovene all’incontro di inizio anno tra gli sloveni della provincia di Udine e dell’alta valle dell’Isonzo – potrebbe anche stipulare un Gect con i limitroifi comuni sloveni»
Certo, ci vorrebbe una modifica alla legge regionale. Ma è questa la strada da percorrere.
Čedajski kamun neče biti v Uniji gorskih kamunu za Nediške doline. Tuole je odloču občinski svet, kamunski konsej, ki se je zbrau v torak 10. ženarja. Za tuo, de bi ostali zuna Unije, so bli konsiljeri desnosredinske večine (in adna od Demokratske stranke), pruot pa opozicija. Tisti od večine so poviedali, de Čedad želi sodelovati z Nediškimi dolinami, pa ne se z njimi združiti zatuo, ki bi muoru kamun prenesti nekatere kompetence na novo unijo in ji dati kakih 50 svojih dielucu. Poviedali so tudi, de je pru, de se Nediške doline same upravljajo v duhu stare avtonomije, ki so jo uživale pod Oglejskim patriarhatam in Beneško republiko. Zadnjo besiedo al’ bo Čedad v Uniji nediških gorskih kamunu al’ ne bo imiela dežela Furlanija Julijska krajina. Pa se zdi pametno, de bi Nediške doline obdaržale svojo avtonomijo. Če pomislimo, de Čenta in Povoletto nečeta biti v Uniji gorskih kamunu za Terske doline in Magnano in Riviera želi iti pa z Guminsko unijo, bi bluo trieba pomisliti na ustanoviteu samuo adne Unije gorskih kamunu za celo Benečijo, od Barda do Prapotnega. Nove Unije se bojo rodile namest Gorske skupnosti v prihodnjih šestih miescah.




